Virgilio invisibile, il Liceo Medi di Villafranca dentro un palinsesto tra l’università di Verona e il latino che riemerge

Five young adults stand arm in arm in a hallway, smiling at the camera, posing for a group photo in a school or office corridor.

Cosa si prova ad essere immersi completamente nel primo secolo avanti Cristo? 

Sicuramente i sei studenti del Liceo Medi che hanno partecipato al progetto “Virgilio invisibile” e la professoressa referente Claudia D’Arcamo l’hanno provato e hanno saputo trasmettere e comunicare questa sensazione al meglio.

Infatti, dal mese di marzo al mese di maggio 2026 – in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona e con esperti esterni e dottorandi – i nostri alunni si sono cimentati nella dottrina della filologia, trascrivendo alcuni versi da un manoscritto palinsesto contenente ampi stralci del testo virgiliano, prodotto del lavoro dei copisti del quinto secolo.

Possiamo definire il progetto AntCom (“From Antiquity to Community”), intrapreso da tre anni in collaborazione con molti Paesi europei, un grande passo in avanti per questa scienza, che ha addirittura aperto le sue porte e riposto la sua fiducia nei nostri liceali.

Il processo per arrivare alla vera trascrizione del testo è stato lungo ma ha sicuramente portato a grandi risultati. Lo studente Etien Baku, in particolare, ha spiegato come tutto ciò è stato reso possibile tramite la prima fase preparatoria.

Durante le lezioni iniziali, infatti, è stato spiegato ai ragazzi che la lettura del palinsesto sarebbe stata ardua per un motivo in particolare: negli anni più studiosi avevano cercato, mediante reagenti chimici per esempio, di rendere più chiara la lettura del manoscritto con il solo e scarso risultato di deteriorarlo ancora di più.

Fortunatamente, però, i metodi della scienza moderna hanno trovato una nuova soluzione per agevolare la lettura di questo prezioso bene. Appunto, con la nuova tecnica della fotografia multispettrale, la quale sfrutta più illuminazioni con diverse lunghezze d’onda, è stato possibile esaminare i diversi livelli di scrittura e le diverse modifiche apportate negli anni dai copisti.

Queste foto venivano poi caricate sull’applicazione “Transkribus” ed era allora che i ragazzi potevano procedere alla vera e propria trascrizione. Come si può immaginare, la lettura risultava comunque difficile per gli alunni, anche per i differenti caratteri di scrittura utilizzati in passato, di conseguenza, come ci ha raccontato l’alunno Alessandro Rinaldi, è stata essenziale la consultazione dell’edizione critica.

Naturalmente questi pomeriggi di lavoro richiedevano anche delle meritate pause, ed anche in questi momenti, secondo la studentessa Carlotta Climaco, che i ragazzi riuscivano a entrare in contatto con l’ambiente universitario e con i dottorandi, il cui lavoro è stato certamente indispensabile.

Difatti, questa è stata una delle motivazioni principali che hanno spinto gli studenti a partecipare a questa iniziativa oltre alla passione per la letteratura latina e alla curiosità per il lavoro del filologo.

Nonostante ciò, alcuni degli intervistati hanno confessato di aver capito, dopo questa esperienza, che la filologia non sarà il loro campo di studi dopo il liceo, tuttavia gli stessi hanno ammesso che questa ha sicuramente contribuito al miglioramento della capacità di saper lavorare in gruppo e della pazienza che l’immenso procedimento necessita per essere portato al termine.

Tutto il duro lavoro infine è stato riconosciuto durante il convegno finale del 29 maggio, momento dedicato all’esposizione del metodo di lavoro utilizzato dai nostri alunni e dei risultati che hanno raggiunto. In particolare, come hanno spiegato le alunne Chiara Faccioli e Maristella Campello, è stata proprio questa fase conclusiva ad aver fatto comprendere loro la grandezza e l’importanza del dare finalmente luce e visibilità a questo manoscritto inedito e ad aver riempito d’orgoglio e di soddisfazione i nostri liceali.

Preziosa è stata anche la testimonianza che ci ha reso la professoressa referente del progetto Claudia D’Arcamo, la quale, attraverso parole cariche di emozione e passione, ha trasmesso quanto le stia a cuore la filologia affrontata in modo così innovativo. Infatti più volte ha ribadito quanto il lavoro dei filologi, prima di questa iniziativa, fosse riservato solo ad una élite ristretta e quanto sia grata del fatto che questi alti gradi accademici stiano aprendo le porte agli adolescenti volenterosi di prendere parte a questa irripetibile opportunità.

Tutto l’impegno dei nostri studenti sarà poi trasferito in una banca dati che costituirà proposte per il riesame del palinsesto e, chissà, magari un giorno troveremo un riconoscimento scritto sui sussidi di letteratura latina con i nomi del gruppo di filologi del liceo Enrico Medi.

© 2026 Riproduzione riservata