“Volt”, presentato sul territorio un nuovo partito paneuropeo. Per andare oltre i confini

In un panorama politico nazionale complesso, con un’Italia che arranca (ultima per crescita in Europa con lo 0,1%, dati primo trimestre 2019), partiti al governo che si contrappongono in maniera decisa all’Europa, il mio interesse è stato catturato su Twitter, oltre un anno fa, da una nuova iniziativa denominata VOLT, di cui ho seguito, seppur con distacco, l’evoluzione.

Nei primi mesi del 2019 ho appreso che VOLT è a tutti gli effetti un partito politico paneuropeo ed organizzava incontri per presentarsi ed incuriosito ho deciso di partecipare ad un evento che si è tenuto sul nostro territorio in una cornice incantevole, a Sommacampagna, presso l’azienda agricola le Vigne di San Pietro, ospite di un premuroso Carlo Nerozzi.

L’intervista che segue è il riassunto di quanto discusso con Davide Zurlo, coordinatore regionale di VOLT, con una formazione universitaria orientata allo studio di Arabo ed Ebraico a Venezia e relazioni internazionali all’università del Kent.

Cos’è VOLT e come è nata l’idea?

Volt è una reazione da parte di tutti i giovani che in Europa dopo la Brexit hanno deciso di costituire un partito europeo, un movimento in grado di trascendere i confini nazionali in maniera energica ed innovativa. Nella fattispecie il nome “Volt” richiama appunto l’energia ed è stato scelto come nome poiché universale in tutte le lingue.

In quanti Paesi siete presenti ad oggi ed in quante città italiane?

Siamo presenti in oltre 30 Paesi del continente europeo, infatti ad oggi Volt conta quasi 25 mila tesserati in tutta Europa, in Veneto vi sono gruppi Volt a Padova, Verona, Treviso, Venezia, Vicenza e Bassano del Grappa.

Quali sono i principi cui VOLT si ispira?

Per quanto concerne la nostra visione di Europa non ci si ferma alle ideologie, cerchiamo di trovare soluzioni. In virtù di ciò Volt ha delineato 5+1 sfide fondamentali da portare avanti in ogni Stato europeo: le prime 5 sfide da adattarsi a livello nazionale, tenendo quindi conto di ogni realtà locale, mentre la sfida +1 sarà identica in tutti i nostri programmi nazionali. La prima si può definire “Stato intelligente“, riteniamo che gli Stati “intelligenti” (smart state) debbano dotarsi di strumenti nuovi, al fine di guadagnarsi la fiducia dei cittadini attraverso un’amministrazione affidabile, trasparente ed efficiente: burocrazia intelligente, istruzione, sanità e diritti digitali devono infatti essere al servizio del cittadino anche in virtù della tecnologia di cui disponiamo. La politica non può non restare al passo con l’evoluzione tecnologica in corso. La seconda sfida è la “Rinascita economica”, pensiamo che la rinascita debba partire dall’imprenditorialità e dalle piccole imprese, tuttavia ciò non deve andare a discapito dei diritti di coloro i quali lavorano: per questo le economie europee per divenire il vero motore del progresso della società devono prima di tutto garantire un tenore di vita dignitoso a tutti. Tale visione si articola su tre livelli chiave: ridare slancio alle aree in difficoltà dal punto di vista economico, fare del nostro continente un leader dell’innovazione e valorizzare il carattere sociale dell’UE. La terza è la “Parità sociale”, consideriamo prioritario garantire pari opportunità a tutti i cittadini e residenti dell’UE, assicurando loro che i diritti umani siano rispettati. Per questo puntiamo ad introdurre politiche che contrastino ogni genere di disparità e discriminazione, allevino la povertà e garantiscano l’accesso ai beni primari. Non lasciare indietro nessuno è la cosa più importante. Ci adoperiamo per ridurre il divario di genere in termini di possibilità lavorative e prospettive salariali, questo mantenendo un occhio di riguardo per le politiche per la famiglia affinché siano efficaci invece di discriminatorie per genere, orientamento sessuale o credo religioso. La quarta sfida possiamo definirla “Equilibrio globale”, parliamo di politiche ambientali e di sostenibilità: la nostra visione non parla solo di istruzione, energia, clima ed economia circolare bensì anche di politiche migratorie, cooperazione allo sviluppo e di commercio internazionale. L’UE ha bisogno di un cambiamento politico al fine di poter affrontare in maniera coesa ed efficace delle sfide transnazionali. Infatti, in un mondo interconnesso il continente europeo deve assumersi le responsabilità connesse al suo ruolo per quanto concerne le sfide globali, in particolare riguardo il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare ed idrica, la gestione dell’immigrazione. La quinta sfida si riassume in “Più poteri ai cittadini”, secondo la nostra visione è necessaria la creazione piattaforme europee di informazione atte soprattutto a combattere le fake news ed a garantire sia la trasparenza dei media che la loro libertà. Tali misure saranno finalizzate alla partecipazione dei cittadini e delle istituzioni italiane al policy making europeo, attraverso un maggiore utilizzo dei fondi europei esistenti. Secondo noi la sfida è quella di comprendere fino a che punto il cittadino può avere un’influenza diretta sul suo governo e come i cittadini possano venire efficacemente informati al fine di partecipare alla vita democratica. Riforma dell’UE, l’UE è stata recentemente scossa dalla crisi e dalla conseguente ondata di euroscetticismo. Partendo da quanto di positivo è già stato fatto, Volt intende delineare un percorso di riforme atto a migliorare sia la struttura che la governance dell’UE e conduca verso un’Unione federale; inoltre, si occupa di sviluppare proposte concrete che riguardano un ampio insieme di tematiche diverse. Molti dei problemi attuali dell’UE riguardano l’assenza di una vera e propria politica europea e la conseguente incapacità di far fronte in maniera coesa a problemi di scala globale. Gli interessi contrastanti degli Stati fanno sì che non vi sia una politica estera unitaria o un approccio unilaterale riguardo il fenomeno della migrazione: Volt si pone come obiettivo la creazione di una convergenza politica tra gli stati tale da poter affrontare queste ed altre sfide in maniera unitaria.

