Ci sono emergenze nelle quali un ospedale non deve soltanto curare. Deve essere pronto a reggere un urto improvviso, violento, capace nel giro di pochi minuti di trasformare la normale attività sanitaria in una corsa contro il tempo e contro i numeri. Verona, da oggi, entra ufficialmente nella rete europea delle strutture chiamate ad affrontare proprio questi scenari.
Il Centro Ustioni dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, diretto da Maurizio Governa, ha ottenuto la certificazione della European Burns Association, diventando il primo e unico centro del Veneto e il quarto in Italia ad avere questo riconoscimento.
Non è soltanto una patente di qualità clinica. La certificazione EBA misura la capacità di un centro di seguire il paziente ustionato lungo tutto il percorso, dal trauma alla riabilitazione, e soprattutto ne verifica l’organizzazione quando l’emergenza smette di riguardare un singolo paziente e assume le dimensioni di un evento con molte vittime.
A Verona il significato di questa prospettiva è tutt’altro che teorico. Il 14 ottobre 2025, a Castel d’Azzano, un’esplosione costò la vita a tre carabinieri e provocò ustioni diffuse ad alcuni loro colleghi, poi assistiti a Borgo Trento. Nel 2017 l’incidente autostradale del bus che trasportava studenti ungheresi provocò 17 morti e lasciò alcuni componenti della comitiva con ustioni gravi. Eventi diversi, ma capaci di mostrare quanto rapidamente una struttura sanitaria possa essere chiamata a sostenere una pressione eccezionale.
È proprio qui che una rete internazionale diventa qualcosa di molto concreto. Quando il numero dei grandi ustionati supera la capacità ordinaria di risposta di un singolo sistema sanitario, poter contare su centri collegati tra loro significa moltiplicare le possibilità di cura, trasferimento e presa in carico.
Curare un grande ustionato, del resto, vuol dire affrontare contemporaneamente molti fronti. La perdita della barriera cutanea aumenta il rischio di infezioni; la dispersione di liquidi può compromettere reni, polmoni e cuore; l’organismo viene sottoposto a uno stress metabolico enorme; l’inalazione di fumi può aggravare ulteriormente il quadro respiratorio. A questo si aggiungono il controllo del dolore, le terapie antibiotiche, il sostegno delle funzioni vitali, la riabilitazione e il supporto psicologico.
La chirurgia ricostruttiva rappresenta poi uno dei passaggi più delicati. Nei pazienti con ustioni molto estese diminuiscono infatti le zone integre dalle quali può essere prelevata la cute necessaria per coprire le lesioni. Ogni scelta deve quindi essere calibrata sul momento, sulle condizioni generali e sull’estensione delle ferite.
La Verification EBA entra nel merito di tutto questo. Per ottenere il certificato, valido cinque anni, il centro viene sottoposto a un sopralluogo e alla successiva valutazione di un rapporto dettagliato. Tra i requisiti richiesti figurano almeno 75 ricoveri acuti all’anno, 50 interventi ricostruttivi, la presenza disponibile 24 ore su 24 di un chirurgo specializzato nelle ustioni e di un anestesista, un medico ogni due posti letto di terapia intensiva e un’équipe multidisciplinare dedicata.
Prima dell’ingresso di Verona erano 34 i Verified Burn Centre europei. Con Borgo Trento diventano 35. Germania e Regno Unito risultano i Paesi con la presenza maggiore, rispettivamente con sei e quattro strutture.
In Italia, a fronte dei 16 centri attivi censiti dalla Società Italiana Ustioni, quelli certificati EBA sono quattro: Genova, con l’ospedale Villa Scassi, Pisa, Catania e ora Verona. Il Centro veronese diventa così anche il primo dell’intero Nordest a entrare nella rete.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreDietro il riconoscimento c’è una storia che supera il mezzo secolo. Il Centro Ustioni di Verona nacque negli anni Settanta e negli anni ha costruito una struttura clinica e scientifica che oggi comprende anche la presenza in città di una delle cinque Banche della cute italiane.
Verona è stata inoltre sede della presidenza delle società europea e italiana dedicate alle ustioni ed è centro europeo di riferimento per la formazione su una tecnica che utilizza un gel enzimatico per rimuovere i tessuti necrotici, con l’obiettivo di ridurre l’invasività del trattamento.
Il Centro è inserito nell’Uoc di Chirurgia Plastica dell’AOUI e dispone di otto posti letto di terapia semintensiva dedicati. Nei casi più gravi può utilizzare ulteriori posti nelle terapie intensive dell’Azienda, sia per adulti sia per bambini.
Il bacino di provenienza dei pazienti supera largamente i confini provinciali: arrivano da Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. La struttura fa inoltre parte della rete nazionale coordinata dal 118 ed è in grado di ricevere pazienti da tutta Italia 24 ore su 24.
Alla presentazione della certificazione erano presenti il direttore generale AOUI Paolo Petralia, il direttore amministrativo Roberto Sembeni, Maurizio Governa con la sua équipe e i rappresentanti delle numerose Unità operative che partecipano alla presa in carico dei pazienti ustionati, dall’anestesia alla rianimazione, dalla pediatria ai pronto soccorso, dalle malattie infettive alla riabilitazione. Presente anche Dino Barisoni, già direttore del Centro.
Petralia ha sottolineato soprattutto il valore della multidisciplinarità e della verifica esterna dei risultati: “La Certificazione europea del Centro Ustioni ha due aspetti: la strategicità e la prospettiva”. E ha collegato il riconoscimento alla capacità di mettere insieme competenze cliniche e organizzative diverse.
Per Maurizio Governa, il valore del passaggio europeo sta soprattutto nella capacità di prepararsi agli scenari più difficili. “La Certificazione non è solo un pezzo di carta ma testimonia il livello di eccellenza raggiunto a livello per organizzare il futuro”, ha spiegato, ricordando come eventi con molti grandi ustionati possano rapidamente mettere in crisi le singole strutture.
Governa ha richiamato anche la storia del reparto e il lavoro di chi lo ha preceduto, Silvano Furlan e Dino Barisoni, oltre al ruolo del personale infermieristico. E ha segnalato un cambiamento importante nella tipologia dei casi affrontati: “Purtroppo negli anni il numero degli ustionati non è calato ma è cambiata la tipologia, prima erano i disastri industriali oggi molti incidenti domestici gravi”.
Dino Barisoni, che fu presidente dell’Associazione europea negli anni Duemila, ha invece evidenziato il peso concreto dell’ingresso nella rete: “Ci sono benefici pratici e non è solo un fatto reputazionale”.
L’équipe chirurgica del Centro, oltre a Maurizio Governa, è composta da Enrico Vigato, Edoarda Dalla Pozza, Jasminka Minic, Massimiliano Bruti, Marco Pignatti, Luigi Gallici, Niccolò Marinari, Eleonora De Antoni e Alessandra Fin. Gli specializzandi indicati sono Federico Dagnelut, Paola Pilati e Anna Sovra, mentre il personale infermieristico è coordinato da Enrico Marcotto.
La certificazione europea, quindi, arriva al termine di una storia lunga, ma soprattutto apre una porta nuova. Perché il valore di un Centro Ustioni non si misura soltanto nei giorni ordinari, quando ogni paziente può contare su percorsi altamente specializzati. Si misura anche nel momento peggiore, quando le ambulanze possono arrivare una dopo l’altra e la capacità di un singolo ospedale non basta più.
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