Nel risiko, ancora tutto da decifrare, del centro politico veronese c’è una casella che si muove con particolare attenzione: quella di Gianluigi Mazzi (nella foto di Mario Pachera). Ex sindaco di Sona per due mandati, oggi consigliere comunale di minoranza, imprenditore e volto conosciuto del civismo amministrativo scaligero, Mazzi entra nella Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico.
Non è un passaggio ornamentale, né una semplice promozione interna. È il segnale che il PLD veronese prova ad alzare lo sguardo oltre i confini locali, cercando un aggancio diretto con Roma in una fase in cui partiti, liste civiche e mondi moderati stanno già studiando traiettorie, alleanze e pesi specifici in vista delle prossime scadenze elettorali.
La decisione è maturata nel fine settimana, durante la quarta Assemblea Nazionale del partito, a Roma. Per Verona significa portare nella cabina nazionale una figura che arriva da un percorso amministrativo lungo e molto radicato. Mazzi è stato per dieci anni alla guida del Comune di Sona, esperienza che gli ha permesso di attraversare da protagonista temi concreti come bilanci, servizi, rapporti con le frazioni, associazionismo e gestione quotidiana della macchina pubblica. Oggi siede tra i banchi della minoranza, ma il suo profilo non si esaurisce nella politica comunale: è presidente di AIV – Associazione Imprenditori di Valore, ruolo che lo colloca dentro quel mondo produttivo fatto di aziende, reti territoriali, lavoro, credito, investimenti e preoccupazioni molto pratiche.
È proprio qui che la nomina assume un significato più largo. Il Partito Liberaldemocratico non punta soltanto a riorganizzarsi sul territorio veronese, ma prova a costruire una voce riconoscibile tra amministratori locali, imprese e area civica moderata. Mazzi, in questo quadro, diventa il profilo più spendibile per collegare la provincia alla direzione nazionale guidata da Luigi Marattin: un uomo di Comune, ma anche di impresa; un ex sindaco abituato al confronto con i cittadini, ma anche una figura capace di parlare con chi ogni giorno tiene insieme produzione, occupazione e responsabilità sociale.
A sottolinearlo è Walter Ambrosi, architetto, consigliere comunale a Nogara e già amministratore e consigliere comunale a Casaleone, nominato nuovo commissario provinciale del PLD veronese. Sarà lui a guidare il partito verso il congresso locale d’autunno, con il compito di rimettere ordine alla struttura, dare continuità al lavoro avviato nell’ultimo anno e accompagnare la crescita dell’organizzazione nei Comuni della provincia.
Ambrosi parla di un lavoro già entrato nel vivo: “Il lavoro è già iniziato nei primissimi giorni e prosegue contattando personalmente i responsabili e tutti gli iscritti per creare sinergie, condividere idee e strutturare una presenza capillare. Il nostro progetto è aperto al mondo della buona politica e al civismo moderato. A Verona possiamo contare su un gruppo splendido, frizzante, ricco di idee e caratterizzato da una fortissima componente giovanile”.
La sua nomina a commissario provinciale indica una scelta precisa: il partito non vuole arrivare impreparato all’autunno. Ambrosi dovrà accompagnare il PLD fino al congresso, tessendo rapporti, verificando disponibilità, raccogliendo energie nei territori. Non solo Verona città, dunque, ma anche la pianura, i Comuni medi, i luoghi dove la politica si misura meno sui grandi slogan e più sulla capacità di risolvere problemi quotidiani.
In questo disegno, l’ingresso di Mazzi nella Direzione Nazionale diventa il passaggio politicamente più pesante. Ambrosi lo definisce un punto di forza per l’intera provincia: “La sua nomina in Direzione Nazionale rappresenta un traguardo fondamentale per Verona e provincia, che potranno così contare su un interlocutore d’esperienza direttamente a Roma, capace di portare le istanze dei territori e delle imprese al tavolo della segreteria nazionale guidata da Luigi Marattin”.
Parole che vanno lette dentro una fase in cui il PLD veronese prepara anche una presenza più visibile. Tra le prime mosse ci saranno banchetti nei principali mercati cittadini, scelti come luoghi di contatto diretto con le persone, lontano dalle sale chiuse e dalle liturgie di partito. È una scelta dal valore simbolico: andare dove passano famiglie, pensionati, commercianti, lavoratori, dove il confronto è immediato e spesso ruvido. Non una politica soltanto da riunione, ma da piazza, da strette di mano, da domande fatte senza filtro.
È previsto anche un incontro provinciale a Isola della Scala, pensato come serata conviviale aperta ad aderenti, simpatizzanti e realtà civiche locali. Un appuntamento che servirà a misurare il perimetro reale del progetto: chi c’è, chi osserva, chi potrebbe entrare, chi resta alla finestra. Perché la partita del PLD, a Verona, non sarà solo interna. Dopo la stagione congressuale d’autunno, il partito aprirà un confronto con le diverse componenti politiche del territorio, con l’obiettivo dichiarato di costruire alleanze per le prossime scadenze elettorali: politiche e amministrative.
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