Viabilità a rischio a San Giorgio in Salici: Servono interventi

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Io vivo a San Giorgio in Salici ormai da trent’anni e una cosa di sicuro è cambiata nell’ultimo decennio, le dimensioni. Certo non è una novità per nessuno ma in alcune zone questo è sentito più di altre. Nelle campagne, ad esempio negli ultimi anni i borghi e le piccole località si sono viste stringere sempre di più nella morsa di nuove (e opinabili) zone industriali, centri commerciali, complessi residenziali o villette a schiera.

Quasi nessuna di queste “opere” si può evitare, dato che la popolazione cresce e di conseguenza crescono i bisogni e i consumi, ma senza una adeguata organizzazione il rischio è che ne esca un pout-purri di tutte queste cose senza le giuste proporzioni.

Mi spiego, tutte la persone che negli ultimi dieci anni hanno comprato casa nel Comune di Sona e più precisamente a S. Giorgio in Salici si sono portate dal loro paese una, ma più probabilmente due auto. Ora queste persone, anzi i nuovi cittadini del comune hanno tutto il diritto di usare le loro macchine e quindi di pretendere che strade e viabilità siano come minimo coerenti. Strana parola dirà qualcuno, se si parla di strade, abitualmente sentiamo parlare di “buche”, asfalto dissestato, segnaletica stradale inesistente, e invece nel nostro Comune esistono anche parecchi tratti stradali completamente incoerenti con l’urbanizzazione e l’industrializzazione in continua crescita (senza tralasciare l’aumento esponenziale delle macchine in circolazione)

L’unica conseguenza possibile è la diminuzione della sicurezza, l’aumento degli incidenti. Per non sembrare troppo pessimista porto un esempio basato sull’esperienza personale: via Giacomona, cioè la strada che da Bosco di Sona porta a San Giorgio passando davanti alla tristemente famosa zona Artigianale (con i suoi capannoni e i suoi terreni vincolati fino a data da destinarsi), ecco questa strada è da prendere come esempio per sapere cosa non fare.

Prima di tutto il traffico è paragonabile a quello di via Marconi a Sona, ma a differenza di quel tratto qui non troviamo segnaletica. Non troviamo nemmeno un cartello tra quello che indica Bosco di Sona e poi tre chilometri più avanti (prendendo un pezzo di vi Caliari) quello con la scritta S. Giorgio in Salici, quindi nessuno ad esempio, è informato sulla velocità da tenere, o sul fatto che il bordo stradale è semi-franato con uno scalino di venti centimetri o ancora che potrebbe in qualsiasi momento incrociare un tir diretto in via dell’artigianato, costringendolo a manovre azzardate e pericolose magari in curva in una stradina che contiene a malapena due auto.

Dunque non stiamo parlando di una via di poche centinaia di metri, ma di diversi chilometri, con un traffico direi interessante se calcoliamo la quantità di auto, la velocità di queste e il continuo via vai di Tir. Comunque per capire meglio la situazione bisognerebbe fermarsi all’altezza della zona artigianale dalle tredici e trenta alle sedici e trenta, giusto per farsi un’idea delle velocità folli che si raggiungono su questa strada. Di realtà come queste ce ne sono molte nel nostro comune, parlo di zone rurali, zone che rischiano di morire per il traffico. Strade di campagna dove invece di incontrare ragazzi che fanno jogging, madri con carrozzine e appassionati di bici, oppure solo il vicino che porta a spasso il cane, si trova solo macchine, camion senza un minimo di controllo.

Per risolvere questo problema basterebbe qualche cartello in più, magari la polizia municipale che si fa vedere o ancora qualcuno che leggendo queste parole una volta alla guida della propria auto riflettesse sulla sua velocità… ovunque.