Verona, la ginnastica ritmica conquista sempre più ragazze: la polisportiva ABR 1929 arriva a 131 iscritte

La ginnastica ritmica è uno degli sport più eleganti e spettacolari, capace di unire tecnica, forza, coordinazione ed espressività in un’unica disciplina. Ogni esercizio è costruito sulla musica e vede le ginnaste esibirsi con attrezzi come cerchio, palla, clavette, nastro e fune, dando vita a coreografie che richiedono mesi di preparazione, precisione assoluta e grande capacità di interpretazione.

Dietro a pochi minuti di gara si nasconde infatti un lungo percorso fatto di allenamenti, sacrifici e continua ricerca della perfezione. Un mondo che spesso il grande pubblico conosce soltanto attraverso le Olimpiadi o i grandi eventi internazionali, ma che ogni giorno vive anche nelle palestre del territorio grazie all’impegno di società sportive e allenatrici che accompagnano decine di bambine e ragazze nella loro crescita sportiva e personale.

A rappresentare questa realtà è la polisportiva ABR 1929, associazione sportiva veronese presieduta da Paola Bistoni, che negli ultimi anni ha deciso di credere e investire con convinzione nella ginnastica ritmica. Una scelta premiata da una crescita importante: in appena una stagione la sezione è passata da 81 a 131 iscritte.

A guidare il settore agonistico sono Amina Guadin, Alessia Strambaci e Matilde Pighi. Tre allenatrici con età, esperienze e caratteri diversi, che hanno saputo trovare un equilibrio e trasformare le rispettive differenze in un punto di forza. Amina è stata tra le promotrici del progetto, coinvolgendo le due ex ginnaste, ma non ama presentarsi come la responsabile o il capo del gruppo: le tre allenatrici lavorano fianco a fianco, condividendo impegni, responsabilità e scelte.

La Polisportiva è presente in diversi quartieri di Verona: alla Scuola Provolo del Chievo, nell’ex Scuola Americana sul Lungadige Attiraglio, al Don Calabria di via San Marco, alle scuole Don Milani di San Massimo e alle scuole Mazza di Borgo Roma. Una presenza sempre più diffusa sul territorio, che consente a bambine e ragazze di diverse età di avvicinarsi alla ginnastica ritmica.

A raccontarci la crescita della società, l’impegno quotidiano delle allenatrici e tutto ciò che si nasconde dietro pochi minuti di esercizio in pedana è Amina Guadin.

In poco tempo la vostra realtà è cresciuta in maniera sorprendente. Vi aspettavate una risposta così positiva da parte delle famiglie veronesi?
Quando abbiamo iniziato questa avventura speravamo di fare bene, ma vedere una crescita così importante è motivo di grande orgoglio. In appena una stagione siamo passati da 81 a 131 iscritte, un risultato che ci conferma come sempre più famiglie stiano scoprendo e apprezzando la ginnastica ritmica. Oggi seguiamo bambine a partire dai cinque anni fino a ragazze universitarie, con percorsi che spaziano dall’attività di base all’agonismo. Credo che questa crescita sia il frutto del lavoro quotidiano che svolgiamo in palestra. Cerchiamo di creare un ambiente sereno, dove ogni atleta possa sentirsi accolta, divertirsi e migliorare con i propri tempi. Vedere tante bambine scegliere di iniziare questo percorso e tante ragazze decidere di continuarlo anno dopo anno è per noi la soddisfazione più grande. È uno stimolo a continuare a crescere e a investire sempre di più in questo progetto.

Che ambiente si trova entrando nella vostra palestra?
Vogliamo che le nostre ragazze trovino molto più di una semplice palestra. Naturalmente durante gli allenamenti pretendiamo impegno, rispetto e disciplina, perché sono valori fondamentali nello sport, ma allo stesso tempo cerchiamo di creare un ambiente sereno, nel quale ogni bambina possa sentirsi accolta e vivere questa esperienza con il sorriso. Per questo non ci limitiamo agli allenamenti. Durante l’anno organizziamo momenti di condivisione anche fuori dalla palestra, come giornate in piscina, partite a minigolf e, durante le trasferte, attività pensate per rafforzare il gruppo. A Rimini, ad esempio, è ormai diventato un appuntamento fisso il nostro Rimini’s Got Talent, una serata in cui le ragazze si esibiscono con imitazioni, balletti e tante risate. Sono occasioni preziose che aiutano a creare amicizie e a far nascere un forte spirito di squadra. La soddisfazione più grande, però, arriva quando sono le famiglie a dirci che le loro figlie vengono in palestra con entusiasmo e si sentono bene nel nostro ambiente. Le medaglie fanno sicuramente piacere, ma sapere di aver costruito un luogo dove le ragazze crescono, acquistano fiducia in sé stesse e condividono esperienze che porteranno con sé anche fuori dalla pedana vale ancora di più.

