VIDEO San Giorgio in Salici, ponte posato sull’A4: la notte del varo riesce al millimetro

Le notti di cantiere hanno un suono diverso: non è solo rumore di mezzi e metallo, è quella specie di silenzio teso che scende quando si entra nella parte più delicata di un’opera. A San Giorgio in Salici, tra sabato e domenica, quel silenzio è diventato realtà concreta sopra l’A4: il ponte di via Segradi è tornato fisicamente a “stare” dove per anni c’è stato un vuoto, e stamattina, domenica 29 marzo, la struttura risulta posata.

L’intervento, previsto nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, si è svolto correttamente: la campata centrale, preparata a terra, è stata sollevata, trasportata e infine collocata in posizione. Un’operazione da alta ingegneria e alta precisione, di quelle in cui ogni movimento conta e la scenografia, vista da fuori, è fatta di fari, gru, uomini che si muovono in tempi stretti e con gesti calibrati. Il ponte, nel suo disegno complessivo, porta numeri che spiegano da soli la portata del lavoro: 125 metri di luce complessiva, con una campata centrale da 65 metri e circa 250 tonnellate di acciaio.

Per permettere il varo, l’A4 Brescia–Padova è stata chiusa nel tratto tra Peschiera del Garda e Sommacampagna, in entrambe le direzioni, dalle ore 22 di sabato alle ore 6 di domenica, con deviazioni sulla SR 11 e uscite obbligate a seconda della direzione di marcia. È il prezzo inevitabile quando, per qualche ora, l’autostrada deve smettere di essere un fiume continuo e lasciare spazio a un passaggio tecnico che non ammette improvvisazioni.

In cantiere, nella notte, c’era anche il sindaco di Sona, Gianfranco Dalla Valentina. Nei giorni scorsi aveva dato voce a quel sentimento doppio che a San Giorgio si sente da mesi, insieme sulla stessa pelle: la stanchezza e l’attesa. “Fuor di dubbio la nostra cittadinanza è stanca, e a ragione, del disagio causato dai lavori della TAV, apparentemente infiniti”, aveva detto, ricordando però che i segnali di una svolta sono ormai visibili.

“Un’opera ingegneristica importante e dal costo elevato, fatta con uno sguardo al futuro, visto che la larghezza consentirà la realizzazione della quarta corsia autostradale – ha commentato stamattina Dalla Valentina contattato dal Baco -. Un’opera che, come tutte quelle collegate alla TAV rimarrà impressa nella storia del nostro territorio, così come tutte le grandi opere pubbliche che ci attraversano. Soprattutto un’opera che va verso la parola fine di anni di disagio della nostra comunità, sopportati con grande spirito di adattamento, ma con evidenti segni di stanchezza”.

E la svolta, adesso, ha la forma netta dell’acciaio appoggiato dove deve stare. Non significa riapertura immediata al traffico: il ponte posato è il cuore, ma attorno restano da completare le connessioni, le rampe, i raccordi, tutta quella parte meno “spettacolare” eppure decisiva per tornare a una viabilità normale. Però il punto, oggi, è chiaro: la fase più rischiosa e simbolica è alle spalle.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.