Vivere nell’era digitale: più connessi, ma meno uniti. Il problema dell’anestesia comunicativa

 

Come sappiamo, grazie ad Internet e alla tecnologia digitale noi oggi disponiamo della possibilità di essere sempre informati e di poter comunicare con chiunque da ogni parte del mondo senza problemi. Una bella conquista per l’essere umano, no?

Le nuove generazioni nascono e crescono in un mondo in cui si deve essere sempre connessi. Tutti possiamo osservare la positività di questa tecnologia, ma sono pochi coloro che discutono degli effetti collaterali della nuova era telematica digitale.

In particolar modo ad essere stata parecchio influenzata dalla tecnologia digitale è la sfera della comunicazione. In quanto una delle competenze primarie che l’essere umano inizia a sviluppare sin dalla nascita, la comunicazione è un ambito che influisce costantemente nella nostra vita: essa è quella facoltà che ci permette di entrare in contatto con le altre persone.

Con l’avvento delle nuove tecnologie, purtroppo, le relazioni sociali sembrano essersi desertificate. La conversazione sta diventando sempre di più un’attività obsoleta e imbarazzante e lo si può notare uscendo di casa e guardandosi in torno: un sacco di persone raggruppate che, invece di parlare assieme, si isolano a guardare gli schermi luminosi dei loro device.

La conversazione delegata e frammentata degli strumenti della tecnologia diventa monotona, intermittente e sintetica. E questo tipo di conversazione non comporta solamente una diminuzione quantitativa delle nostre capacità comunicative ma porta anche un’altra conseguenza, quella dell’anestetizzazione.

Ultimamente, infatti, le persone tendono a voler evitare di scambiare emozioni nei dialoghi, ma solo concetti. La telefonata è una tipologia di conversazione che viene utilizzata sempre meno ora che le persone preferiscono scrivere messaggi. Il motivo di questa scelta ha a che fare proprio con il concetto di anestesia comunicativa. Telefonare a qualcuno vuol dire sentire la voce dell’altro, condividere sentimenti, non solo significati.

La voce di una persona non sarà mai priva di emozioni, dalla voce di qualcuno possiamo capire quel qualcuno come si sente. Se non ci confrontiamo con l’emotività degli altri allora la conversazione sarà sempre più rara e chiusa. Ecco,  quindi,  perché  dobbiamo  impegnarci  il  più possibile  affinché  le relazioni umane non diventino asettiche e prive di emozioni.