Wimbledon, Sinner cresce ma il suo miglior tennis deve ancora arrivare: l’Italia sogna un poker storico agli ottavi

Promotional Wimbledon poster with a man in a white polo holding four Ace cards showing Sinner, Berrettini, Cobolli and Sonego.

Jannik Sinner è agli ottavi di finale di Wimbledon e, in fondo, questa è l’unica notizia che contava davvero. Il numero uno del mondo supera Jenson Brooksby con un netto 6-4 6-3 6-4 e continua la difesa del titolo dopo il sofferto esordio al quinto set contro Miomir Kecmanović. Una vittoria autorevole, mai realmente in discussione, che però racconta qualcosa di più del semplice punteggio.

Brooksby era forse il banco di prova più interessante di questa prima settimana. L’americano è uno di quei giocatori capaci di sporcare il ritmo, cambiare continuamente velocità e costringere l’avversario a costruire ogni punto con pazienza. Sinner ha risposto con lucidità e maturità, senza mai perdere il controllo dell’incontro e senza lasciarsi trascinare nel tennis imprevedibile del suo avversario. La sensazione, però, è che il suo gioco abbia ancora qualche marcia da inserire.

Rispetto ai primi due turni il motore gira più fluido: spostamenti più sicuri, gestione più naturale dei momenti pesanti e, soprattutto, la voglia di variare, con salite a rete frequenti e quasi sempre vincenti. Manca ancora, però, quel dritto devastante che nella scorsa stagione faceva male a chiunque: si intravede a tratti, poi lascia spazio a qualche imprecisione di troppo. Segnali incoraggianti, ma anche la controprova che il miglior Sinner non è ancora sceso in campo a Church Road. Ed è forse questa la notizia migliore per lui e la peggiore per tutti gli altri.

Lo conferma lo stesso numero uno del mondo al termine della partita: “Oggi è stato fatto un piccolo passo avanti”, prima di aggiungere un concetto che racconta perfettamente il momento che sta vivendo: “So di avere ancora margine da colmare e spero di farlo già dalla prossima partita.”

Agli ottavi troverà il giapponese Shintaro Mochizuki, ex campione junior di Wimbledon e protagonista di un ottimo torneo dopo aver eliminato lo spagnolo Rafael Jódar. Sulla carta il pronostico sorride all’azzurro, ma nella seconda settimana di uno Slam ogni partita merita il massimo rispetto.

Intanto Wimbledon continua a perdere protagonisti illustri. Uno dei risultati più sorprendenti è l’eliminazione di João Fonseca, travolto in tre set dal solidissimo Roman Safiullin, mentre saluta il torneo anche Rafael Jódar, sconfitto proprio da Mochizuki dopo aver illuso tutti vincendo il primo set. Ma il tonfo più pesante porta il nome di Daniil Medvedev, eliminato da Jan-Lennard Struff, un giocatore che quando trova la giornata giusta sa rendersi scomodissimo anche ai migliori. Wimbledon, in prima settimana, non guarda in faccia a nessuno.

Se Sinner continua a crescere, dall’altra parte del tabellone Novak Djokovic manda un messaggio chiarissimo a tutto il torneo. Contro il francese Arthur Rinderknech il serbo ha dovuto lavorare più del previsto, imponendosi 7-5 6-4 1-6 7-6(4) in poco più di tre ore di battaglia. Dopo aver dominato i primi due set ha avuto un passaggio a vuoto nel terzo, ma nel tie-break del quarto è tornato il solito Djokovic: freddo, lucido e implacabile nei momenti decisivi. Con questo successo raggiunge Roger Federer a quota 105 vittorie ai Championships e centra il suo diciottesimo ottavo di finale a Wimbledon, confermandosi ancora una volta uno dei principali candidati al titolo.

Le buone notizie per il tennis italiano, però, non finiscono con Sinner. Matteo Berrettini ha ritrovato la sua casa naturale: l’erba. Servizio, dritto e personalità hanno riportato il romano là dove più volte ha dimostrato di poter competere con i migliori. Ora lo aspetta Grigor Dimitrov, in una delle sfide tecnicamente più affascinanti del terzo turno.

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Sorride anche Flavio Cobolli, sempre più convincente anche sui prati inglesi. La vittoria contro James Duckworth è arrivata grazie a due tie-break giocati con grande personalità prima del dominio nel quarto set. Adesso l’asticella si alza con Karen Khachanov, ma il romano ha dimostrato di avere ormai la maturità per giocarsela contro chiunque.

E poi c’è Lorenzo Sonego, il guerriero instancabile del gruppo azzurro. Contro Gabriel Diallo ha vinto una battaglia durata oltre quattro ore, mettendo in campo tutto il suo repertorio di grinta, cuore e resistenza. Il prossimo ostacolo sarà Taylor Fritz, probabilmente uno degli avversari più complicati sull’erba, ma Sonego ha già dimostrato più volte di sapersi esaltare quando parte sfavorito.

Nella Tribuna VIP del Divano il dibattito è partito puntuale come sempre. L’Orso continuava a sostenere che il dritto di Sinner non fosse ancora quello dei giorni migliori, mentre Nostradamus annuiva con quell’aria da “te l’avevo detto”. A quel punto è intervenuto il Padrino, con quella serenità che solo chi ha visto passare generazioni di campioni può avere: “Ragazzi, non serve vincere 6-0 6-0 6-0 i primi turni. I grandi tornei si vincono crescendo partita dopo partita, non cercando un’inutile perfezione al primo venerdì.” Silenzio generale. Anche perché, quando parla il Padrino, perfino il telecomando abbassa il volume. Forza Sinner sempre!

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Davide Rudari
Nato a Bussolengo nel 1974, risiede da sempre a Corte Salvi, tra Lugagnano e Verona. Sposato con Chiara ha un figlio di nome Emanuele. Analista programmatore presso il Banco BPM. E’ appassionato di tecnologia, computer, fotografia, di manga/anime. Nel tempo libero gioca (male) a tamburello e segue con passione la squadra della propria contrada A.T. Salvi per la quale è segretario fotografo e reporter. Amante del freddo e dell’inverno, della buona cucina e delle persone che ridono di gusto.