“Vogliamo un referendum”, Indipendenza Veneta si presenta agli elettori

Dopo aver raccontato le presentazioni dei candidati Sindaci Enrico CordioliGualtiero Mazzi, Federico Zanella, Vittorio Caliari e Gianluigi Mazzi è oggi la volta di Gianluigi Sette. Il Movimento Indipendenza Veneta ha infatti presentato martedì 14 maggio a Lugagnano il proprio programma in vista delle Elezioni Amministrative.

 

Due esponenti del Movimento hanno aperto i lavori, in presenza anche di persone di altri paesi della provincia, uno per portare il saluto ed il ringraziamento ai presenti, il secondo per fornire una veloce panoramica sulle difficoltà del Veneto a fronte di una politica che accentra risorse economiche e che le distribuirebbe, secondo l’oratore, non equamente sulle diverse aree del territorio nazionale.

 

Ha poi preso la parola il candidato Sindaco Gianluigi Sette che ha subito chiarito che la presentazione della Lista ha voluto essere soprattutto un momento per portare a conoscenza dei cittadini del Comune le iniziative del Movimento volte ad ottenere che i Veneti si esprimano in un Referendum sulla possibilità di divenire una Nazione indipendente.

 

Un progetto di legge, ad iniziativa del Consigliere Regionale Valdegamberi, è stato presentato lo scorso 2 aprile alla Presidenza del Consiglio regionale ad oggetto: Indizione referendum consuntivo sull’Indipendenza del Veneto e, secondo l’oratore, dovrebbe essere discusso alla fine di giugno. A suo dire esisterebbe già in Regione una maggioranza consigliare favorevole all’indizione del Referendum. Se così sarà, il voto popolare potrebbe essere organizzato entro fine anno (sarebbe richiesta, spiega Sette, la presenza dei Caschi blu dell’ONU per evitare brogli).

 

Il percorso seguito dal Movimento per giungere a questo risultato non è stato quello di chiedere la modifica della Costituzione italiana, che non avrebbe avuto la possibilità di ottenere una maggioranza favorevole nel Parlamento nazionale, bensì quella di fare riferimento a “principi naturali” previsti dallo Statuto dell’ONU (libertà dell’uomo, autodeterminazione dei popoli) e l’art.10 della Costituzione italiana che dichiara “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”.

 

Gli abitanti del Veneto sono un “popolo” (solo i Sardi sono nella stessa condizione). L’oratore ha spiegato la ragione di tale definizione giuridica e ha dichiarato che l’Unione Europea, con lettera ufficiale, a firma del presidente Barroso, ha confermato che i termini per chiedere un Referendum ci sono.

 

Il candidato Sette ha elencato i seguenti passaggi per giungere alla formazione dello Stato autonomo: referendum con maggioranza dei SI, dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del Presidente della Regione Veneto che, si sostiene, non potrebbe sottrarsi a prendere questa iniziativa e trattativa con il Governo centrale per la ripartizione dei debiti pendenti (dichiarati come non dovuti, peraltro, da parte dell’oratore).

 

L’organizzazione del nuovo Stato dovrebbe essere come quella della Svizzera, con Cantoni (le diverse Provincie) e con democrazia diretta. L’oratore ha concluso che tutto dovrebbe avvenire in modo pacifico, senza forzature e tensioni, nel rispetto delle leggi italiani vigenti. Si vorrebbe quindi un distacco in buona armonia con rapporti privilegiati con l’Italia, nel contesto europeo. E’ stato ribadito che la scelta non avverrebbe, come si dice, soprattutto per motivi economici ma per la forte identità dei Veneti che si sentono discendenti di una Repubblica, la Serenissima, esempio di buona Amministrazione, tolleranza e di pacifica convivenza con tutti i popoli.

 

L’oratore ha concluso il suo intervento fornendo alcune informazioni sul programma depositato per la elezioni amministrative a Sona.

 

La Redazione
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