Zanella del M5S: “Poco efficace la nuova ordinanza per il decoro urbano, perché?”

Lo scorso mese di settembre ha visto un fitto scambio di mail tra il Consigliere Comunale del Movimento Cinque Stelle di Sona Federico Zanella (nella foto) e il Sindaco Gianluigi Mazzi.

 

Il Consigliere Zanella segnalava al Sindaco la quasi totale mancata applicazione da parte del Comune dell’ordinanza n. 38 dell’ottobre 2010 con la quale si prevedevano sanzioni per coloro che, proprietari o conduttori di giardini, lotto edificati o fondi, abbandonassero tali aree creando situazioni di sporcizia, incuria, cattiva manutenzione, con tutte le conseguenze in termini di odori, fastidi e anche pericoli per i vicini.

 

La domanda che veniva posta dal Consigliere del Movimento Cinque Stelle era se quell’ordinanza fosse ancora in vigore, vista la situazione di forte degrado che si può quotidianamente riscontrare in molti siti.

 

A lui rispondeva il 9 settembre il Sindaco indicando che “L’ordinanza era in vigore ma ho provveduto proprio oggi a modificarla per rendere ancora più ‘forte’ l’intervento. Domani verrà firmato e avrà durata fino a fine anno. Verrà poi sostituito dal nuovo regolamento rurale. Se ha già dei luoghi da segnalare li può inviare al comandante Mori e al tecnico Luca Biasi ai quali chiedo di provvedere alla verifica”.

 

Al Sindaco, sempre a stretto giro di mail e sempre mandando per conoscenza anche al Comandante della Polizia locale e ai responsabili tecnici del Comune, replicava nuovamente Zanella, manifestando soddisfazione per questa decisione ma indicando che “Ciò non toglie che per quattro anni i cittadini non abbiano avuto in molti casi le necessarie tutele. Colgo quindi l’occasione per preannunciare anche a chi ci legge in copia (Ndr Comandante della polizia locale e responsabili tecnici comunali) una richiesta di accesso agli atti per verificare quali e quante sanzioni siano state comminate ai trasgressori, visto che la situazione, a memoria di decine di testimoni, non è mai stata affrontata come richiesto dall’Ordinanza citata. Per opportuna conoscenza ricordo a questo proposito che l’Art. 328 c.p., comma 1, prevede la reclusione da sei mesi a due anni per il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che indebitamente rifiuta od omette un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo. Dopo le opportune verifiche di responsabilità eventuali chiederemo ai cittadini interessati quali azioni intraprendere. Credo che nel frattempo, senza attendere le segnalazioni da parte dei cittadini che l’Ordinanza non prevede affatto, sarebbe bene che i responsabili del procedimento descritti nell’Ordinanza, di loro iniziativa, trascorrano un’oretta percorrendo quelle lottizzazioni del nostro territorio che versano in condizioni a dir poco allucinanti. Ma sono certo che non abbiano bisogno nemmeno di muoversi dall’ufficio, in quanto, in questi anni, di segnalazioni ne hanno ricevute certamente ben più di una”.

 

Ma la vicenda non è proprio finita qui.

 

Sempre il Consigliere Federico Zanella, infatti, il primo ottobre prende carta e penna e scrive al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale Merzi, a tutto il Consiglio e – come in precedenza – a Comandante dei Vigili e responsabili tecnici del Comune per contestare tempi, modi ed efficacia della nuova ordinanza (LEGGI L’ORDINANZA INTEGRALE QUI).

 

“Facendo riferimento al nostro scambio epistolare in cui Lei affermava di aver già modificato l’ordinanza n. 38 del 14 ottobre 2010 per renderla più ‘forte’ – esordisce Zanella – prendo atto di quanto segue. In realtà l’ordinanza che sostituisce la precedente è stata fatta non il 9 bensì il 29 settembre, cioè con venti giorni di ritardo rispetto a quanto da Lei affermato. Oltre a ciò appare essere comunque tardiva in quanto il disagio maggiore per i cittadini (erbacce, topi, serpenti, zanzare ecc.) c’è d’estate e non certo tra ottobre e dicembre”.

 

“Leggendola a fondo appare subito non rafforzare bensì indebolire la precedente rendendola di fatto inefficace. Infatti – spiega il Consigliere del Movimento Cinque Stelle di Sona – si passa dal ‘in caso di inosservanza questo Comune PROCEDERÀ senza ulteriore avviso all’esecuzione d’ufficio degli interventi sopra indicati con spese a carico dei trasgressori’ (cosa che tra l’altro in quattro anni non è mai stata fatta) ad una formula decisamente più democristiana ove si dice ‘che questo Comune POTRÀ PROCEDERE senza ulteriore avviso all’esecuzione d’ufficio degli interventi sopra indicati, con spese a carico dei trasgressori’ dalla cui formulazione, tra l’altro, non si capisce quali saranno i fattori discriminanti tra il procedere o il non procedere (forse il cognome?). La precedente disponeva l’obbligo di rimozione dei rifiuti depositati e/o abbandonati, specificando, dai proprietari O DA TERZI; l’attuale omette di citare i terzi, cosicché il proprietario, nel caso remoto di contestazione della violazione, potrà sempre affermare che non si tratta di materiale depositato da lui e sollevare un’eccezione sulla competenza alla rimozione. Lei obietterà che giuridicamente il conduttore potrebbe opporsi in ogni caso, ma certamente scritta così invece di fare da ulteriore deterrente e chiarire la posizione del Comune, crea solo confusione e appigli giuridici. Viene da pensare lo si sia fatto apposta, vista l’esistenza dell’ordinanza precedente che su questo punto era decisamente più chiara”.

 

“Una durata di soli due mesi attendendo l’entrata in vigore del nuovo regolamento rurale la rende inutile e superflua poiché per un periodo così breve, dopo anni che i cittadini stanno aspettando, bastava applicare la precedente, di fatto mai applicata. Inoltre – argomenta Zanella – se il tanto atteso regolamento rurale conterrà i medesimi fattori discriminanti anziché una certezza di azioni e pene conseguenti, mi consenta di affermare che sarà l’ennesimo regolamento inutile poiché puntualmente inapplicato e disatteso”.

 

“In pratica – termina il Consigliere di minoranza – il tutto appare un maldestro tentativo di salvare capra e cavoli ove le capre sono i soliti noti intoccabili del paese e i cavoli sono quelli amari dei cittadini costretti a subire, oltre al danno, anche le beffe”