Lugagnano, via del Capitello resta un presidio sociale: proroga fino a dicembre e futuro da ridisegnare

Cinque mesi per non spezzare quello che già funziona e, soprattutto, per capire quanto più lontano possa arrivare un’esperienza nata a Lugagnano e cresciuta attorno alle fragilità, ai minori, alle famiglie e alle persone con disabilità. La struttura di via del Capitello 13 continuerà a essere uno dei punti della rete sociale di Sona almeno fino al 31 dicembre, mentre sullo sfondo prende forma una prospettiva più larga: coinvolgere altri Comuni e portare il progetto dentro una dimensione sovracomunale.

È il doppio binario scelto dalla giunta guidata dal sindaco Gianfranco Dalla Valentina, che il 30 luglio ha approvato all’unanimità la proroga della convenzione tra il Comune di Sona, la Fondazione Cavalier Amedeo Dal Corso e l’Associazione Diocesana delle Opere Assistenziali di Verona, ADOA. La precedente scadenza era fissata al 31 luglio: il nuovo termine viene spostato al 31 dicembre, senza interrompere attività e servizi già avviati.

Non è soltanto uno slittamento di calendario. Nella delibera il Comune mette nero su bianco la volontà di utilizzare questi mesi per rivedere il modello costruito negli ultimi anni e valutarne sostenibilità, organizzazione ed eventuale ampliamento. Una scelta motivata anche dalla necessità di non fermare le attività estive rivolte in particolare a minori e persone fragili, evitando che una fase di ripensamento amministrativo finisca per ricadere direttamente sugli utenti e sulle loro famiglie.

Il cuore dell’esperienza resta l’immobile di via del Capitello, di proprietà della Fondazione Dal Corso e destinato ad attività sociali e di sostegno alle persone più vulnerabili. Qui ha trovato casa il progetto “L’Albero delle Possibilità”, nato dalla co-progettazione tra Fondazione, Cooperativa Sociale I Piosi e ADOA, capofila della rete degli enti del Terzo Settore aderenti.

Dentro quella struttura si incrociano percorsi differenti: supporto sociale e socio-sanitario, attività riabilitative e formative, occasioni di inclusione, accompagnamento verso il lavoro e iniziative pensate per mettere in relazione associazioni, cittadini e istituzioni. È proprio questa rete costruita nel tempo che il Comune sceglie di non interrompere mentre decide quale forma darle negli anni successivi.

Il percorso, del resto, non nasce oggi. I Servizi Socio-Educativi comunali erano stati coinvolti già dal settembre 2021 nella definizione delle possibili collaborazioni. Nel 2022 la Fondazione aveva terminato la ristrutturazione dell’immobile e, il 26 luglio 2022, la giunta aveva approvato una prima convenzione sperimentale della durata di due anni. Il 19 luglio 2024 era arrivata una nuova convenzione, destinata ai progetti sociali rivolti a minori, famiglie, persone con disturbi dell’apprendimento e differenti disabilità, inizialmente valida fino al 31 luglio 2025 e rinnovabile per un altro anno.

Quel rinnovo era poi stato disposto con una determinazione del 2 dicembre 2025, firmata dal responsabile del Settore Servizi al Cittadino Massimo Giacomini, spostando la scadenza al 31 luglio di quest’anno.

Adesso arriva un passaggio diverso. Il Comune motiva espressamente la scelta della proroga, invece di un nuovo rinnovo completo, con la necessità di avere tempo per analizzare in modo più approfondito il modello di collaborazione senza lavorare sotto la pressione di una scadenza immediata. È qui che la delibera apre la porta alla parte forse più interessante dell’intera vicenda.

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L’ipotesi è quella di allargare il progetto ad altri Comuni limitrofi e di valutarne l’ingresso nella programmazione del Piano di Zona del Distretto Ovest Veronese. Una prospettiva che potrebbe trasformare un’esperienza nata e cresciuta a Lugagnano in un servizio capace di muoversi su un territorio più ampio, distribuendo tra più soggetti costi, responsabilità organizzative e capacità di intervento.

Per ora resta un’ipotesi. Non c’è ancora un elenco di Comuni pronti ad aderire né un nuovo assetto già definito. C’è però un indirizzo politico preciso: nei prossimi mesi amministrazione e uffici dovranno lavorare alla revisione del modello, verificando se vi siano le condizioni per una sua estensione a livello di Ambito.

In questa fase il Comune di Sona sostiene economicamente la prosecuzione delle attività con un contributo massimo di 4.166 euro, relativo al periodo compreso tra il 1 agosto e il 31 dicembre. La somma sarà riconosciuta alla Fondazione Dal Corso soltanto sulla base della rendicontazione delle spese effettivamente sostenute per i progetti e per le finalità previste dalla convenzione.

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