Lo sport italiano, calcio escluso, sta vivendo momenti d’oro con risultati eclatanti dei nostri giovani nelle discipline più famose come tennis, atletica, nuoto e formula uno ma anche negli sport meno conosciuti ci sono dei talenti di casa nostra molto promettenti.
Dico di casa nostra perché proprio vicino a noi a Pescantina ha sede la squadra che ai recenti campionati europei di canoa discesa svoltosi a Grandtully in Scozia ha visto come protagonisti due ragazzi di Bussolengo che hanno portato a casa medaglie e risultati prestigiosi per i colori italiani.
Nella pausa dei loro quotidiani allenamenti nelle acque dell’Adige mi faccio raccontare dalla viva voce di Andrea Madella, 17 anni, e da Elisabetta Fraccaroli 16 anni come hanno vissuto questa esperienza in terra, anzi in acqua, scozzese.
Andrea, grandi risultati quindi.
Nel mio caso ho vinto con altri due compagni la medaglia d’oro nella categoria K1 Kayak a squadre Junior classica ove gareggiano ragazzi dai 16 ai 18 anni e sfiorato la vittoria nella variante sprint battuti per soli 4 centesimi dai francesi. Di questi podi, ottenuti confrontandomi con i migliori specialisti continentali, sono particolarmente orgoglioso.
Andrea, raccontami un po’ della canoa.
Si svolge su fiumi e torrenti e bisogna nel minor tempo possibile affrontare un percorso con rapide, ostacoli e porte direzionali. Nella specialità K1 si sta seduti con 2 pale ed è uno sport individuale anche se, nel concorso a squadre, la classifica viene calcolata considerando i tempi degli altri 2 compagni e quindi è fondamentale avere un gruppo affiatato. Pratico questo sport da 7 anni e mi alleno almeno un’ora al giorno tutti i giorni, domenica esclusa, con qualsiasi tempo e stagione. E’ uno sport che si può disputare dai 10 ai 70 anni e noi siamo fortunati in quanto il nostro gruppo, il Canoe Rafting Pescantina Bussolengo composto da numerosi atleti abitanti in zona, è guidato da Vladi Panato, pluricampione iridato e un’eccellenza mondiale della disciplina, il quale ci ha insegnato tutti i trucchi del mestiere.
E tu Elisabetta, come ti sei avvicinata alla canoa?
Ho iniziato 6 anni fa come attività sportiva dopo il grest, ho fatto il corso di 10 lezioni e poi mi sono appassionata. Nelle gare scozzesi assieme alle mie compagne Maddalena Marconi e Petra Marai di Pescantina e Balconi abbiamo vinto la medaglia di bronzo nel concorso a squadre della categoria C1 canadese che si distingue dal K1 perché si sta in ginocchio con una pala.


Cosa ti piace di questo sport?
Mi piace un sacco andare sulle onde e fare evoluzioni in un contesto dove la natura è predominante ed incontaminata ed il verde regna padrone. In questa maniera ho potuto conoscere dei posti bellissimi e viaggiare parecchio.
Ma non è pericoloso andare in velocità sui corsi d’acqua con l’impeto della corrente?
Qualche bagno improvviso lo si deve mettere in preventivo ed è per questo che si gareggia con salvagente e caschetto protettivo anche per evitare, in caso di capottamento, traumi con rocce affioranti. Fare questo sport però mi diverte molto anche perché con le mie compagne e le altre ragazze, si crea quel bel clima cameratesco in quanto ci conosciamo da molto tempo all’interno del canoa club e con le ragazze del resto d’Italia ci vediamo periodicamente alle gare.
Saluto Andrea ed Elisabetta e li lascio ai loro allenamenti e alla prossima ripresa dell’attività scolastica nella speranza di ritrovarli, fra qualche anno, tra i protagonisti del medagliere delle manifestazioni più importanti.
Tantissime sono le storie come le loro fatte di dedizione e sacrificio ma solo in poche occasioni vengono rese note al grande pubblico. E’ quindi doveroso rendere omaggio al loro impegno, tenacia e determinazione, che grazie anche al supporto dei loro familiari ed allenatori, ha permesso che una sana passione diventi uno sport praticato a livelli altissimi di cui noi, loro conterranei, siamo molto orgogliosi.
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