Verona, il rispetto va in classe: Bussolengo, Villafranca e Castelnuovo in prima fila

Audience seated in red chairs watching a panel presentation in a grand room with pink walls, large paintings, and screens at the front.

Sotto la volta della Loggia di Fra’ Giocondo, al Palazzo Scaligero, il rispetto oggi non è stato una parola astratta, buona per le cerimonie. Ha avuto voci giovani, colori, inquadrature, frasi scelte e limate in classe. Mercoledì 22 aprile la terza edizione del concorso dedicato alla cultura del rispetto e alla parità di genere, promosso dalla Commissione provinciale alle Pari Opportunità e riservato alle scuole veronesi, ha portato in centro a Verona un pezzo di provincia che si è messo a raccontare, senza slogan, come si impara a stare insieme.

In sala, accanto agli elaborati esposti e ai video proiettati, c’erano studenti e docenti arrivati con l’emozione di chi presenta un lavoro fatto davvero. E c’era la politica istituzionale chiamata a fare da cornice: il consigliere provinciale alle Pari Opportunità Sara Moretto e la presidente della Commissione provinciale alle Pari Opportunità Silvia Fiorio. Presenti anche rappresentanti di vari Comuni e della realtà che ha sostenuto l’iniziativa: per Valpolicella Benaco Banca il presidente Daniele Maroldi; per il Comune di San Bonifacio il commissario straordinario Gaetano Losa; per Isola Rizza il sindaco Vittoria Calò; per Cerea il sindaco Marco Franzoni e il vicesindaco con delega alle Pari Opportunità Cristina Morandi; per Verona la consigliera alle Pari Opportunità Beatrice Verzè.

Il concorso, nato per primarie e secondarie di primo grado, da quest’anno si è allargato anche alle secondarie di secondo grado. Il risultato è un piccolo inventario di linguaggi: in tutto sono arrivati 18 elaborati sul tema del rispetto, sei video, dieci elaborati grafici e due testi – una poesia e un decalogo. Materiali diversi, ma un messaggio comune: il rispetto non è una lezione da imparare a memoria, è una pratica quotidiana, da riconoscere quando manca e da costruire quando è fragile.

Tra i dodici istituti che hanno aderito, alcune realtà spiccano perché raccontano bene l’ampiezza del territorio e la sua capacità di lavorare in rete. Bussolengo si presenta con il suo Istituto comprensivo, segnale di un percorso che tiene insieme età diverse e che fa della scuola un punto di riferimento comunitario. Quando un comprensivo entra in un progetto del genere, la sensazione è quella di un lavoro che non resta confinato in un’aula: diventa confronto tra classi, discussione tra docenti, attenzione che scivola anche fuori dai cancelli.

C’è poi Villafranca, che porta addirittura due nomi: Carlo Anti ed Ettore Bolisani. Una doppia presenza che, dentro un concorso provinciale, pesa come una dichiarazione d’intenti: non un episodio isolato, ma un coinvolgimento ampio, capace di mettere in campo energie e sensibilità diverse. È anche questo, alla fine, un esercizio di rispetto: saper far convivere punti di vista e linguaggi senza ridurli a un’unica voce.

E infine Castelnuovo del Garda, con un terzetto che fa notare la forza di un’adesione corale: San Lorenzo, Angelini e Montini. Tre scuole che si muovono insieme nello stesso Comune restituiscono l’immagine di una comunità scolastica che sceglie di presidiare il tema, di farlo entrare nelle attività didattiche e nei lavori degli studenti. Nel racconto di giornata, Castelnuovo non è una comparsa: è uno dei luoghi in cui la cultura del rispetto viene coltivata con costanza, classe dopo classe.

La Commissione ha deciso, come già nella precedente edizione, di premiare tutti i partecipanti. Una scelta che cambia il clima: non c’è una gara a eliminazione, c’è un riconoscimento collettivo del lavoro fatto. A rappresentare gli istituti, nella sala del Palazzo Scaligero, c’erano oltre 30 studenti, con docenti e dirigenti scolastici.

Il premio sarà una visita guidata ed esclusiva al Teatro Filarmonico, in collaborazione con Fondazione Arena, con accesso anche al backstage: un modo per dire che l’impegno in classe merita una porta aperta su un luogo simbolico della città, e che dietro le quinte – come nei rapporti tra persone – si capisce spesso più che in platea.

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Tra le scuole aderenti figurano anche l’Aleardo Aleardi di Verona, il Luciano Dal Cero di San Bonifacio, l’Istituto comprensivo “Montecchia di Crosara”, l’Istituto comprensivo “2 Legnago”, la secondaria di primo grado di Isola Rizza e Oppeano, e l’Istituto comprensivo di Bussolengo insieme alla scuola dell’infanzia Maggioni di Cerea. Dodici istituti, un mosaico che attraversa la provincia e finisce per raccontare una cosa semplice: quando il rispetto diventa tema di studio, non è più un concetto generico. È un esercizio, un’abitudine, una responsabilità condivisa.

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Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.