Vita religiosa a Sona

Tre avvenimenti hanno fornito l’occasione alla comunità parrocchiale di San Salvatore in Sona, di fermarsi, riflettere, pregare e ringraziare:

 

1) I 30 anni delle morte di don Cesare Poli, di cui si è già parlato ampiamente anche sul Quarantaduesimo numero de Il Baco da Seta; 2) La professione solenne e consacrazione al Signore per sempre, di Chiara Leoni, avvenuta il 6 giugno, nel pomeriggio, presso il monastero del Pestrino. 3) Il 60° di Sacerdozio di don Massimo Bonato.

 

Iniziamo con la professione solenne di Chiara Leoni (nella foto con i genitori). I Protagonisti di questa celebrazione sono stati tre. Prima protagonista è stata lei, Suor Maria Chiara del Padre Buono. Traspariva dal suo volto, dai suoi gesti semplici, da tutto il suo comportamento, quanto avesse desiderato realizzare la sua vocazione, nel monastero di clausura che ha come scopo di pregare soprattutto per i sacerdoti. Sostenuta dalle consorelle che hanno animato con i canti la celebrazione, ha portato a termine il suo cammino di catecumenato, di iniziazione e ha detto il suo SÌ definitivo al Signore, realizzando così quella chiamata che ha sentito dentro di sé alcuni anni fa, vivendo una vita normale.

 

Ha vissuto nella sua famiglia, ha frequentato le scuole superiori alle Montanari (istituto magistrale), si è iscritta e laureata in scienze infermieristiche. Ha partecipato alla vita della comunità parrocchiale e diocesana, frequentando il Centro Pastorale Giovanile con le varie giornate mondiali della gioventù (Roma, Parigi, Toronto); ha visto di persona la terra di Gesù, la Palestina, e si è aperta alle necessità dei più poveri frequentando il gruppo del Mato Grosso. Una esperienza di vita che l’ha portata a capire che Gesù la chiamava su questa strada. Seconda protagonista è stata la comunità di Sona. Erano infatti presenti molte persone della comunità di Sona e parecchi Sacerdoti che hanno concelebrato. La comunità di Sona ha fatto dono a Suor Chiara e a tutta la comunità del monastero, dei nuovi lezionari festivi e feriali, in duplice copia.

 

La presenza alla celebrazione è stata di una intensa e convinta partecipazione spirituale, espressa nelle preghiere, nei canti, nel silenzio, nell’ascolto attento della Parola di Dio. E alla fine, sul piccolo piazzale del monastero, è continuato l’abbraccio a Suor Chiara: famigliari, amici, compagni di scuola, compaesani, conoscenti le si sono stretti intorno, con volti che esprimevano sia la comprensione per questa scelta, sia provocando alcune domande nei nostri cuori e nelle nostre menti. I genitori e familiari si sono dati da fare per un rinfresco fraterno e graditissimo. Terzo protagonista significativo è stato il Vescovo, pastore della diocesi, Mons. Giuseppe Zenti. Dalle sue parole è parsa chiarissima la conoscenza della vita monastica e delle singole suore, dal momento che ogni mese celebra per loro l’Eucaristia e condivide la colazione. Ha poi sottolineato, commentando le letture, l’esperienza di Mosè che viene incontrato da Dio nel roveto ardente; che tante sono le vocazioni, ma l’amore che Cristo ci ha insegnato, le unisce tutte; che le suore non sono fuori dal mondo, ma inserite nel mondo sia come conoscenza che come preghiera, per le difficoltà e le gioie che ci sono nel cuore degli uomini d’oggi.

 

Parliamo adesso del 60° di Sacerdozio di don Massimo Bonato. Nato a Sona il 28 giugno del 1923 e ordinato sacerdote il 29 giugno del 1949. Ha celebrato questo anniversario il 28 giugno 2009, alla ore 10,30. Abbiamo partecipato come comunità di Sona, a cui si sono uniti alcuni sacerdoti e rappresentanti della comunità di Scardevara, a questa giornata di gioia e di ringraziamento a Dio e a don Massimo, per tutto il servizio sacerdotale che egli ha svolto nelle varie comunità e in questi ultimi 10 anni qui a Sona. Durante l’omelia, don Massimo, ha messo in risalto la vocazione e la missione del Sacerdote, esprimendo anche il suo grazie a Dio e a quanti ha incontrato nella sua missione. Ha ricordato anche questo anno particolare che il Papa ha voluto dedicare alla riflessione e alla preghiera per i sacerdoti.

 

Abbiamo visto un don Massimo contento, commosso e felice e questa è stata per tutta la comunità una grande soddisfazione. Un grazie particolare anche a quelli di Scardevara e alla corale che ha eseguito il canto “Tu es sacerdos” per don Massimo, dopo la Comunione. La comunità ha offerto un camice come segno di riconoscenza, e dopo la S. Messa è seguito il pranzo comunitario, ben preparato dai cuochi e servito dai volontari.

 

Queste tre ricorrenze sono state preparate da una settimana vocazionale, che abbiamo vissuto agli inizi del mese di maggio, animata dai ragazzi e adolescenti del Seminario minore che hanno incontrato i ragazzi delle medie e adolescenti di Sona, e dal gruppo dei Teologi del Seminario maggiore che hanno animato le due domeniche e una veglia di preghiera. A tutti va il nostro grazie e la nostra riconoscenza.

 

Don Bruno Zuccari, Parroco di Sona