C’è un passaggio che, in politica locale, vale più di molte dichiarazioni: quando i nomi smettono di essere una lista e diventano un’assemblea. È successo ieri pomeriggio a Verona, con la prima seduta del nuovo Consiglio Provinciale: convalida degli eletti, insediamento ufficiale e subito le prime scelte operative, a partire dalle rappresentanze in UPI Veneto.
Nel corso della seduta sono stati indicati i rappresentanti provinciali nell’Assemblea dell’Unione delle Province del Veneto: Alberto Mazzurana, Sara Moretto e Alessandra Caterina Ravelli. Un atto formale, sì, ma che racconta anche la direzione: chi siederà ai tavoli dove si incrociano interlocuzioni istituzionali, posizioni comuni e richieste di risorse.
Il quadro politico nasce dalle elezioni del 17 maggio e oggi prende forma amministrativa. I consiglieri, dopo la convalida, resteranno in carica due anni, oppure fino alla cessazione del mandato di sindaco o consigliere nei rispettivi Comuni: una durata che tiene il Consiglio legato a doppio filo alle vicende municipali, con il rischio di cambi d’assetto improvvisi ma anche con la possibilità di una rappresentanza “in presa diretta” sui territori.
In Aula, il presidente Flavio Pasini ha scelto un tono che mescola ringraziamento e richiesta di concretezza. Il punto, nella sua apertura, non è stato tanto celebrare l’elezione, quanto riconoscere il segno di chi ha deciso di candidarsi, leggendo in quella scelta la consapevolezza del peso della Provincia sul territorio. E poi la promessa di disponibilità, sua e dei consiglieri già confermati rispetto alla precedente Assemblea, per rendere il nuovo Consiglio “operativo in tempi contenuti”.
Ma il passaggio più politico è arrivato quando Pasini ha messo sul tavolo il tema che, da anni, accompagna le Province come un’ombra: la riforma. Il presidente ha espresso l’auspicio che questa consiliatura sia quella in cui si vedrà realizzarsi una riforma capace di riassegnare risorse e competenze a enti definiti “fondamentali per la nostra Repubblica”, richiamando la Costituzione. Parole che, al di là della formula, fotografano una tensione nota: dover gestire scuole, strade e sicurezza con responsabilità pesanti, spesso a fronte di strumenti e finanziamenti percepiti come insufficienti.
Non a caso, subito dopo, il presidente ha aggiornato il nuovo Consiglio sulle attività recenti portate a termine dalla Provincia in materia di edilizia scolastica, con investimenti pari a circa 28 milioni di euro negli ultimi anni. E ha richiamato anche i contributi per la sicurezza sulla viabilità del territorio veronese concessi ai Comuni scaligeri: due capitoli che, in provincia, sono la cartina al tornasole del potere reale di un ente. Perché è lì, tra aule, tetti, palestre e chilometri di asfalto, che la politica smette di essere parola e diventa manutenzione, cantieri, scadenze, priorità.
A comporre il nuovo Consiglio Provinciale, oltre al presidente Pasini, sono: Davide Bimbato, Francesco Casella, Roberto Danieli, Silvia Fiorio, Davide Furlani, Maria Orietta Gaiulli, Paolo Longhi, Alberto Mazzurana, Matteo Melotti, Sara Moretto, Stefano Negrini, Alessandra Caterina Ravelli, Michele Taioli, Luca Trentini, Erica Vianini e Roberto Albino Zorzi.
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