Il braccio di ferro attorno alla Polizia Locale di Villafranca ormai non si consuma più soltanto dentro il comando. È diventato uno scontro aperto di parole, numeri e ricostruzioni contrapposte. Da una parte il Diccap-Sulpm, che torna a denunciare criticità organizzative e carenze; dall’altra il sindaco Roberto Luca Dall’Oca (nella foto di Christian Segantini), che questa volta decide di rispondere punto per punto e alza decisamente il tono.
Sul tavolo c’è il terzo sciopero dall’inizio dell’anno, proclamato per il 29 agosto, proprio nella giornata della Notte Bianca di Villafranca. La nuova mobilitazione arriva dopo uno stato di agitazione e un tentativo di conciliazione convocato dalla Prefettura, al quale il Comune non ha partecipato direttamente. Il sindacato, che rappresenta una parte minoritaria dei venti operatori del comando, continua a sollevare soprattutto problemi legati all’organico, all’assetto di comando, al vestiario e alle dotazioni di autotutela.
È su questa fotografia che Dall’Oca interviene con una replica durissima. “Dopo aver letto le notizie di stampa apparse in questi giorni credo sia arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza, perché non possiamo continuare a confondere una iniziativa sindacale con la rappresentazione di un intero Corpo di Polizia Locale come se fosse allo sbando”, afferma il sindaco.
Il primo punto sul quale insiste riguarda proprio il peso della protesta all’interno del comando. Dall’Oca ricorda che anche i due scioperi precedenti avevano registrato un’adesione limitata, senza provocare interruzioni del servizio. E respinge con forza l’idea che le posizioni del Diccap-Sulpm possano essere sovrapposte automaticamente a quelle dell’intero Corpo. “Non è corretto trasformare l’iniziativa di tre o quattro persone nella rappresentazione del pensiero di un Corpo composto da venti agenti”, sostiene.
Il sindaco difende quindi gli operatori che quotidianamente continuano a garantire il servizio e separa nettamente il giudizio sul lavoro degli agenti dallo scontro sindacale in corso. Per Dall’Oca, la Polizia Locale non può diventare il campo permanente sul quale giocare una contrapposizione tra una parte sindacale e l’Amministrazione.
È anche sul significato stesso delle mobilitazioni che il sindaco affonda il colpo. I due precedenti stati di agitazione, sostiene, non avrebbero prodotto risultati concreti e sarebbero stati seguiti dalla riproposizione delle medesime contestazioni. “Se ogni confronto deve necessariamente trasformarsi in un nuovo stato di agitazione, indipendentemente da quello che l’Amministrazione fa e indipendentemente dall’esito delle iniziative precedenti, allora non siamo più di fronte a uno strumento per risolvere i problemi, ma a una polemica che diventa fine a se stessa”.
Una lettura che naturalmente si scontra con quella del sindacato, che parla invece di problemi trascinati ormai da mesi. Ma Dall’Oca prova a spostare il confronto dai giudizi ai passaggi amministrativi già avviati.
Il primo riguarda il futuro comando della Polizia Locale. Il Comune ha pubblicato l’avviso per la selezione del nuovo comandante, con scadenza fissata al 10 settembre. Secondo il sindaco l’interesse per la procedura sarebbe consistente, contrariamente a quanto sostenuto dal sindacato.
È attorno alla nomina del nuovo responsabile che l’Amministrazione intende costruire il successivo riassetto organizzativo del Corpo. Dall’Oca considera poco utile individuare adesso una soluzione provvisoria per poi rimettere nuovamente mano all’organizzazione una volta insediato il nuovo comandante. “Abbiamo scelto di procedere con metodo e responsabilità”, sostiene.
Il sindaco entra anche nella polemica sulla propria mancata partecipazione al tavolo convocato dalla Prefettura. Ringrazia il prefetto per attenzione e disponibilità, ma sostiene che le questioni poste fossero già state affrontate e sottolinea come lo stato di agitazione fosse stato proclamato prima dell’incontro. Respinge quindi l’idea che la sua assenza possa essere considerata all’origine dello sciopero.
