Verona, via Mazzini nella notte: vetrina tagliata e fuga, fermato un 49enne

Nighttime street in Verona with a Carabinieri police car in the foreground and large grayscale portraits displayed along a construction barrier on the left.

La notte, in via Mazzini, ha un suono tutto suo: passi più netti, saracinesche che sembrano respirare, vetrine lucide come specchi. Poi, all’improvviso, quel rumore che stona con la quiete dello shopping addormentato: un attrezzo che graffia il vetro, una linea che si apre come una ferita. È in quelle prime ore del 4 maggio che, nel cuore più centrale di Verona, scatta l’allarme per un tentativo di furto in un noto negozio di alta moda.

La richiesta d’intervento arriva alla Centrale Operativa da un privato cittadino. La segnalazione è precisa: un soggetto “totalmente travisato” sarebbe stato visto mentre, con un flessibile, incideva la vetrata per forzare l’ingresso. I carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Verona, già in zona, raggiungono il posto in tempi rapidi e individuano una persona che corrisponde alla descrizione. Nel frattempo, secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe riuscito a guadagnare l’accesso ai locali.

È qui che la scena cambia ritmo. Perché, quando si accorge dei militari, l’uomo tenta la fuga. E lo fa portando con sé “due vistose borse”, dettaglio che rende l’immagine ancora più concreta: la corsa nella strada del lusso, i metri che si consumano in pochi secondi, l’inseguimento che si accende. I carabinieri lo raggiungono quasi subito e lo bloccano nonostante i tentativi di divincolarsi e di allontanarsi. Poi il trasferimento in sicurezza negli uffici del Comando Provinciale, in via Salvo d’Acquisto, e l’arresto dopo l’informativa alla Procura.

L’uomo fermato è un 49enne di origine serba, indicato come senza fissa dimora in Italia e già noto alle forze dell’ordine. L’accusa contestata è di tentato furto aggravato. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria viene trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo.

Nella stessa mattinata, davanti al giudice del Tribunale scaligero, l’arresto viene convalidato e, a seguito di patteggiamento, arriva la condanna: un anno di reclusione e una multa da 600 euro, con pena sospesa.

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