Vorrei avere dei sudditi, ma al momento mando il mio curriculum. La dura vita di noi disoccupati in tempi di Covid

Da più di due mesi sto vivendo l’incredibile esperienza della disoccupazione. Una disoccupazione nel 2020 post pandemia, lockdown, liberi tutti e mascherine obbligatorie.

Credo di non essere l’unico essere umano under 30 disoccupato e triste. Quindi, mi rivolgo a tutti i colleghi che non conosco, ma che so esistere: non siete soli, possiamo aiutarci!

Prima di parlarvi delle mie incredibili giornate, però, vi racconto del perché mi trovo qui oggi.

Il 31 luglio è terminato il mio contratto di lavoro, le due settimane successive mi sono chiusa in biblioteca (con la mascherina) a studiare come un’ossessa, sono andata in ferie e, in ferie, ho fatto l’esame di stato a distanza online. È stato un traguardo davvero sofferto, è arrivato ed ha portato con sé un sacco di hype. Un hype inutile: ero davvero convinta che dopo aver fatto questo esame, che mi permette di avere un titolo riconosciuto dallo Stato Italiano con il quale farmi chiamare da tutti i miei sudditi, avrei avuto cancelli, porte e basculanti aperti in tutto il mondo.

E avrei finalmente iniziato a lavorare per quello per cui ho studiato, diventando grande.

Magari. Sono ancora a casa. E sono triste perché vorrei lavorare ma pare che non ce ne sia. Ho mandato molti curricula, fatto telefonate, corsi online, inviato MAD nelle scuole, iscrizioni a varie agenzie, ma niente.

La tristezza mista a delusione e rabbia per tutto questo mi sta ormai facendo compagnia da un po’ di tempo. Mentre all’inizio la ricerca del lavoro è stata una novità, per cui trascorrevo molte ore al computer, studiando da cima a fondo il sito con tutto l’elenco delle cooperative sociali della Lombardia, del Veneto e di tutte le regioni possibili, interessandomi davvero a quello che vedevo, allo stato attuale questa cosa mi scoraggia.

Sì, perché, diciamocelo, quando mandi un CV in un posto interessante e che ti piace, sei sempre convinto che chi lo leggerà aprirà la mail e come un’apparizione mistica verrà inondato da tutta la tua magnificenza e dirà, sì, vecchio mio, stiamo cercando proprio TE, da domani questa è la tua scrivania, chiamami pure schiavo tutte le volte che desideri. A parte gli scherzi, tutti vorremmo essere apprezzati, considerati o per lo meno visti da qualcuno. Perché abbiamo faticato per arrivare dove siamo e vorremmo andare avanti, per migliorare e crescere in quello che facciamo e che ci piace.

Alla maggior parte delle mail non ho mai ricevuto neanche una risposta, il che è molto peggio perché ti lascia attaccato al dubbio e alla speranza: Magari non lo hanno ancora letto? Forse lo stanno ancora leggendo? Che non abbiano il programma per aprire i pdf? Staranno sicuramente facendo l’aggiornamento del computer! Sarà sfuggito al tirocinante dello studio, eccetera.

Domande lecite e incredibili sul perché o sul per come io mi senta così invisibile praticamente a chiunque.

Con tutti questi dubbi non si può vivere, al che ho deciso di telefonare in tutti quei posti dove probabilmente stavano aggiornando i software, chiedendo se potevo mandare la mia candidatura.

Certo, ci mandi pure il CV via mail e lo passeremo ai responsabili. Guardi io in realtà il CV ve l’ho già mandato qualche settimana fa, ma non mi ha risposto nessuno. Ops, strano, non succede mai, ci sarà erroneamente sfuggito. E ti pareva. Guardi io non ho nessun problema a portarvelo anche cartaceo, anzi mi farebbe piacere conoscervi direttamente. Ci dispiace ma per il Covid sarebbe meglio svolgere tutto in maniera telematica per cui lo invii pure di nuovo via mail. Eccerto. Fine della fiera, arrivederci e tutti a casa.

Sull’onda di questa mia esperienza apro una parentesi per chiunque: per piacere, piuttosto che non rispondere alle mail di chi si candida, scrivete un NO gigantesco nell’oggetto, mandate una gif simpatica con un cagnolino che scuote la testa, ma non tenete le persone in sospeso.

Capisco che vi arrivino milioni di mail al giorno, però è anche il vostro lavoro: la responsabile dell’Ufficio Career Service della mia università rispondeva sempre a tutti (santa donna), quindi vi assicuro che è possibile.

Dunque, dopo settimane di questa routine credo che lo scoraggiamento sia autorizzato a farti visita in qualche pomeriggio. Ha bussato alla mia porta insieme all’ansia, al senso di inadeguatezza, a un po’ di rabbia e visione negativa del futuro. In alcuni momenti si fanno davvero sentire. Quando però smetto di piangermi addosso, cerco, sforzandomi, di cogliere il lato positivo di questa situazione: ho del tempo libero che posso investire in maniera intelligente (bentornata quarantena!).

Oltre a continuare a cercare lavoro come ho sempre fatto, mi sono iscritta a una serie di corsi online sul webmarketing, comunicazione, ascolto conferenze filosofiche e leggo libri psicologici o di crescita personale. Tutto questo ovviamente non porta nessun guadagno economico, ma soprattutto i corsi mi stanno aiutando parecchio perché posso dedicarvi del tempo e potrebbero essere utili qualora trovassimo o ci inventassimo un lavoro.

Anche tu sei stufo di cercare lavoro? Ti sembra che non ti ascolti nessuno o che stiano tutti aggiornando il sistema? Le tue giornate ti appaiono ormai ripetitive e senza speranza?

Bene, continua a cercare lavoro come hai sempre fatto, anche in modi alternativi, ma prova a dare comunque un senso a ciò che fai nelle tue giornate, a sentirti utile al di là del lavoro (che non hai).

Io tutte le sere, o quasi, faccio un elenco di cose da fare il giorno dopo. Niente di troppo eccezionale vero, anche cavolate. Che ne so, scaricare la lavastoviglie, fare un giro in bici, dare da bere ai fiori, prenotare la visita dal medico, farsi un pediluvio, seguire due lezioni del corso. Stilare un elenco di queste cose e depennarle una ad una è davvero una bella sensazione! A noi due, foglietto dell’elenco, anche oggi ti ho battuto.

Al momento questa modalità sta un po’ funzionando, per lo meno evita che io rimanga 15 ore a letto a piangermi addosso pensando a quanto sono sfortunata e a quanto il mondo faccia schifo. Anche se a volte mi piace farlo veramente.

E voi, giovani colleghi disoccupati, cosa combinate? Come state? Avete qualche consiglio da darmi per quando finirò le liste?