Visioni d’Insieme: Il fantasma del distanziamento sociale

Il fantasma del distanziamento sociale ti saluta da lontano sventolando un lembo del suo lenzuolo multicolore, il suo è il lenzuolo dell’arlecchino.
Appiccicato ad esso si vedono mascherine variopinte, guanti rosa, gialli, azzurri, e panna e qua e là, spunta il collo di una bottiglia di amuchina, e le mascherine svolazzano libere al vento, sfarfallano a destra e a manca, dove tira il vento esse si dirigono.
Ogni tanto se ne stacca qualcuna e finisce per terra.
Ogni tanto, qualche guanto si esaurisce e finisce per terra.
Ogni tanto, qualche lembo d tessuto si stacca e fa il giro del mondo.
Il fantasma del distanziamento è necessario, il fantasma del distanziamento sociale è odioso!
Il suo finto lenzuolo di toppe colorate gli copre anche gli occhi e gli scende giù dalle spalle fino a terra. Il suo strascico è lunghissimo, più di quello delle matrone di un tempo.
Al fantasma del distanziamento sociale non puoi avvicinarti, neanche con l’autocertificazione, al posto che gli è stato assegnato trovi una X nera e lucente e l’unico sport che pratica è la pesca, perché solo così può sfruttare tutta la lunghezza della canna per tenersi a debita distanza dalla preda.
Il fantasma del distanziamento sociale, se per caso ti capita di incrociarlo per strada, ti saluta con un calcio sul sedere e starnutisce nel suo gomito. State lontani dai gomiti e dalle spalle del fantasma del distanziamento sociale che possiede tutto del fantasma e niente del sociale.
Tremate, quando sentite parlare del fantasma del distanziamento sociale: anche solo essere sfiorati da un filo pendente del suo finto coloratissimo lenzuolo può essere causa di App-prensione, motivo di App-partamento e sinonimo di App-però!
Il fantasma del distanziamento sociale distrugge le sagre e azzera gli entusiasmi ma non entra in discoteca e frequenta gli happy hour; egli occupa tutti i posti liberi dei teatri e nelle chiese, si siede sulle panchine del parco e svolta a sinistra anche se entra in un senso vietato.
Come i detersivi che non detergono, il fantasma del distanziamento sociale è odioso, puzza di alcool denaturato e disinfettante per topi! Se solo si potesse, se ne farebbe volentieri a meno!

(Testi di Marco Bertoncelli ed illustrazione originale di Giorgio Mazzurega)