Verona, i cani in divisa imparano a salvarsi: parte l’alta formazione sul primo soccorso

Group of police officers and two civilians standing in a room, with a German Shepherd sitting in front center.

C’è un suono che a volte arriva prima delle sirene: è il respiro corto di un cane che ha lavorato troppo, troppo vicino al rischio. In certe operazioni l’unità cinofila non è “supporto”: è presenza viva, è fiuto che apre strade, è corpo che entra dove l’uomo esita. E proprio da questa consapevolezza prende forma l’incontro ospitato oggi al Comando della Polizia locale di Verona, dedicato al Corso di Primo Soccorso Sanitario per Unità Cinofile di Polizia.

L’appuntamento mette Verona al centro di una scelta concreta: alzare il livello di preparazione di chi conduce i cani nei servizi operativi, dando strumenti che non sono teoria astratta, ma gesti da fare bene e in fretta quando conta. Perché tra un incidente, uno sforzo improvviso, una ferita o un malore, esiste un tratto di tempo in cui tutto si decide: quei minuti in cui il veterinario specialistico non è ancora arrivato, ma l’intervento immediato può cambiare l’esito.

In aula e sul campo non c’è un solo reparto. L’iniziativa coinvolge unità cinofile provenienti da comandi di Polizia Locale, Polizia Provinciale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria di Verona, Padova e Brescia. Un mosaico di divise diverse, unite da un bisogno comune: proteggere gli “agenti ausiliari a quattro zampe” che ogni giorno lavorano accanto ai conduttori in contesti dove possono esserci ostacoli ambientali, stress fisico, imprevisti, situazioni ad alto rischio.

All’incontro erano presenti l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi e il comandante della Polizia locale Luigi Altamura. La cornice è quella di una formazione definita “di alto profilo” e “strategica”, perché l’obiettivo dichiarato è diretto e senza fronzoli: la tutela della salute e dell’incolumità fisica dei cani operativi, per garantire la massima efficacia in ogni scenario di intervento. Tradotto in parole semplici: un cane in sicurezza è un cane che può lavorare meglio e che torna a casa.

Il corso, viene spiegato, è stato progettato per fornire agli agenti conduttori competenze teorico-pratiche per gestire tempestivamente le emergenze sanitarie. È un salto di qualità che parla anche di responsabilità: non basta chiedere prestazioni elevate a questi animali, bisogna saperli assistere quando il corpo chiede conto. E la differenza, in un’emergenza, la fa spesso la lucidità di chi è lì, sul posto, prima di chiunque altro.

A dare peso ulteriore all’iniziativa c’è il patrocinio dell’Ordine dei Medici Veterinari di Verona e dell’Ordine dei Medici Veterinari di Brescia, segnale di una regia che punta alla solidità scientifica e alla qualità della proposta. Il corpo docente lavora in sinergia con l’Ospedale Veterinario S. Lucia di Verona e con la Direzione Sanitaria dell’Ospedale Veterinario San Carlo di Brescia: una rete che lega formazione e clinica, pratica e protocollo, territorio e competenze specialistiche.

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