A Verona prende forma un nuovo modo di vivere il turismo. La città scaligera, patrimonio mondiale dell’UNESCO, avvia infatti il progetto “Turismo Smart – città patrimonio mondiale UNESCO”, un’iniziativa che punta a migliorare la qualità della visita, alleggerire le aree più affollate e offrire ai turisti un’esperienza più consapevole e diffusa, valorizzando l’intero tessuto storico e culturale cittadino.
Il cuore dell’iniziativa è rappresentato da una piattaforma digitale avanzata, il cosiddetto digital datalake, sviluppata grazie alla collaborazione tra il Comune di Verona, l’Università di Verona, Maxfone e numerosi partner istituzionali e culturali. Lo strumento raccoglie e integra in tempo quasi reale i dati sui movimenti dei visitatori, incrociandoli con le tracce digitali provenienti dai social media e dal web. Un’analisi che, oltre ai numeri, intercetta anche emozioni, opinioni e tendenze, fornendo una fotografia completa del modo in cui Verona viene vissuta e raccontata.
L’assessora alla cultura Marta Ugolini ha sottolineato come la gestione dei flussi non possa prescindere da conoscenza e collaborazione: “Con Smart Verona abbiamo messo in pratica un approccio innovativo, capace di combinare dati concreti e strumenti digitali. La sperimentazione ci permette di orientare i visitatori, allungare la loro permanenza e rendere la visita più rispettosa e autentica”.
Il progetto, avviato nel 2024 e reso possibile da un finanziamento del Ministero del Turismo, ha già visto attiva la piattaforma nel 2025. La sperimentazione si è sviluppata in tre fasi: la costruzione del sistema tecnologico, l’elaborazione di un piano di comunicazione digitale e, infine, la messa in campo di strategie multicanale.
La campagna di comunicazione ha coinvolto i canali istituzionali, i profili social di VisitVerona.it, i Musei Civici, il Comune di Verona, oltre alla collaborazione con content creator locali e influencer che hanno raggiunto centinaia di migliaia di utenti. In parallelo, il messaggio è stato diffuso attraverso 27 ledwall e totem digitali posizionati in punti strategici della città, compreso il nuovo impianto al parcheggio Centro.
Gli otto siti più visitati – dall’Arena a Castelvecchio, dalla Torre dei Lamberti alla Tomba di Giulietta – sono stati monitorati per comprendere come i flussi si distribuiscono. Sulla base dei dati raccolti, sono stati lanciati messaggi mirati come “Scopri la storia di Verona” o “Benefici della Verona Card”, con l’obiettivo di stimolare visite più distribuite e durature.
La referente scientifica del progetto, la professoressa Paola Signori del dipartimento di Management dell’Università di Verona, ha evidenziato la portata innovativa di questa sperimentazione: “La piattaforma fornisce informazioni che le statistiche tradizionali non riescono a rilevare. Le decisioni diventano così data-driven, cioè basate su dati reali e concreti, con un linguaggio di comunicazione che rispecchia quello digitale dei visitatori”.
Anche il coordinatore del progetto, Ettore Napione, e i partner tecnologici hanno ribadito l’importanza di questa evoluzione. Paolo Errico di Maxfone ha ricordato come il turismo, in una città SMART, non debba più essere governato dall’intuito ma dall’intelligenza dei dati. La direttrice del dipartimento di Management, Chiara Leardini, ha invece sottolineato il ruolo strategico dell’università nel mettere al servizio della città strumenti scientifici per politiche pubbliche innovative.
La prospettiva è che questa sperimentazione possa diventare un modello replicabile anche in altri contesti, trasformando Verona in un laboratorio di turismo sostenibile, rispettoso e tecnologicamente all’avanguardia.
© 2026 Riproduzione riservata
Segui il Baco
Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.
