Verona, Ferragosto entra nei musei: da Dorothea Lange ai Depeche Mode sotto le stelle

View from a terrace overlooking a riverside city with a stone wall, red-tiled roofs, and a distant bridge under blue sky.

Ferragosto a Verona può cominciare davanti agli occhi segnati dei protagonisti della Grande Depressione americana e finire, qualche ora più tardi, sotto il cielo di Palazzo Forti con le sonorità dei Depeche Mode rilette tra chitarre, flauto, pianoforte e violino. In mezzo ci sono Cangrande della Scala, mondi microscopici invisibili a occhio nudo, scultura contemporanea, l’Arena e il mito di Giulietta.

È una settimana nella quale i Musei Civici di Verona provano a tenere aperte molte porte proprio nei giorni in cui la città si riempie di turisti e cambia ritmo, con un programma che attraversa fotografia, arte moderna, musica e storia.

Uno dei punti centrali resta il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, dove prosegue fino al 1° novembre la grande mostra dedicata a Dorothea Lange, una delle figure fondamentali della fotografia documentaria del Novecento.

Sono circa duecento fotografie raccolte in un percorso che attraversa gli anni più intensi del lavoro della fotografa americana, dalla Grande Depressione all’internamento dei cittadini statunitensi di origine giapponese durante la Seconda guerra mondiale. Dentro quelle immagini passano migrazioni, povertà, disuguaglianze, discriminazioni e crisi ambientali. Temi lontani nel tempo solo in apparenza, perché lo sguardo di Lange parte dalle persone e dalle loro vite e proprio per questo riesce ancora a parlare con forza al presente.

La mostra è organizzata dal Comune di Verona e prodotta da CAMERA di Torino, con la cura di Walter Guadagnini e Monica Poggi.

A Castelvecchio, invece, Ferragosto cade dentro un anno particolarmente significativo. Il museo compie infatti cento anni dalla sua inaugurazione, avvenuta il 25 aprile 1926 alla presenza di re Vittorio Emanuele III.

Per il centenario è visitabile fino al 10 gennaio 2027 il percorso tematico “Un museo, una statua. Dall’allestimento del 1926 al Cangrande secondo Carlo Scarpa”, curato da Ketty Bertolaso e Fausta Piccoli.

Al centro c’è uno dei simboli più riconoscibili di Verona, la statua equestre di Cangrande della Scala, ma il racconto va oltre la singola opera. Attraverso pannelli, fotografie storiche, filmati e audioguide viene ricostruito il modo in cui, nel corso di un secolo, sono cambiate le scelte di conservazione e di allestimento del museo. È anche un viaggio dentro il rapporto tra le opere e l’architettura di Carlo Scarpa, che ha trasformato Castelvecchio in uno dei luoghi più riconoscibili della museografia italiana.

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L’arrivo della TAV

La sera di sabato 15 agosto il baricentro si sposta invece nel cortile settecentesco di Palazzo Forti. Dalle 20.30, con ingresso libero, arriva Contaminazioni Musicali: Tribute to Depeche Mode, uno degli appuntamenti del progetto Serate Forti.

Sul palco saliranno i Freemode, con Marco Hrabar alla voce, Claudio Vinco alla chitarra, Flavio Agostini alla batteria e Paolo Rebonato alle tastiere. Accanto a loro tre musicisti di formazione classica: Francesca Vit al flauto, Luca Donà al pianoforte e Marco Rodrigo Guzman Espejo al violino.

L’idea è mettere a contatto due mondi musicali normalmente molto distanti e farlo nel cuore storico della città, dentro un cartellone estivo promosso dal Comune di Verona – Assessorato alla Cultura con Fondazione Cariverona, che proseguirà fino al 29 agosto.

Palazzo Forti resta protagonista anche durante il giorno. Nella storica Sala delle Vasche, al piano terra, è allestita fino al 20 settembre CHIMERA Novello Finotti, curata da Patrizia Nuzzo e Isabella Brezigar.

La mostra inaugura il nuovo format espositivo Materia | Volumi in dialogo, proposto dal Comune, dai Musei Civici – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e da Fondazione Cariverona.

Dall’arte alle forme di vita che normalmente non possiamo neppure vedere. Al Museo di Storia Naturale, a Palazzo Pompei, prosegue fino al 1° novembre la mostra fotografica “Microorganismi straordinari”. Le immagini provengono da centri di ricerca di tutta Europa e portano il visitatore dentro un universo che accompagna ogni giornata senza mostrarsi: microrganismi presenti nell’acqua, nel terreno, negli alimenti, nelle bevande e perfino dentro e sopra il corpo umano.

L’esposizione itinerante è stata ideata dall’Università di Torino insieme alla European Culture Collections’ Organization ed è arrivata a Verona attraverso la collaborazione tra il Museo di Storia Naturale e il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. Un racconto scientifico costruito soprattutto attraverso la forza delle immagini, capace di rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto.

La settimana di Ferragosto porta anche alcune indicazioni pratiche per chi vuole visitare i luoghi simbolo della città. L’Arena di Verona avrà una serie di chiusure anticipate alle 17, legate alla presenza di eventi e spettacoli: accadrà giovedì 13, venerdì 14, sabato 15, martedì 18, mercoledì 19 e giovedì 20 agosto.

Per la Casa di Giulietta, invece, resta in vigore il nuovo sistema introdotto dal 1° aprile. L’accesso al Cortile e alla Casa avviene esclusivamente attraverso il Teatro Nuovo, da Piazzetta Navona. Da lì parte un percorso a senso unico che attraversa hall monumentale e foyer del teatro, arriva al Cortile e, per chi ha acquistato il relativo biglietto, alla Casa di Giulietta. L’uscita avviene poi dal volto di via Cappello.

Gli ingressi sono contingentati e sono previsti due diversi percorsi a pagamento: uno limitato a Teatro Nuovo e Cortile e uno che comprende anche la Casa di Giulietta. Il biglietto deve essere acquistato online attraverso il canale ufficiale verona.midaticket.it. La prenotazione è obbligatoria anche per chi ha diritto all’ingresso gratuito e per i titolari di VeronaCard.

Così, mentre la città attraversa i giorni più caldi e affollati dell’estate, i musei diventano anche una possibile mappa alternativa di Verona. Non soltanto luoghi nei quali ripararsi dal sole, ma stanze nelle quali passare in poche ore dall’America ferita raccontata da Dorothea Lange al Medioevo di Cangrande, dalle sculture di Novello Finotti alla vita invisibile dei microrganismi. E, quando arriva la sera di Ferragosto, lasciare le sale e ritrovarsi in un cortile settecentesco ad ascoltare musica.

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