Verona. Porta Vescovo, di notte il sottopasso si chiude: cancelli giù per sicurezza e decoro

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Quando la città rallenta e le luci dei negozi si spengono, ci sono luoghi che cambiano faccia. Il sottopasso di Porta Vescovo, a Verona, è uno di questi: di giorno è un passaggio quotidiano, una scorciatoia naturale per chi si muove tra quartieri e fermate, un punto di transito continuo soprattutto in alcune fasce orarie. Di notte, però, secondo quanto ricostruisce il provvedimento annunciato dal Comune, diventa spesso un’altra cosa: un’area con “frequentazioni improprie”, segni di degrado e un carico costante di interventi da parte delle forze dell’ordine e della Polizia Locale.

Da lunedì 4 maggio scatta così una decisione che punta a incidere proprio su quel cambio di scenario: la chiusura notturna dei cancelli del sottopasso. La logica è quella di una risposta “chirurgica”, parziale, pensata per contenere le criticità nelle ore più delicate senza spezzare l’utilità diurna di un punto di passaggio considerato molto frequentato. Il Comune, infatti, mette subito un paletto: la chiusura totale “non è la prima opzione disponibile”, perché il sottopasso non è solo un corridoio pedonale, ma un tassello che si inserisce anche nella gestione complessiva dell’incrocio in superficie.

Il provvedimento arriva anche alla luce delle segnalazioni ricevute dai cittadini, un dettaglio che racconta una pressione dal basso: l’idea che quel tratto, per come viene vissuto in certe ore, sia diventato un problema quotidiano, più che un episodio isolato. E dentro questa cornice si colloca l’accordo politico-operativo citato dal Comune: con il sindaco Damiano Tommasi, l’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi (nella foto) e il presidente di AMIA Roberto Bechis viene definita una prima risposta operativa con l’obiettivo dichiarato di riportare condizioni di maggiore sicurezza.

La misura è concreta e scandita da orari precisi. I cancelli verranno chiusi ogni sera alle ore 21 e riaperti alle ore 6.30. A farlo saranno gli operatori AMIA, che avranno anche il compito di garantire la pulizia quotidiana del sottopasso nelle ore del mattino. Non solo: il Comune conferma che i controlli della Polizia Locale resteranno attivi nell’area circostante, in supporto alle forze dell’ordine, a indicare che la chiusura non viene presentata come soluzione unica, ma come parte di una strategia più ampia di presidio.

Il punto politico, adesso, sarà capire cosa produrrà questa “serranda” notturna su un luogo che di giorno resta indispensabile a tanti. Il Comune parla di sperimentazione per uno o due mesi, al termine dei quali verranno valutati gli effetti. È una formula che tiene insieme prudenza e possibilità di svolta: se il provvedimento funzionerà, potrebbe diventare stabile o essere rimodulato; se non basterà, potrebbe riaprire il dibattito su scelte più radicali, oggi considerate non praticabili.

C’è anche un’ipotesi tecnica che resta sul tavolo e che dice molto sul tipo di intervento immaginato: è allo studio un sistema automatizzato di apertura e chiusura. Significa trasformare una misura organizzativa, affidata agli operatori, in un meccanismo strutturale. Ma prima serve il responso del campo, notte dopo notte, in quel punto di Verona dove il confine tra passaggio e zona d’ombra, ormai, è diventato tema urbano.

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