Vivere e giocare a Torino a diciotto anni. Michele Troiani e il racconto di un impegno totale per lo sport

Michele Troiani, diciottenne in carriera con origini di Lugagnano (è figlio di Giovanna Forlin e nipote di Giovanni, Presidente dell’AC Lugagnano, e di Alfredo, figura assai nota nel mondo associazionistico e politico locale), ci racconta della sua esperienza nel mondo calcistico ad alti livelli. Nella foto sopra Michele con la juniores del Torino, nella fila il piedi è il secondo da sinistra. Sotto Michele lo scorso anno con la maglia del Chievo.

Quando hai iniziato a giocare a calcio? Racconta del tuo percorso calcistico e di come hai raggiunto la squadra del Torino.

Ho iniziato a giocare quando avevo quattro anni nella squadra del mio paese, il Mozzecane, dove ho calciato i miei primi palloni e imparato le prime mosse. Sono rimasto lì fino a otto anni, dopodiché ho superato i provini per entrare nel Chievo, sono passato alla suddetta squadra e ci ho giocato per altri otto anni. Lo scorso anno abbiamo vinto lo Scudetto della Primavera contro il Torino e, ironia della sorte, quest’anno sono in prestito alla squadra torinese.

Come hai vissuto il trasferimento Verona-Torino?

Prendere le mie cose e andare via di casa, lontano dalla mia famiglia e dai miei amici non è stato per niente facile, soprattutto all’inizio: nuova città, nuova sistemazione, nuove persone, nuova vita. I primi giorni è stata dura, sentivo molto la nostalgia di casa, ma adesso mi sono ambientato, mi sento a mio agio ed ho imparato ad arrangiarmi.

Come ti trovi a Torino? Dove alloggi?

A Torino mi trovo bene, è una città bella, grande e in grado di offrire molto sotto tutti gli aspetti; ma non la sento ancora mia come sento, invece, Verona. Alloggio in un residence in zona stadio, all’interno del quale vivono tutti i calciatori del Torino, dai Giovanissimi alla Primavera, che, come me, provengono da altre città. Siamo spesso tutti insieme e a cena mangiamo in un ristorante qui vicino.

Come ti trovi con i tuoi nuovi compagni e con il tuo nuovo allenatore?

Anche con i miei compagni e il mister mi trovo molto bene, andiamo tutti piuttosto d’accordo e percepisco la presenza di un grande spirito di squadra.

Troiani, nipote dei Forlin finale chievo torino primavera giugno 2014Quando hai gli allenamenti? Dove si svolgono? E le partite?

Facciamo allenamento tutti i pomeriggi, dal lunedì al giovedì, e il venerdì, invece, ci alleniamo la mattina. Un allenamento solitamente dura due ore e mezza, ma, tra docce e quant’altro, torniamo sempre a casa che è ora di cena. Gli allenamenti si svolgono in due campi, entrambi fuori Torino, uno più vicino (a venti minuti) e l’altro un po’ più fuori mano (a quaranta minuti), perciò abbiamo a disposizione un pullmino che ogni giorno passa a prenderci al convitto e ci porta al campo e viceversa. La partita la giochiamo il sabato pomeriggio e finora abbiamo sempre vinto, ma i miei compagni mi hanno riferito che quando si perde il mister ci fa allenare anche la domenica.

Frequenti l’ultimo anno di scuola superiore? Come concili lo studio e lo sport?

Frequento il quinto anno di ragioneria e devo ammettere che non è troppo semplice conciliare scuola e calcio. A scuola ho l’orario leggermente ridotto rispetto agli altri: i miei compagni escono tre giorni alle 14.00 e due giorni alle 15.00; mentre io, visti i miei impegni, termino le lezioni ogni giorno alle 13.00 e il venerdì non vado a scuola perché ho l’allenamento pre partita, la rifinitura, che è più lungo degli altri e richiede quindi impegno e molto più tempo. Ho, quindi, poco tempo per studiare, ma cerco di sfruttarlo al massimo.

Quando hai la possibilità di tornare a casa? Quando vedi i tuoi amici di Verona?

Ora è da un mese e mezzo che non torno a casa perché quando la squadra fa le pause io vengo convocato in nazionale con l’under 19. Da adesso in poi, però, dovrei riuscire a tornare a Verona due giorni al mese, partendo il sabato sera dopo la partita e tornando a Torino la domenica sera. I miei amici li vedo poco appunto perché sono a Verona raramente, ma ogni tanto, come ad esempio questo weekend, loro vengono a trovarmi qui a Torino e passiamo delle belle giornate assieme.

Hai la morosa? Riesci a ritagliare del tempo da dedicare a lei?

Sì, ho la morosa che abita a Valeggio sul Mincio, perciò non ci vediamo molto, il tempo per vedersi è poco, ma fortunatamente anche lei qualche volta viene da me a Torino e riusciamo a passare qualche ora insieme. Cosa fai nel tempo libero? Purtroppo di tempo libero ne ho molto poco, solitamente ce l’ho il venerdì pomeriggio. Dovrei dedicarmi allo studio, ma in realtà spesso e volentieri vado a fare un giro in centro città coi miei compagni, magari per un aperitivo.

Per concludere, come stai affrontando questa esperienza e quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Sto affrontando con serenità questa esperienza che sto vivendo, la vedo come una sfida per maturare, è un momento di grande crescita per me. Il mio obiettivo è quello di raggiungere alti livelli, di poter un giorno essere un calciatore professionista, di entrare a far parte del mondo del calcio “dei grandi”.

Giulia Grigolini
Sono nata nel 1995 e risiedo a Lugagnano, vivo con i miei genitori e mia sorella. Ho conseguito il diploma in perito turistico presso l'istituto tecnico "Marco Polo" nel 2014 e mi sono laureata in lingue moderne per l'intermediazione turistica e d'impresa all'Università di Trento nel 2018. Attualmente lavoro come addetta alla reception in un'azienda tessile in provincia di Verona. Nel tempo libero mi piace interessarmi di eventi culturali, e, particolarmente, di arte.