Verona, provvigioni senza patente: la Finanza inchioda i mediatori abusivi

Two Guardia di Finanza officers in uniform work at a desk: one stands with a clipboard, the other sits at a computer inside an office.

Ci sono firme che pesano come un mattone e visite agli appartamenti che diventano un terreno scivoloso. Perché dietro una porta che si apre, una proposta d’acquisto che passa di mano, un preliminare messo insieme in fretta, può nascondersi un dettaglio decisivo: chi sta mediando quella trattativa è davvero autorizzato a farlo?

I Finanzieri del Comando Provinciale di Verona hanno chiuso un controllo su un soggetto che, secondo gli accertamenti, svolgeva attività di mediatore immobiliare senza la necessaria iscrizione nella sezione dedicata del Registro delle Imprese. Un’operatività che, sempre secondo quanto ricostruito, avveniva per conto di un’agenzia attiva nella bassa veronese.

Non si tratta di un episodio isolato. La Compagnia di Legnago aveva già acceso i riflettori sul fenomeno dell’abusivismo nella mediazione immobiliare: negli ultimi due anni erano state individuate 4 agenzie che avrebbero impiegato in modo irregolare, come collaboratori, 14 soggetti operativi nei Comuni di Legnago e Cerea. Ora, con l’ultimo intervento, il quadro si amplia.

La sintesi dell’attività parla di sette agenzie e quindici agenti immobiliari abusivi complessivamente scoperti. Nei dettagli resi noti, però, vengono descritti in modo puntuale i casi delle 4 agenzie con 14 soggetti e l’ulteriore controllo più recente su un altro operatore: sui numeri delle agenzie, dunque, la comunicazione riporta un totale complessivo più alto rispetto agli episodi raccontati nel dettaglio, segno che ci sono ulteriori posizioni ricondotte allo stesso filone di verifiche, ma non illustrate una per una.

Il punto, per la Guardia di Finanza, resta chiaro: nessuno dei soggetti controllati risultava iscritto nella sezione prevista del Registro delle Imprese, né in possesso del titolo abilitativo. E la legge, in questo campo, è tutt’altro che decorativa: per fare il mediatore servono requisiti precisi, tra cui corsi di formazione e il superamento dell’esame.

Secondo le verifiche, chi operava senza abilitazione non si limitava a “dare una mano”: conduceva la trattativa in prima persona. Visite con i clienti, raccolta delle proposte, assistenza nella preparazione dei contratti preliminari. In pratica, il cuore del lavoro di mediazione, quello in cui si decide prezzo, condizioni, tempi, e spesso si giocano anche le garanzie per chi compra e per chi vende.

Sul fronte delle conseguenze, a ciascun responsabile viene contestata una sanzione amministrativa compresa tra 7.500 e 15.000 euro, con possibilità di riduzione a 5.000 euro in caso di pagamento entro 60 giorni. E c’è un’ulteriore soglia da non superare: se la condotta si ripete, può scattare la denuncia per esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 del Codice Penale.

Non solo. Le agenzie che si sarebbero avvalse dei mediatori non abilitati sono state segnalate alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Verona per le valutazioni di competenza. Qui entra in gioco un aspetto che tocca direttamente chi compra o vende casa, e anche chi firma un incarico convinto di trovarsi davanti a un professionista: la mancanza di iscrizione può diventare una leva che incide perfino sul diritto a chiedere la provvigione. La regola, richiamata dagli accertamenti, è netta: il compenso spetta solo a mediatori iscritti e ad agenzie abilitate, verificabili tramite visura camerale.

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In un mercato dove il mattone è spesso il risparmio di una vita, la partita non è solo tra domanda e offerta: è anche tra regole e scorciatoie. E quando a condurre la trattativa è chi non ha titolo, il rischio non è astratto. È concreto, quotidiano, e si misura nel momento in cui una firma diventa impegno, e un impegno diventa denaro.

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