Voler bene agli animali significa non amare gli umani?

E poi? Cosa altro ancora? Come volete spendere i soldi dei contribuenti? Volete mettere riscaldamento e aria condizionata nei canili, nei gattili, e poi cosa altro ancora? La tivù satellitare, sauna e parco giochi? Gli animali devono essere trattati da animali. Da che mondo e mondo bla bla ecc. Non abbiamo nemmeno abbastanza soldi per gli anziani i giovani e bla bla bla.

E’ difficile in realtà dar torto del tutto alla tiritera che si deve sentire quando si effettuano nel nostro Paese (in molti paesi d’Europa è diverso) opere pubbliche a favore di animali.

Io, che amo gli animali tanto quanto gli esseri umani (ebbene sì, tanto quanto) provo a darmi una risposta con i fatti. Cercando di comportarmi in maniera il più possibile  etica con gli uni e con gli altri.

E qui casca l’asino. Ops… povero asino. Vedo spesso che chi pontifica a sfavore degli animali, non è che si dia poi così da fare per il genere umano.

E’ come il disordine. Io, che sono la regina del disordine, lo sono in auto, sulla mia scrivania e nei cassetti. Uno, è quello che è. Non riesco a concepire un mondo dove prevalga il più forte, quello dotato di parola, dove lo sfortunato, il solo, l’abbandonato, quello che non si può difendere venga trattato male. Quindi, così per l’uomo, così per gli animali.

Non bisogna essere particolarmente generosi per dare una mano , anche solo nelle cose facili, a chi ne ha bisogno. Non è necessario essere dei martiri per fare compagnia ad un ammalato e non c’è bisogno di essere un animalista convinto per non portare le pellicce, per non abbandonare il proprio cane, per non sparare. Perché, meglio saperlo, così come i bambini non nascono da soli a caso, anche per gli animali è così. Qualcuno li ha abbandonati (trattasi di essere umano) ecco perché sono in un rifugio, qualcuno non li ha sterilizzati ecco perché si sono riprodotti. Qualcuno li ha voluti e poi non li ha voluti più.

Quindi, siccome siamo in una società civile, pagano tutti. Per le sviste di tutti. D’altro canto pago da anni per gli errori dei fumatori, dei tifosi allo stadio e via discorrendo.

Ma se questo non vi basta, quando mi sento in colpa perché ho fatto troppo per un animale, mi attivo e cerco un umano a cui dare una mano (anche in una cosa facile). E vi assicuro, è facile.

Oltre che di grande soddisfazione. Altroché.

Monia Cimichella
Nata a Fermo (AP) il 21 dicembre del 1968, vissuta a metà tra Lugagnano e il resto del mondo. Appesa da sempre tra l'imparare e l'insegnare, non a caso si occupa di formazione per adulti.