Vincenzo “Zinco” degli Alpini di Lugagnano e lo spirito di rendersi utili tagliando l’erba (gratuitamente)

Il sentimento di solidarietà e di partecipazione alla causa collettiva rappresentano forse l’eredità più importante di questi mesi di pandemia COVID-19. Molti gli interventi individuali o di gruppo che, spontaneamente, hanno messo a disposizione strumentazioni, materiali, derrate alimentari, tempo di lavoro a titolo gratuito, risorse economiche ad enti pubblici, strutture ospedaliere, strutture di accoglienza, associazioni di volontariato e molto altro.

Altruismo e solidarietà si nutrono di cose semplici, ma continue, spontanee e semplici nella loro manifestazione. Come ci insegna Vincenzo Guardini (nella foto, a destra, assieme al Capogruppo degli Alpini di Lugagnano Fusto Mazzi) noto ai più nella comunità di Lugagnano come “Zinco”. Nato nel 1947 e vissuto per un periodo a Fane frazione del Comune di Negrar. “Fane il paese dei ‘contadini senza campi”, ci dice Vincenzo. In che senso? Perché si trova nella mezza montagna e quindi c’è meno terra disponibile? “No, perché i contadini possiedono tutti tanti piccoli appezzamenti di 300 o 500 mq ma mai campo intero!, ci risponde. Altra perla di tradizione contadina veronese da ricordare.

Alpino e fanaròl (cioè abitante di Fane) fin dentro le ossa ha fatto la naja a Bressanone e poi Varna in provincia di Bolzano nella Brigata Alpina Tridentina nel 1966 ed ha manutenuto forte questo legame con l’amato cappello. Tanto che poi, nel gruppo alpini Lugagnano a cui si è affiliato, ha assunto l’importantissimo ruolo di Alfiere, rappresentando con il gagliardetto il gruppo ad ogni cerimonia pubblica.

Perché il soprannome “Zinco”? Perché Vincenzo, fino a qualche anno fa, gestiva assieme al fratello una azienda di zincatura elettrolitica che aveva sede a Lugagnano in via Mincio. Appena finita la naja Vincenzo ha fatto anche una esperienza di lavoro in Svizzera, nella quale è rimasto per quattro anni. Dopo vari spostamenti l’approdo nel 1980 a Lugagnano con l’azienda di zincatura. Ora in pensione Vincenzo si è trovato a coltivare nuovamente le relazioni sociali che aveva tralasciato durante il lavoro e a cercare per se qualcosa di utile da fare per impegnare il tempo libero.

Mosso dalla buona volontà ha acquistato delle attrezzature per lo sfalcio dell’erba e delle siepi.Sono attrezzature adatte a spazi medio piccoli quali giardini privati o aree pubbliche” ci dice Vincenzo.Lo spirito che mi ha mosso a fare questo acquisto è rendermi utile, a titolo di puro volontariato e senza alcun compenso, a persone o realtà che si trovano in difficoltà a gestire in proprio questa attività. Mi riferisco a persone anziane che non hanno una rete famigliare, persone con disabilità, centri di accoglienza ma anche spazi pubblici che, per motivi vari, non trovano disponibilità di persone a curare il verde. Lo posso fare io con piacere, così mi tengo anche in moto e in allenamento fisico”.

Ci tengo però a curare anche i miei momenti liberi – sottolinea Vincenzo -. Dopo tanti anni di lavoro in cui ho tralasciato le mie relazioni ora voglio anche un po’ godermele”. Sul buon cuore, disponibilità e generosità di Vincenzo garantisce il Capogruppo degli Alpini di Lugagnano Fausto Mazzi, che lo conosce da molto tempo: ”Vincenzo è un uomo spontaneo, genuino, sanguigno e molto generoso. Sempre in prima fila quando gli si chiede un piacere, sempre in prima fila a dostenere chi è in difficoltà e sempre pronto a rappresentare gli Alpini quando serve. Incarna in pieno lo spirito altruista dell’Alpino”.

Come contattare Vincenzo per chiedergli un aiuto gratuito per la sfalciatura del verde? Fatta salva la disponibilità quando è libero dai sacrosanti impegni sociali, Vincenzo può essere contattato al numero di telefono 3332610744. Ma la sua spiccata curiosità l’ha portato a navigare con maestria nel mondo dei Social, nonostante la non più giovanissima età. Ha la sua pagina Facebook e può quindi essere contattato anche su Messenger. Ovviamente anche su Whatsapp. Oppure, forma di comunicazione a lui più gradita perché diretta e schietta, in baita condividendo un buon bicchiere di vino. “Mi raccomando – conclude Vincenzoci tengo a precisare e a ribadire che tutto ciò è il dono, e sottolineo dono, del mio tempo libero a chi ne ha bisogno!”.

La solidarietà viene stimolata, si nutre e prospera per effetto di eventi e situazioni contingenti, è innegabile. Un evento naturale catastrofico, una pandemia, una famiglia o una persona in difficoltà, un bisogno impellente. Non tutti ma la maggior parte di noi si fa cogliere da questi stimoli forti. Poi, affinché non sia un “fuoco di paglia” che dura poco e che si dissolve, va interiorizzata, portata a coscienza collettiva e adottata nelle azioni quotidiane. Azioni che si ripetono nel tempo, adattandosi a quello che è necessario fare al momento per il bene di qualcuno. E, soprattutto, portata a fattor comune nel proprio stile di vita.

La solidarietà si nutre soprattutto di tante, piccole e semplici azioni continue, come quelle di Vincenzo Guardini.      

Alfredo Cottini

About Alfredo Cottini

Nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Residente a Lugagnano sin dalla nascita, un figlio. Diplomato in Informatica presso l'ITIS G. Marconi di Verona. Attivo nel volontariato da 24 anni come socio attivo nell'Associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui è attualmente Vice Presidente e responsabile delle Pubbliche Relazioni. E' consigliere della Pro Loco di Sona. E' tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014.