C’è un’idea semplice che, a volte, cambia il peso delle cose: aprire una porta. E farlo non per cerimonia, ma per necessità. A Verona, dal 22 al 29 aprile, le due sedi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata – Borgo Trento e Borgo Roma – mettono in fila una settimana di iniziative dedicate alla prevenzione e alla salute della mammella: colloqui, incontri divulgativi e soprattutto visite gratuite, pensate per intercettare dubbi, segnali, familiarità, paure che spesso restano chiuse in casa insieme a una frase rimandata: “poi vedo”.
Il cuore è la Breast Unit, coordinata dalla dottoressa Francesca Pellini, che ogni anno prende in carico circa 700 pazienti con patologia mammaria. Numeri che, letti in controluce, raccontano anche un metodo: una degenza media di 1,4 giorni e il 96% di rispetto dei tempi d’attesa per classe di priorità. Tradotto: percorsi organizzati, una macchina che cerca di essere puntuale quando la vita chiede rapidità. Non è una squadra con un solo volto: dentro ci sono chirurghi e chirurghi plastici, oncologi, radiologi, radioterapisti, genetisti, psicologi, dietologi e infermieri. Un approccio multiprofessionale che accompagna tutte le fasi del percorso di cura.
Ma questa settimana non parla solo di terapia. Parla, soprattutto, di prevenzione e benessere. E lo fa con appuntamenti che hanno un luogo preciso: la sala mostre del Polo Confortini di Borgo Trento, dove il pubblico può entrare senza l’impressione di “invadere” un reparto. Il 22 aprile si parte con “Tumore mammario precoce: aderenza alla terapia”, a cura dell’Oncologia medica, dalle 15.30 alle 17, con accesso libero. Il 28 aprile la Psicologia Clinica propone un’attività di gruppo esperienziale centrata su rilassamento e consapevolezza di sé, dalle 11 alle 14: è su prenotazione via mail, perché qui non si tratta di ascoltare in silenzio, ma di partecipare. Il 29 aprile si torna alla dimensione clinica e alle prospettive di cura con “Tumore mammario metastatico: nuove strategie terapeutiche e percorsi di cura condivisi”, ancora dalle 15.30 alle 17.
La parte più concreta, quella che per molte donne è “il primo passo”, sta però nelle giornate delle visite gratuite. Il 28 aprile, nei poliambulatori di Chirurgia senologica al Polo Confortini (ambulatori 60-61, 3° piano), l’équipe della Uoc Chirurgia senologica insieme alla Usd Genetica medica effettua visite con valutazione genetica dalle 15 alle 17.30, prenotazione via mail. Sempre il 28 aprile, al policlinico di Borgo Roma, nella Uoc Radiologia (1° piano, zona attesa rosa), spazio a visita ed ecografia mammaria dalle 15.30 alle 18.30, dedicata a giovani donne tra 25 e 35 anni: qui la prenotazione è telefonica. Il 29 aprile si sposta tutto al padiglione 14 di Borgo Trento, in Diagnostica senologica, con visite senologiche ed ecografia dalle 8 alle 13, su prenotazione via mail.
Dentro questa cornice, il 2026 aggiunge due novità che spostano l’asse: non solo diagnosi e cura, ma anche qualità della vita e identità. La prima è una scelta che ha il sapore della città: per la prima volta pazienti, caregiver e operatori sanitari parteciperanno insieme alla StraVerona, la storica corsa non competitiva. L’immagine, evocata apertamente, è quella di una “macchia rosa” in Piazza Bra: un gruppo che non corre per vincere, ma per farsi vedere e ricordare che uno stile di vita corretto non è una formula da dépliant, è un gesto ripetuto, comunitario, possibile. La seconda novità sta invece tra le mura ospedaliere: in Radioterapia è stato aperto un ambulatorio di agopuntura per le pazienti operate al seno. Non è proposta come scorciatoia, ma come strumento di supporto: dopo anamnesi e colloquio individuale, i medici radioterapisti definiscono le aree e avviano sedute che possono aiutare non solo sul dolore, ma anche su nausea, formicolii, dolori articolari e altri effetti collaterali.
C’è poi un lavoro meno visibile, ma decisivo, che riguarda il rischio e la familiarità. Le ecografie e le visite senologiche nei servizi di Radiologia di Borgo Roma e Borgo Trento sono pensate anche per giovani donne con madre che ha avuto tumore al seno, con un’integrazione specifica tra Genetica Medica e Chirurgia senologica per la valutazione genetica in ragazze con importante familiarità. E sul fronte psicologico, a Borgo Trento è attivo il Progetto Fenice, uno screening dei bisogni delle pazienti con diagnosi di tumore alla mammella, con un gruppo psicoeducazionale che lavora su immagine corporea e identità dopo la malattia insieme a più figure cliniche.
Il calendario si inserisce nella 11ª Giornata nazionale della salute della donna del 22 aprile, promossa da Fondazione Onda ETS, che assegna i Bollini Rosa agli ospedali con servizi dedicati alle principali patologie femminili. Le due strutture veronesi di Borgo Trento e Borgo Roma risultano riconfermate con 3 bollini ciascuna per il biennio 2026-2027, dentro un network nazionale che conta 370 ospedali.
Alla conferenza stampa di presentazione, oltre alla direzione aziendale e ai responsabili delle unità coinvolte, hanno portato la loro voce anche una ex paziente, Silvia Modena, e i rappresentanti di Straverona, Gianni Gobbi e Alfredo Santagata. Tra le parole più nette, quelle del direttore generale Paolo Petralia, che ha legato l’idea di “umanizzazione delle cure” al lavoro di squadra e alla necessità di costruire un “prodotto” nuovo dall’interazione delle professionalità. E quelle della dottoressa Pellini, che ha tenuto insieme i due pilastri della settimana – prevenzione e benessere – spiegando l’attenzione alle donne giovani con familiarità e il significato di portare la Breast Unit fuori dall’ospedale, in mezzo alla città, con una maglietta rosa.
Verona, in quei giorni, avrà quindi due scenari paralleli e collegati: corridoi e ambulatori dove si prenota un’ecografia e si affronta una visita che può sciogliere un nodo; e una piazza dove la salute smette di essere sussurrata e diventa presenza, gruppo, passo condiviso. Una porta aperta, appunto. E una settimana intera per attraversarla.
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