Vittorino Grigolini e l’arte della mediazione nei condomini

Smiling bald man in a white shirt leaning on a white counter in a bright office; 'RISO E PASTA' sign and green plants in the background.

Incontriamo Vittorino Grigolini, figura molto nota a Lugagnano per il suo costante impegno sia nel lavoro che per i tanti anni di volontariato in più realtà del territorio. Con lui parliamo della sua recente sfida professionale: la gestione condominiale intesa come strumento di armonia sociale e piccola azienda del territorio con la sua società “Condomini Gestiti” con sede a Caselle di Sommacampagna, che è uno dei preziosi partner del Baco.

Partiamo da te. Chi è Vittorino Grigolini oggi e come si vede nel contesto di Lugagnano?
Mi vedo come una persona molto impegnata, forse fin troppo. Divido le mie energie tra l’attività professionale e il volontariato, cercando sempre di concentrarmi al meglio su ciò che faccio. Sono di Lugagnano e anche dopo qualche anno passato fuori Comune di Sona dopo il matrimonio, sono tornato subito qui con la mia famiglia. Per me il territorio è fondamentale, è un luogo che offre tantissime opportunità, anche se non sempre sono sfruttare al meglio.

La tua esperienza professionale è legata al controllo di gestione aziendale. Come si concilia questo background con questa recente iniziativa di amministrazione di condomini?
Vedo queste due attività come molto affini. In fondo, un condominio è come una piccola azienda con diversi soci da gestire e la formazione che mi ha caratterizzato mi porta ad applicare una mentalità di organizzazione del lavoro e di controllo dei processi anche alla realtà condominiale.

Cosa ti ha spinto a intraprendere questa iniziativa?
Il 2020 è stato un momento di forte ripensamento per molti e quindi anche l’occasione per studiare cose nuove. Il Superbonus 110% ad esempio mi ha aperto una finestra: c’erano norme nuove che uscivano ogni giorno ed io passavo le giornate ad approfondirle. Da lì, insieme al geometra Daniele Orlandi di Caselle, abbiamo deciso di unire le forze ed oggi gestiamo condomini e puntiamo alla gestione immobiliare a tutto tondo: io seguo la parte tecnica ed i regolamenti, Daniele la parte tecnica edilizia e sua sorella quella amministrativo-contabile.

Il vostro focus sembra essere rivolto soprattutto ai piccoli condomini. Perché questa scelta?
Miriamo ai piccoli complessi, quelli sotto le otto unità, dove non ci sarebbe l’obbligo legale di un amministratore. Lo facciamo perché lì è più facile instaurare rapporti sereni e autentici. Molti pensano che nei piccoli condomini sia tutto semplice, ma basta discutere delle pulizie delle scale o di un posto auto per far nascere tensioni. Il mio obiettivo è portare serenità.

In questo contesto, parli spesso di “mediazione”. Qual è il tuo segreto per far andare d’accordo le persone?
La mia “tattica” è semplice: lasciare parlare le persone. Spesso le soluzioni le hanno già loro, bisogna solo saperle ascoltare, raccoglierle e fissarle in un regolamento condiviso. Non credo nelle formule imposte dall’alto, ma preferisco il coinvolgimento. Se le persone non condividono l’obiettivo, smettono di seguirti. Di fatto mi piace definirmi un mediatore, una figura terza che aiuta a risolvere i conflitti prima che diventino insanabili.

Spesso si sottovaluta la complessità di questo mestiere. Quali sono le responsabilità reali di un amministratore di condominio?
All’inizio pensavo anch’io che fossero solo “quattro conti”, invece è una professione completa e complicata. Servono competenze legali, tecniche e fiscali. Sei il riferimento per l’Agenzia delle Entrate, devi redigere bilanci corretti e dividere le spese con precisione. Per questo ci avvaliamo di una rete di professionisti, dai legali ai commercialisti.

C’è un messaggio che vorresti mandare riguardo questa attività?
Il messaggio è quello della prevenzione. Spesso si chiama l’amministratore solo quando si è già dagli avvocati per una bolletta contestata o una tabella millesimale mancante. Suggerisco di investire in un regolamento e in una gestione professionale finché si va d’accordo, per evitare problemi futuri quando magari subentra un nuovo inquilino o qualcuno decide di vendere. Dobbiamo recuperare il senso di comunità e non chiuderci nell’individualismo. La vita è questa: bisogna cercare di stare tranquilli e vivere bene insieme.

Le foto del servizio sono di Mario Pachera.

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Enrico Olioso
Nato a Bussolengo il 16 agosto 1964, risiede dall’età di 5 anni a Sona (i primi 5 anni a Lugagnano). Sposato con due figli. Attivo nel mondo del volontariato fin dall’adolescenza, ha fatto anche esperienza di cooperazione sociale. È presidente dell’associazione Cav. Romani, socio Avis dal 1984 e di Pro Loco Sona dal 2012. Fa parte della redazione di Sona del Baco da Seta dal 2002. È tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014 e del progetto Giovani ed Associazioni attivato nel 2020.