Veronese sotto la tempesta, alberi giù tra Sona e San Giorgio in Salici. Problemi sulla Statale 11

Fallen tree blocking a pedestrian crossing in front of a small church, with debris and greenery around.

È arrivata come un colpo secco, di quelli che in pochi minuti cambiano il paesaggio e l’umore di un paese: una tempesta violenta ha investito il territorio attorno alle 18 di oggi e ha lasciato dietro di sé rami spezzati, piante sradicate e una scia di danni che, nel veronese, continua a farsi contare.

Un episodio grave è segnalato Sona, in zona San Quirico. Qui il vento e l’acqua hanno colpito con una forza capace di mettere in ginocchio anche ciò che sembra immobile da sempre: sono state segnalate piante divelte e cancellate abbattute, con il coinvolgimento della storica chiesetta di San Quirico. Sul posto è intervenuta immediatamente la polizia locale, mentre l’area viene gestita con la prudenza che impongono questi scenari: un albero che cede non è solo un ostacolo, è un pericolo improvviso, soprattutto quando cade vicino a edifici e passaggi frequentati.

Problemi anche a San Giorgio in Salici, in più punti, con segnalazioni di alberi venuti giù e una viabilità a rischio. In queste ore sono già in movimento le squadre della Protezione civile, chiamate a liberare le strade, mettere in sicurezza e prevenire altri cedimenti: perché dopo la raffica più forte resta il terreno fradicio, resta la pianta inclinata che sembra reggere e invece può crollare alla folata successiva.

Non c’è stato solo vento. Vengono riportati anche episodi di grandinate violente, con chicchi di dimensioni “rilevanti”: un dettaglio che, in campagna come nei cortili e sulle auto, fa la differenza tra un temporale intenso e un evento che lascia segni. E mentre tra Sona e San Giorgio in Salici si lavora per ripristinare condizioni di sicurezza, dal resto del veronese arrivano racconti di danni più pesanti: si parla di case scoperchiate e di molti alberi abbattuti, un quadro che suggerisce come la linea del maltempo abbia colpito a macchia, alternando zone “spazzate” e altre solo sfiorate.

Ora il punto è la sicurezza, prima ancora della conta dei danni. Strade ingombre, cancellate piegate, piante instabili: sono quelle le trappole che restano quando il cielo si calma.

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