Vi auguro un anno di lotta, di solitudine e di prova. Per imparare a crescere, scoprendo ciò che conta

Come ogni inizio anno che si rispetti, tiro le file dei 365 giorni che mi sono passati davanti e mi preparo con uno spirito diverso ad affrontare i 366 che il 2020 mi regalerà. Passare in rassegna il vecchio anno è una consuetudine piuttosto banale, forse. Ma pensare che c’è stato un “giro di boa” che ci conduce ad altre correnti è molto motivante.

Io mi sto piano piano guardando indietro: non l’ho fatto il primo di gennaio, ero troppo occupata a smaltire una sostanziosa cena con successivo party e 4 misere ore di sonno. Sto osservando il 2019 piano piano. Anzi, a dire la verità, era già da qualche mese che non aspettavo altro che girare il calendario e configurarmi per l’anno nuovo. Quest’anno, in particolare, era da giugno che aspettavo che finisse!

Sì, perché come a tutti, me ne sono successe tante. Per lo più cose brutte, o non bellissime, che mi hanno messa seriamente alla prova, sia emotivamente che fisicamente. A volte in alcuni momenti ho pensato che non ne sarei mai uscita, che non ce l’avrei fatta, che quella cosa fosse troppo per me. Mi sono sentita spesso sopraffatta, stressata, ansiosa e sotto pressione, perché è stato un anno duro.

E adesso che mi guardo indietro e vedo come sono diventata, per necessità, dopo tutto, mi dico che non è stato poi così male. Voglio dire, passare attraverso una tempesta e tutto sommato uscirne sì inzuppati, frastornati, disorientati, ma vivi, mi fa capire che in fondo in fondo siamo pronti per qualsiasi cosa, e che ce la possiamo fare. È che da fuori non ci crediamo mai.

Questa riflessione vuole rivolgersi a chiunque abbia avuto un anno faticoso, difficile. E non intendo certo lamentarmi di come il mio sia andato, sia chiaro, c’è certamente di peggio ed esistono cose molto più gravi, però per la prima volta nella mia vita da persona adulta, ho fatto fatica.

Questa fatica mi ha distrutta ma mi ha portata qui, mi ha fatta maturare, mi ha fatto capire che bene o male tutto passa, e che la vita a volte ci sorprende, proprio quando non abbiamo voglia che lo faccia, quando non lo avevamo programmato e quando eravamo volontariamente impegnati a fare altro.

Non sono una persona che prega né tanto meno una praticante religiosa, devo ammetterlo, ma questo 2019 mi ha portata a credere che ci sia da qualche parte un’energia, un flusso, che guida le nostre vite, che a volte ci aiuta e ci ripaga, ci tira su, ci sorprende e ci incasina tutti i piani che avevamo. La logica non può far parte della vita; piuttosto lo è la fatalità.

Il mio augurio, per tutti, non è di essere sempre felici: il mio augurio per me e per chiunque vorrà accoglierlo, è di saper affrontare i giorni bui; di sapere che anche se c’è una giornata orrenda, triste, rabbiosa, arriverà un giorno buono, e ci sorprenderà senza che lo vogliamo.

Vi auguro di lottare duramente per ciò a cui tenete, di fare fatica: perché dopo aver faticato ogni traguardo e risultato dà più soddisfazione. Vi auguro di piangere, di essere tristi, di disperarvi, ma di avere accanto a voi, in quei momenti, le persone giuste, quelle che amate e a cui volete bene.

Vi auguro di sentirvi soli, ma in pace con voi stessi, e di godere proprio per questo di più della compagnia altrui. Vi auguro di dare tanto affetto a casaccio, e di riceverne altrettanto. Vi auguro di ridere a crepapelle, forte, rumorosamente, quando sarete felici.

Vi auguro di pensare che abbiate poco tempo davanti, e che questo sia un motore per realizzare i vostri sogni, per mettervi alla prova, e provare a vivere più intensamente ogni volta che vogliate.

Vi auguro, infine, di crescere, giorno dopo giorno, senza accorgervene, e di arrivare al 31/12 dicendo “caspita, io sono questo qua”.

Elisa Sona

About Elisa Sona

Mi chiamo Elisa Sona, ho 24 anni e abito a lugagnano di Sona. E sì, ho lo stesso cognome del mio Comune di residenza. Non so ancora bene cosa voglio fare da grande, ma mi sto dando da fare. Mi piacciono la storia dell’arte, il cinema, i cani, le macchine e la velocità. Eh sì. Ma cosa più importante ho un rapporto simbiotico con la musica, per me è importantissima. Sono decisamente lunatica e impulsiva, ma non sono un soggetto così pericoloso e devo dire che ho anche delle buone giornate! Mi piace scrivere di getto quel che mi passa per la testa. Per il resto, disponibile alle chiacchiere!

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