Oggi, in piazza Renato Simoni, l’occhio inciampa più sulle auto che sulle persone. La piazza, che dovrebbe essere sosta e respiro, viene percepita soprattutto come un nodo di scorrimento: corsie, svolte, portici che finiscono ai margini, verde che c’è ma sembra lontano, poco invitante. Eppure proprio qui, a Verona, il passaggio della filovia diventa una leva per cambiare racconto: non un’opera che si limita a “passare”, ma un’occasione per ridisegnare un pezzo di città storica e riportarlo a misura di vita quotidiana.
Il Comune ha presentato il progetto di riqualificazione insieme ad AMT3, al Politecnico di Milano (Polo Territoriale di Mantova) e ai progettisti incaricati. Il punto di partenza è chiaro: l’impostazione originaria legata alla filovia, secondo l’amministrazione, avrebbe rafforzato ancora di più la funzione viabilistica della piazza, con più corsie e meno spazio pubblico. Da qui la scelta di cambiare rotta e di provare a tenere insieme trasporto pubblico efficiente e qualità urbana.
La nuova piazza viene immaginata come una piazza verde, con una presenza importante di alberature in continuità con via Città di Nîmes e in connessione ideale con il Parco delle Mura. L’idea è restituire un “vuoto” abitabile: ombra, sedute, giochi d’acqua, spazi per bambini e punti d’incontro, con quel tipo di multifunzionalità che, nelle città europee, ha trasformato incroci e rotatorie in luoghi dove si resta, non solo dove si passa. Un cambio che, se riuscirà, si vedrà nei dettagli: la luce sotto i portici, la possibilità di fermarsi senza sentirsi intralcio, la piazza che torna ad avere un centro, non solo dei bordi.
Sul piano della viabilità, la promessa è quella di una riduzione delle corsie rispetto a quanto previsto inizialmente dal progetto filoviario. La svolta verso piazza Renato Simoni da circonvallazione Oriani sarà consentita ai possessori di pass del comparto San Zeno, che comprende Valverde, San Zeno e San Bernardino.
È una scelta che mira a togliere peso al traffico di attraversamento e a recuperare superficie per lo spazio pubblico. La piazza resterà raggiungibile da via Locatelli e sarà garantito il flusso in uscita da corso Porta Palio. Non solo: saranno mantenuti i parcheggi lungo via Scalzi, che in un primo momento erano destinati a sparire, mentre nuovi posti auto a sosta breve saranno ricavati lungo via Città di Nîmes, pensati a servizio delle attività commerciali.
Il progetto affronta anche un tema che qui, più che altrove, è concreto: l’accessibilità. Oggi la piazza porta con sé dislivelli, barriere architettoniche, aiuole sopraelevate che rendono faticosa la fruizione degli spazi e che finiscono per penalizzare anche le attività sotto i portici. La riqualificazione promette di eliminare gradini e ostacoli, puntando su una superficie più continua, leggibile e sicura. E dentro la parola “sicurezza” l’amministrazione infila anche la questione del degrado: più illuminazione, più funzioni sociali, più persone che vivono lo spazio come antidoto agli usi impropri dei porticati.
C’è poi la parte meno visibile, ma decisiva. Sotto la piazza esiste un parcheggio interrato che negli anni ha causato cedimenti della pavimentazione in porfido. La filovia, con le sue esigenze tecniche, impone una revisione complessiva dell’assetto in superficie: qui l’infrastruttura non è solo un vincolo, diventa il motivo per mettere mano a un problema strutturale e trasformarlo in occasione di rigenerazione.
Dentro questo disegno più ampio si inserisce anche lo studio avviato dal Comune con il Politecnico di Milano sullo spazio pubblico della città storica. Piazza Renato Simoni viene letta come una nuova “porta urbana” tra la stazione ferroviaria e il centro storico: non una porta monumentale, ma un ingresso verde e accogliente. Un’idea che dialoga anche con la memoria del luogo: un tempo, qui c’era un grande spazio aperto legato alla conservazione dei cereali; col tempo, mobilità e parcheggi hanno occupato tutto, svuotando la piazza della sua identità. La riqualificazione prova a invertire quel processo, riportando al centro l’idea di uno spazio “da abitare”.
I progettisti, rappresentati da Barbara Bogoni e da Eugenio Squassabia dello Studio Squassabia, hanno rimarcato la complessità dell’intervento: bisogna far convivere i vincoli del parcheggio interrato, le necessità tecniche della filovia e la volontà politica di cambiare davvero il volto della piazza. È una partita di incastri, dove il risultato finale dipenderà dalla capacità di far parlare insieme ingegneria e vita urbana.
Le tempistiche indicate guardano ai prossimi mesi: i progetti esecutivi dovrebbero arrivare prima dell’estate; poi serviranno i pareri e partirà la gara d’appalto, con l’obiettivo di affidare i lavori entro la fine dell’anno. Nel frattempo, il progetto verrà presentato pubblicamente in un’assemblea prevista la prossima settimana alla Camera di Commercio.
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La vicesindaca e assessora alla Pianificazione urbanistica Barbara Bissoli ha spiegato: “L’occasione è data dal passaggio della filovia e da una questione funzionale legata proprio alla filovia. Abbiamo pensato di proporre una riqualificazione di questa piazza con l’aiuto del Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Mantova che ci sta sostenendo nel lavoro di lettura storico – culturale della dimensione urbanistica e urbana degli spazi pubblici storici aperti della città storica. Ci proponiamo di restituire unitarietà a questo spazio, oggi molto frammentato, di attribuire un’identità a questo luogo, un carattere ‘verde’ a questa piazza così prossima al contesto dei bastioni e del Parco delle Mura, anche per favorirne la fruibilità in termini di socialità da parte della cittadinanza ”.
L’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari ha aggiunto: “Con questo progetto abbiamo voluto ripensare e ridare vita a uno spazio che oggi è vissuto come uno svincolo viabilistico. Ripensare gli spazi urbani e trasformarli per aumentare la qualità della vita dei cittadini è una priorità nelle nostre città. Con questo intervento vogliamo creare una piazza di quartiere, fruibile, verde e per le persone cambiando la sua funzione attuale. Il progetto riporta il verde all’interno della piazza, rende accessibili e fruibili a tutti i portici e introduce spazi di socialità, aree d’ombra e giochi per bambini”. E ancora: “Una riqualificazione possibile solamente grazie ai lavori del sottopasso di via Città di Nîmes e alla conseguente riconfigurazione della viabilità. Fare infrastrutture sviluppa la città e permette anche di realizzare riqualificazioni urbane che altrimenti non sarebbero possibili. La limitazione alla svolta verso la piazza da Circonvallazione Oriani riguarda soprattutto il traffico di attraversamento e non impedirà ai residenti di tutto il comparto o agli utenti del parcheggio di raggiungere la piazza. L’accesso al parcheggio interrato sarà sempre garantito”.
Per Giuseppe Mazza, presidente di AMT3, la cornice operativa è già tracciata: “Noi saremo stazione appaltante dell’intervento e stiamo portando avanti la progettazione esecutiva per arrivare successivamente alla gara. Il progetto rappresenta una riqualificazione generale dell’area e punta a dare soluzioni urbanistiche e architettoniche adeguate a uno spazio strategico della città”.
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