Verso gli stati uniti d’Europa. Qualche considerazione a pochi giorni dal voto

“Verso gli stati uniti d’Europa”, ho pensato a questo titolo come segno di speranza ma, da vecchio sognatore, so che questo non si avvererà facilmente e in tempi brevi. Mi auguro che qualche ragazza/ragazzo prenda a cuore questo sogno e, se pur a tappe, un giorno lo realizzi.

Fra pochi giorni 450 milioni di cittadini europei e metà dei Paesi del mondo andranno a votare e la situazione geopolitica internazionale potrebbe cambiare e forse non certo a favore del nostro paese. Gli attuali Stati europei restano divisi e attaccati al loro sovranismo che nei confronti delle grandi potenze è nullo ma garantisce il potere politico del proprio Paese.

Queste elezioni europee dovrebbero segnare una svolta federativa per consentire ai 450 milioni di elettori di confrontarsi e incidere da protagonisti sulle vicende, spesso tragiche, nel mondo. La sovranità del singolo Paese non è solo ininfluente ma è anche dannosa per il futuro dei giovani che per la propria realizzazione fuggono mentre dovrebbero trovare nell’Unione Europea un punto di riferimento forte.

La politica europea non può basarsi sulle passeggiate dei politici da un Paese all’altro spesso senza coordinamento e solo in funzione del proprio potere personale locale. Purtroppo, le differenze fra gli Stati europei sono davvero tante e sembrano incolmabili ma una politica saggia dovrebbe trovare incontri sui temi per approssimazioni successive in una continua ricerca di ciò che può diventare patrimonio comune.

Il principio che la diversità è un valore dovrebbe valere sempre anche in politica, ma così non è ed emergono troppo spesso solo le differenze senza tentare di fare un percorso di federazione dei contenuti.

A ridurre le differenze potrebbero iniziare gli enti locali che sono scarsamente considerati nella politica europea, anche in quella italiana, ma se è vero che la politica locale è la cellula dell’impegno politico più generale, il confronto con le amministrazioni locali dovrebbe essere più partecipativo nella definizione di grandi tematiche come la transizione ecologica, digitale e del mondo del lavoro.

E’ necessario costruire una sovranità europea per difendere la propria libertà dai tentativi di alcuni Stati di formare istituzioni autocratiche nel proprio Paese e che spesse volte ricattano con il proprio voto le scelte della Unione Europea.

Abbiamo un inno europeo e una bandiera fantastiche che emozionano, auguriamoci che il Parlamento Europeo che verrà eletto trovi anche il coraggio di scrivere la “Costituzione europea”, che assieme all’inno e alla bandiera sono gli elementi fondamentali per sentirci cittadini europei.  

Renato Farina
Nato a Sona nel 1951 e ivi residente, sposato con due figlie, è stato Assessore dal 1985 al 1990 nel partito di De Gasperi e Consigliere Comunale dal 2003 al 2013 in liste civiche. Ha lavorato nel campo della formazione professionale ed ora come libero professionista nel settore della sicurezza (D.Lgs. 81/88). E’ da sempre impegnato come volontario nel mondo delle cooperative sociali e in altre associazioni di solidarietà Veronesi.