Verona, “Mobilità sicura” entra in classe e in Loggia: anche il Liceo Medi in prima linea

Sotto la Loggia di Fra’ Giocondo, al Palazzo Scaligero, la sicurezza stradale oggi non è stata una parola astratta. È arrivata con volti, divise, racconti e soprattutto con la voce di chi la strada la vive ogni giorno, nel bene e nel male. Il resoconto del progetto “Comuni e Province per la Mobilità Sicura” è stato presentato il 18 marzo e i numeri, qui, non sono un dettaglio: oltre 5 mila studenti e studentesse coinvolti, sei istituti veronesi, più di 20 iniziative tra aprile e marzo, con la Provincia di Verona a coordinare sul territorio un’azione promossa da Upi.

Dentro questa mappa di incontri, testimonianze e prove pratiche, spicca anche la presenza del Liceo Medi di Villafranca. Non soltanto “partecipante”, ma protagonista nel modo più diretto: gli studenti del Medi hanno girato e interpretato un video dedicato alle conseguenze dell’uso del cellulare alla guida, proiettato proprio oggi in Loggia. Un passaggio che dice molto del senso dell’iniziativa: non limitarsi ad ascoltare, ma trasformare l’esperienza in un messaggio tra pari, che parla la lingua dei ragazzi e arriva dritto, senza filtri.

Il progetto, del resto, è stato costruito come un percorso a più voci. Il filo rosso sono state le testimonianze: quelle delle forze dell’ordine, delle associazioni delle famiglie delle vittime, dei soccorritori, degli esperti. A volte dentro le scuole, anche durante assemblee d’istituto; a volte fuori, in contesti che “spostano” lo sguardo e obbligano a immaginarsi davvero in strada, come al Motor Bike Expo in fiera o nella sede della Motorizzazione Civile di Treviso.

I temi affrontati hanno battuto sempre lo stesso chiodo, ma da angolazioni diverse: le condizioni psicofisiche alla guida e il rischio legato a alcol e sostanze psicotrope; le regole del codice della strada e le attenzioni richieste ai neopatentati; i comportamenti corretti su bici, motorini, moto e soprattutto monopattini; fino alla figura del “passeggero consapevole”, quello che non sta zitto, che si accorge di un’incertezza, che interviene prima che sia troppo tardi. E attorno ai ragazzi, una rete di professionalità: Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, psicologi, soccorritori, associazioni come Verona Strada Sicura e Angeli Sconosciuti.

Oggi, nella sala e sotto i portici, la scena aveva anche un altro significato: riconoscere pubblicamente che una parte del lavoro è stata portata avanti in autonomia dalle scuole. Non è solo un dettaglio organizzativo, è una scelta educativa. Accanto al video del Medi, il resoconto ricorda anche l’infografica sul nuovo codice della strada 2025 realizzata dal Bolisani. Segnali di un cambiamento sottile ma concreto: non più lezioni calate dall’alto, ma contenuti costruiti dai ragazzi per i ragazzi.

La Provincia ha affiancato il percorso con una campagna di sensibilizzazione impostata come comunicazione integrata, online e offline, curata dall’agenzia Tagliani Gruppo Adv, con l’obiettivo dichiarato di far circolare la cultura della sicurezza stradale tra i giovani e oltre la scuola, chiamando in causa anche adulti e contesti educativi.

All’incontro del 18 marzo sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Provincia Flavio Pasini, il prefetto Demetrio Martino, l’ispettore capo della Polizia di Stato Andrea Scamperle, il comandante della Polizia Locale di Verona Luigi Altamura, il direttore del SUEM 118 Valerio Adriano, il vicecomandante provinciale dei Carabinieri Carmelo Graci, il capo ufficio operazioni della Guardia di Finanza Enrico Cherbaucich, il primo dirigente vicario dei Vigili del Fuoco Vincenzo Puccia, con studenti e studentesse e i dirigenti scolastici dei sei istituti coinvolti, compreso il Medi.

Il presidente Pasini ha insistito sul protagonismo degli studenti: “L’aspetto di questo progetto che è andato ben oltre le aspettative è stato l’impegno degli studenti e delle studentesse, che non solo hanno seguito con attenzione e interesse gli interventi degli esperti e le testimonianze portate nei tanti incontri, ma hanno anche realizzato loro stessi testi e video per comunicare ai propri coetanei e coetanee quanto sia importante la sicurezza stradale.” Il prefetto Martino ha chiamato i giovani “alleati” in una sfida culturale: “È indispensabile partire dai giovani perché, come sappiamo, essendo in questa fase di formazione sono più recettivi anche a questi messaggi.”

In questa cornice, la presenza del Liceo Medi pesa due volte: come scuola coinvolta nel percorso e come laboratorio capace di restituire un prodotto narrativo, un video, su uno dei punti più quotidiani e sottovalutati: il cellulare tra le mani mentre si guida. Un gesto che sembra piccolo, quasi normale, e che invece spesso è l’inizio di tutto.

Sul tema degli incontri dedicati alla guida sicura la redazione Mediavox del Liceo Medi aveva realizzato anche un servizio video, che pubblichiamo qui sotto.

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