Sette aziende agricole controllate, 56 lavoratori identificati, due attività sospese e oltre 44mila euro tra sanzioni e ammende. È il bilancio dei controlli condotti dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Verona nelle campagne di Zevio, Palù, Salizzole, Nogara e Bonavigo, dove le verifiche hanno fatto emergere irregolarità sul fronte dell’occupazione e della sicurezza. Tra i lavoratori controllati, uno è risultato impiegato “in nero” e irregolare sul territorio nazionale.
L’attività ha coinvolto il NIL di Verona, insieme ai Carabinieri delle Compagnie di Villafranca di Verona, Legnago e San Bonifacio e alle stazioni territoriali. L’obiettivo dei controlli era verificare la regolarità dei rapporti di lavoro e il rispetto delle norme sulla salute e sulla sicurezza, nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro sommerso e allo sfruttamento.
Il quadro emerso dalle ispezioni non riguarda soltanto il lavoro nero. Tra le irregolarità riscontrate figurano infatti la mancata elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi, un appalto illecito, segnaletica di sicurezza orizzontale deteriorata o non più visibile e l’assenza di presidi antincendio.
Per due delle sette aziende controllate è scattato il provvedimento più pesante, quello della sospensione dell’attività imprenditoriale. Nel primo caso i Carabinieri hanno contestato una grave violazione in materia di sicurezza, legata proprio alla mancata predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi, uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali l’impresa individua e affronta i pericoli presenti sul luogo di lavoro.
Più articolata la situazione riscontrata nella seconda azienda sospesa. Anche qui mancava il Documento di Valutazione dei Rischi, ma durante il controllo è stato individuato anche un lavoratore straniero irregolare sul territorio nazionale, impiegato senza che fosse stata effettuata la preventiva comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro.
Per questa posizione il titolare dell’azienda e il lavoratore sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria, rispettivamente per l’impiego di personale in attività lavorativa irregolare e per la permanenza irregolare sul territorio nazionale. Nei confronti del datore di lavoro è stata inoltre applicata la maxi-sanzione per lavoro nero relativa al lavoratore impiegato senza la prevista comunicazione preventiva.
Complessivamente, gli accertamenti hanno portato all’individuazione di sette violazioni in materia di sicurezza, tra le quali viene indicato anche un appalto illecito. Il totale delle sanzioni e delle ammende irrogate supera i 44mila euro.
Il bilancio dell’operazione comprende infine quattro soggetti deferiti per violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un controllo concentrato su appena sette imprese che restituisce così un quadro molto concreto dei diversi fronti sui quali si muove la vigilanza nelle campagne: regolarità delle assunzioni, presenza dei lavoratori stranieri, organizzazione degli appalti e soprattutto condizioni di sicurezza per chi ogni giorno lavora nelle aziende agricole.
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