Nelle foto il Gruppo Volt di Verona.

Quali sono vantaggi e svantaggi di essere un partito paneuropeo?

Volt è partito europeo in tutto e per tutto, con un simbolo unico ed un programma unico per le Europee, non è un miscuglio di partiti nazionali aventi lo stesso orientamento politico. In virtù di ciò, mentre altri partiti faticano per creare convergenze ad esempio tra le destre italiane francesi e polacche noi siamo un già un attore europeo che si declina in ogni Stato, al contrario dei gruppi presenti presso l’emiciclo di Bruxelles i quali rimangono attori nazionali che decidono di dedicarsi all’Europa. La cosa diversa è infatti questa: malgrado lo stesso orientamento politico i partiti di Paesi diversi finiranno sempre per avere priorità diverse, poiché riflettono le istanze dello stato di appartenenza; al contrario, Volt si fa garante degli interessi di tutti gli europei, superando quindi le divisioni statali. Questa è una novità assoluta, tuttavia in virtù di ciò risulta talvolta non semplice far comprendere le potenzialità che può avere una simile compagine politica in grado di agire unitariamente in tutti gli stati.

Sono molti i volti giovani nelle vostre fila in netta controtendenza con il progressivo allontanamento degli stessi dalla politica tradizionale, certificato da percentuali di voto sempre più basse. Come mai secondo te?

Probabilmente perché la politica attuale punta al prossimo appuntamento elettorale, vivendo alla settimana per non dire alla giornata: ciò che manca è un partito che parli di futuro, di come concepire l’Italia e l’Europa tra 10 o 20 anni. È chiaro che dal momento in cui la politica non si interessa dei giovani allo stesso modo i giovani non si sentono stimolati ad interessarsi di politica.

Ad oggi un tema che riscalda le piazze è l’immigrazione, qual è l’idea di VOLT al riguardo?

Volt ritiene sia necessario ricordarsi di come l’immigrazione sia non una emergenza bensì un fenomeno che c’è sempre stato e sempre ci sarà: Volt è per un sistema europeo in grado di stabilire regole comuni in maniera tale da gestire invece di subire il fenomeno migratorio, tuttavia questo ad oggi richiederebbe una convergenza politica tra gli stati che ad ora manca, poiché gli interessi dei singoli prevalgono su quelli della totalità degli europei.

In un momento storico dove prendono sempre più piede partiti neo populisti a discapito dei partiti tradizionali che vengono percepiti come distanti dalla “gente comune” dove si pone VOLT e quale potrebbe essere il suo ruolo nel panorama politico europeo?

Volt è una realtà nuova sia per quanto concerne il quadro politico europeo sia riguardo quello italiano: infatti, se da un lato in Europa manca un altro partito europeo capace di presentare lo stesso logo e le stesse idee in 30 stati del nostro continente d’altro canto è anche vero che in Italia manca un partito europeo in cui primeggino temi come i diritti delle donne, l’ecologia, l’europeismo ed un approccio pragmatico nei confronti dei problemi economici. Tutto questo è Volt, un partito che trascende l’essere di destra o di sinistra in quanto il nostro Paese e l’Europa necessitano in primis di un approccio atto a risolvere efficacemente i problemi.

Il prossimo appuntamento elettorale saranno le elezioni europee, VOLT non ha raggiunto le 150mila firme necessarie per presentarsi in Italia. Vi presenterete in coalizione con altri partiti?

La politica, si sa, è sempre un do ut des. Nondimeno, in Italia non ci si presenterà con altri partiti, poiché in quanto partito europeo il messaggio di Volt sarà presente a queste elezioni europee in Belgio, Bulgaria, Lussemburgo, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Regno Unito e Germania, dove nel caso in cui venissero eletti dei rappresentanti saranno tenuti a garantire gli interessi di tutti gli europei. Oltre a ciò, per quanto riguarda l’Italia, tra questo ed il prossimo anno avremo già una serie di appuntamenti regionali, tra cui le elezioni in Veneto 2020, e locali che richiederanno un grande sforzo. Ad ogni modo, essendo Volt un partito europeo che si dirama in tutta Europa a livello nazionale, regionale e locale, invero sarà per noi questa un’importante occasione al fine di consolidare le nostre strutture e rendere fluido ed agevole il lavoro sulle politiche rispetto a questi tre livelli.

Ringrazio Davide Zurlo per la disponibilità e lo saluto affascinato dall’entusiasmo che trasmette e che serpeggiava nell’incontro cui ho partecipato, una esperienza, quella della politica attiva, che si rivela essere coinvolgente per chi ha cuore il nostro futuro.

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