C’è un’Arena che tutti conoscono, quella delle notti d’opera, delle grandi voci che rimbalzano sulla pietra antica e delle folle che guardano in alto.
E poi ce n’è un’altra, più silenziosa e sorprendente, fatta di carta, inchiostro, fotografie ingiallite e racconti laterali. È quest’ultima a prendere forma da giovedì 5 febbraio negli spazi della Protomoteca della Biblioteca Civica di Verona, in via Cappello 43, con l’esposizione L’altra faccia dell’Arena. L’Anfiteatro nei documenti della Biblioteca Civica di Verona.
L’ingresso è gratuito e il percorso resta aperto fino al 22 febbraio, seguendo gli orari della biblioteca: il lunedì dalle 14 alle 19, dal martedì al sabato dalle 9 alle 19. Una finestra temporale che non è casuale. Proprio il 22 febbraio, infatti, l’Arena di Verona tornerà sotto i riflettori del mondo ospitando la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali, mentre il 6 marzo accoglierà l’apertura dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. Un passaggio simbolico potente, che l’Amministrazione e la Direzione Biblioteche del Comune di Verona hanno deciso di accompagnare riportando alla luce il volto meno raccontato del monumento.
Nelle teche della Protomoteca si snoda un percorso fatto di manoscritti, stampe, fotografie, periodici e cartoline, selezionati dal patrimonio della Biblioteca Civica. Materiali poco noti, spesso mai esposti, che mostrano come l’Arena non sia stata solo teatro di spettacoli, ma un organismo vivo, continuamente reinventato dalla città che la circondava. Documenti che parlano di usi quotidiani, di sperimentazioni, di eventi oggi quasi impensabili tra quelle gradinate di pietra.
Costruita nel I secolo d.C. sotto l’imperatore Claudio per ospitare giochi pubblici, l’Arena ha attraversato i secoli cambiando pelle più volte. Le carte raccontano di botteghe e attività commerciali ospitate nei covoli, di sfilate carnevalesche che animavano l’anfiteatro, di parate sportive dell’epoca fascista, ma anche di episodi che sembrano usciti da un romanzo.
Come la prima corsa della Fiera Cavalli cittadina del 1898, il circo montato all’interno delle mura romane, o la singolare gara nazionale di “caccia alla volpe” del 1924, che vide sfidarsi palloni liberi, automobili e motociclette.
È un racconto che intreccia il monumento con il tessuto urbano e sociale, mostrando come l’Arena sia stata, da sempre, uno spazio conteso e condiviso, capace di adattarsi ai bisogni e alle passioni di epoche diverse. Le immagini e i testi esposti restituiscono uno spaccato di vita veronese che va oltre la retorica del simbolo, mettendo in luce il ruolo concreto e quotidiano che l’anfiteatro ha avuto nella storia della città.
La mostra nasce anche con un obiettivo preciso: valorizzare e far conoscere raccolte documentarie ricchissime, conservate nei depositi della Biblioteca Civica, ma raramente viste dal pubblico. In questo senso, L’altra faccia dell’Arena diventa un invito a guardare con occhi nuovi ciò che sembra già noto, a scoprire che dietro la facciata più celebrata di Verona esiste una stratificazione di storie, usi e trasformazioni che meritano di essere raccontate e condivise con la comunità.
© 2026 Riproduzione riservata
Segui il Baco
Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.