IL PUNTO DEL DIRETTOREPalazzolo e quelle radici che possono ancora tenerci insiemeUno dei terreni più delicati resta però quello delle divise e delle dotazioni di autotutela. Il sindacato aveva denunciato ritardi nelle forniture e la mancanza da mesi di alcuni strumenti destinati agli operatori impegnati sul territorio. Dall’Oca risponde mettendo sul tavolo un numero preciso: 17.500 euro. Sono le spese che il Comune ha programmato per settembre e ottobre, dopo l’ultima variazione di bilancio approvata dal Consiglio Comunale. I fondi, spiega il sindaco, serviranno per acquistare vestiario e nuove dotazioni destinate al Corpo.
Nel dettaglio sono previste 50 bombolette di spray al peperoncino, 20 bastoni estensibili conformi alla nuova normativa e nuove divise ordinarie e operative invernali, sia per gli agenti recentemente assunti sia per quelli già in servizio. Il dato non cancella automaticamente le criticità denunciate nei mesi precedenti, ma costituisce la risposta concreta con cui l’Amministrazione contesta l’immagine di un comando lasciato senza strumenti.
“Se qualcuno ritiene che si possa fare di più, siamo pronti a discuterne. Ma raccontare pubblicamente una situazione di abbandono senza considerare ciò che è già stato programmato e finanziato è, quantomeno, una rappresentazione parziale della realtà”, afferma Dall’Oca. E aggiunge che il confronto potrà proseguire “documenti alla mano”, rifiutando però quelle che considera affermazioni capaci di gettare discredito non soltanto sull’Amministrazione, ma indirettamente sullo stesso Corpo.
C’è poi un altro passaggio destinato inevitabilmente a far discutere. Nelle contestazioni sindacali sono stati ricordati diversi interventi compiuti dagli agenti, dall’individuazione di documenti falsi agli accompagnamenti in Questura, dagli sgomberi alle attività di polizia giudiziaria fino agli arresti. Dall’Oca riconosce l’importanza di quelle operazioni e la stima dovuta agli operatori, ma contesta che possano essere utilizzate come argomento contro il Comune. “Sono attività importanti e per le quali gli agenti hanno tutta la nostra stima. Ma sono anche il loro lavoro”.
È forse qui che la frattura diventa più evidente. Per il sindacato quelle attività raccontano agenti che continuano a garantire risultati nonostante condizioni considerate difficili. Per il sindaco dimostrano invece soprattutto che il Corpo continua a funzionare e che il lavoro quotidiano della Polizia Locale non dovrebbe essere trasformato in materiale per alimentare lo scontro.
Dall’Oca rivendica inoltre rapporti corretti con le altre organizzazioni sindacali presenti ai tavoli della contrattazione nazionale e sostiene che il problema non sia il confronto con il sindacato in sé, ma il ripetersi di stati di agitazione, scioperi e accuse.
La chiusura è probabilmente il passaggio politicamente più duro dell’intervento. “La Polizia Locale non può essere ostaggio di una polemica permanente e non può essere rappresentata sulla base delle posizioni di tre o quattro persone. Il Corpo appartiene alla città e a tutti gli operatori che ne fanno parte, non a una singola organizzazione sindacale”.
Il sindaco dice quindi di voler andare avanti sulla strada già tracciata: concludere la selezione, individuare il nuovo comandante e aprire successivamente una nuova fase organizzativa.
Il confronto, a questo punto, esce inevitabilmente dal terreno delle dichiarazioni e si sposta sui prossimi passaggi verificabili. Ci sarà lo sciopero del 29 agosto, si vedrà quale sarà l’adesione effettiva degli operatori. Il 10 settembre scadrà l’avviso per il nuovo comandante. Tra settembre e ottobre dovranno poi tradursi in acquisti concreti i 17.500 euro già destinati a vestiario e dotazioni.
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