Una serrandina forzata, il vano posteriore svuotato e tre strumenti che, sulla scena di un grave incidente stradale, possono diventare decisivi per liberare una persona dalle lamiere improvvisamente spariti. È cominciato così, nel pomeriggio del 7 settembre, il furto ai danni dei Vigili del Fuoco di Verona che si è concluso poco più di ventiquattro ore dopo con il recupero dell’intera refurtiva da parte della Polizia di Stato.
I mezzi di servizio dei pompieri si trovavano parcheggiati in zona Golosine, all’esterno di una chiesa. Approfittando della temporanea assenza delle squadre, qualcuno è riuscito a forzare una delle serrandine laterali di un’autopompa e ad accedere al vano posteriore.
Da lì sono stati portati via un divaricatore elettrico a batteria, una cesoia elettrica a batteria e una batteria universale di alimentazione. Non attrezzatura qualsiasi, ma dispositivi di ultima generazione utilizzati durante gli interventi di soccorso, in particolare per estrarre feriti rimasti intrappolati nelle lamiere dopo incidenti stradali. Il valore complessivo del materiale è stato stimato in circa 30 mila euro.
Una sottrazione che, quindi, non pesava soltanto per il danno economico: quegli attrezzi fanno parte della dotazione operativa necessaria ai Vigili del Fuoco quando ogni minuto può diventare importante.
Dopo l’allarme al 113, sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti, che hanno effettuato i primi accertamenti lavorando in coordinamento con la Centrale Operativa della Questura di Verona. Le ricerche sono proseguite anche nelle ore successive, concentrandosi sulla possibilità di recuperare il materiale e di raccogliere elementi utili per arrivare agli autori del furto.
La svolta è arrivata nella serata di martedì 8 settembre. Gli investigatori della Squadra Mobile, sfruttando anche la conoscenza del territorio, hanno concentrato l’attenzione su una zona impervia lungo via Strada la Rizza.
Intorno alle 19 gli agenti hanno iniziato a controllare minuziosamente l’area. È stato all’interno di un terreno incolto, coperto da una vegetazione particolarmente fitta e situato nelle immediate vicinanze del campo nomadi di via Forte Azzano, che sono comparsi gli strumenti sottratti il giorno precedente.
Il materiale era ancora integro e risultava parzialmente nascosto tra la vegetazione. Divaricatore, cesoia e batteria sono stati recuperati e trasferiti negli uffici della Questura.
Il luogo nel quale è stata trovata la refurtiva rappresenta al momento un elemento dell’indagine e, sulla base delle informazioni diffuse finora, non consente di attribuire responsabilità. Gli accertamenti per individuare chi abbia materialmente compiuto il furto sono infatti ancora in corso.
Nella mattinata di oggi, 9 settembre, i Vigili del Fuoco hanno visionato il materiale recuperato e ne hanno confermato formalmente l’appartenenza al Comando provinciale. Gli strumenti sono quindi stati immediatamente riconsegnati e sono tornati nella disponibilità delle squadre operative per gli interventi di soccorso.
L’EDITORIALE DEL BACOBrian May dice basta ai tour. Ma la magia dei Queen non va in pensioneSempre oggi i Vigili del Fuoco hanno formalizzato la denuncia per il furto. Da qui partiranno ulteriori approfondimenti investigativi, sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria, con l’obiettivo di ricostruire fino in fondo quanto accaduto tra il parcheggio di Golosine e il terreno di via Strada la Rizza e, soprattutto, di dare un nome agli autori.
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