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La musica che gira intorno

Chi assiste a una gara vede un esercizio che dura poco più di un minuto. Quanto lavoro c’è dietro?
Moltissimo. Ogni esercizio nasce da un lungo lavoro che richiede mesi di preparazione. Si parte già a settembre con la scelta della musica, poi vengono costruite le coreografie, inseriti gli elementi tecnici richiesti dal regolamento e si lavora continuamente per perfezionare ogni singolo dettaglio. L’obiettivo è arrivare alle prime gare dell’anno con un esercizio il più possibile completo, per poi continuare a migliorarlo durante tutta la stagione. La ginnastica ritmica, però, non è soltanto tecnica. Dietro ogni esibizione ci sono preparazione atletica, mobilità, coordinazione, espressività e anche una base di danza classica. Ogni gesto deve essere eseguito in perfetta sintonia con la musica e riuscire a trasmettere un’emozione. È questo che rende la nostra disciplina così affascinante, ma anche così complessa. Spesso il pubblico vede soltanto il minuto trascorso in pedana, senza immaginare quante ore di allenamento, sacrifici e dedizione siano necessarie per arrivare a quel momento. È un percorso impegnativo, ma quando finalmente tutto riesce come lo avevi immaginato, la soddisfazione ripaga di ogni fatica.

L’ultima stagione vi ha regalato grandi soddisfazioni. Qual è il bilancio di questo anno sportivo?
Siamo davvero molto soddisfatte. I Campionati Italiani Silver di Rimini hanno rappresentato il coronamento del lavoro svolto durante tutta la stagione. Tornare a casa con 14 medaglie e aver conquistato 38 finali è stato motivo di grande orgoglio, soprattutto considerando l’altissimo livello della competizione, che ha visto la partecipazione di centinaia di ginnaste provenienti da tutta Italia. Tra i risultati più significativi c’è quello di una nostra atleta che è riuscita a conquistare il primo posto in una categoria con circa 190 partecipanti, ma siamo orgogliose di tutte le ragazze. Ognuna di loro ha affrontato la pedana con impegno, determinazione e coraggio, specialmente chi era alla sua prima esperienza nazionale. Un ringraziamento particolare va anche a Eleonora Valenti, una delle nostre atlete di riferimento, che continua a ottenere ottimi risultati sportivi riuscendo allo stesso tempo a portare avanti con successo il proprio percorso universitario. È un esempio positivo per tutte le ginnaste più giovani e dimostra come, con organizzazione e passione, sia possibile conciliare sport e studio.

La ginnastica ritmica è uno sport affascinante, ma immagino richieda anche tanti sacrifici?
Sì, è uno sport che richiede grande impegno. Le nostre agoniste si allenano tre o quattro volte alla settimana per circa due ore e mezza e, da gennaio a giugno, quasi tutti i fine settimana sono dedicati alle gare. Un percorso che coinvolge anche le famiglie, chiamate a sostenere le ragazze durante tutta la stagione. Anche per noi allenatrici il lavoro non finisce in palestra. Oltre agli allenamenti ci sono le trasferte, l’organizzazione delle gare, il rapporto con i genitori e la formazione continua, indispensabile in una disciplina che evolve costantemente. È impegnativo, ma vedere le ragazze crescere, acquisire fiducia e raggiungere i propri obiettivi ripaga di ogni sacrificio.

Quanto è importante il sostegno degli sponsor per una realtà sportiva come la vostra?
È fondamentale. Grazie al loro contributo possiamo investire nelle attrezzature, migliorare gli spazi di allenamento e aiutare le famiglie ad affrontare le trasferte e le attività della stagione. Negli ultimi anni, ad esempio, siamo riuscite ad acquistare nuove pedane regolamentari, indispensabili per preparare al meglio le nostre ginnaste. Un aiuto prezioso arriva anche dall’Alba Borgo Roma Calcio, che ci mette a disposizione i pulmini per le trasferte nazionali, permettendo alle ragazze di vivere insieme esperienze importanti anche fuori dalla palestra. Ogni sponsor che decide di credere nel nostro progetto contribuisce concretamente alla crescita della società e delle nostre atlete.

Cosa diresti a una bambina che vorrebbe avvicinarsi alla ginnastica ritmica e ai suoi genitori?
Direi di venire a provare. La ginnastica ritmica è uno sport che insegna molto, non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano. Aiuta a sviluppare coordinazione, disciplina, autonomia e spirito di gruppo, permettendo alle ragazze di crescere divertendosi e costruendo amicizie che spesso durano negli anni. A settembre organizzeremo, come ogni anno, alcune lezioni di prova gratuite, per bambine dai 5 anni in su, nelle nostre sedi di Chievo, San Massimo e Borgo Roma, pensate proprio per permettere alle bambine e alle loro famiglie di conoscere da vicino la nostra realtà. Sarà l’occasione per entrare in palestra, provare gli attrezzi e vivere da vicino l’atmosfera della Polisportiva ABR 1929, senza alcun impegno. Chi volesse partecipare potrà contattare l’associazione all’indirizzo mail polisportiva@abr1929.it

Guardando al futuro, quale obiettivo vi siete poste?
Il nostro desiderio è continuare a crescere senza perdere lo spirito che ci contraddistingue. Vorremmo accogliere sempre più bambine e ragazze, trovare nuovi spazi per ampliare l’attività e formare nuove allenatrici che condividano i nostri valori e la nostra passione per questo sport. Naturalmente ci auguriamo di continuare a raccogliere soddisfazioni anche nelle competizioni, ma il risultato più bello sarà sempre vedere le nostre atlete crescere come persone, imparare a credere nelle proprie capacità e continuare a sorridere ogni volta che entrano in palestra.

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Alessandro Ceradini
Nato nel 1980 residente al Basson da generazioni, ragioniere diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale Lorgna. Lavora al Consorzio di Bonifica Veronese. Adora la compagnia, la buona cucina, viaggiare e passare del tempo con i suoi cani. Oltre a scrivere, grazie alle patenti conseguite, realizza video ed immagini con l’uso di droni.