Verona, fattorie e cucina nei percorsi di cura dei ragazzi più fragili

Mettere le mani in pasta, entrare in una fattoria, conoscere da vicino il lavoro agricolo e imparare a trasformare i prodotti della terra. Esperienze semplici e concrete che, da tre anni, sono entrate nei percorsi rivolti agli adolescenti più fragili grazie alla collaborazione tra Coldiretti Verona e l’Ospedale Santa Giuliana.

Un progetto che venerdì 18 settembre sarà al centro del convegno “L’agricoltura che cura”, in programma dalle 9.30 alle 12 nella sede dell’ospedale sulle Torricelle, in via Santa Giuliana a Verona.

Il cuore dell’esperienza è l’utilizzo di agricoltura sociale, cucina e rapporto diretto con la natura come strumenti educativi, relazionali e riabilitativi. I ragazzi seguiti dall’Area Adolescenti e dal CAF del Santa Giuliana vengono coinvolti in attività nelle quali il fare insieme diventa parte di un percorso più ampio di crescita personale, autonomia e relazione. La collaborazione, oggi sostenuta anche dalla Fondazione Cattolica, sarà raccontata attraverso i risultati maturati nei primi tre anni e le prospettive future.

Il progetto ha già portato i ragazzi fuori dal tradizionale contesto sanitario, alternando i laboratori di cucina alle esperienze nelle fattorie didattiche e sociali. Già nel 2024 l’Ospedale Santa Giuliana documentava attività settimanali nella cucina del Mercato Coperto di Campagna Amica e uscite nelle aziende agricole, dove gli adolescenti potevano confrontarsi direttamente con coltivazioni, animali e trasformazione delle materie prime.

A coordinare la mattinata sarà Michele Orlando, direttore dell’Unità Operativa di Riabilitazione e Psicologia dell’Ospedale Santa Giuliana. I lavori si apriranno con i saluti di Andrea Racca, direttore generale dell’ospedale, Massimo Albano, direttore di Coldiretti Verona, e Paolo Bedoni, presidente di Fondazione Cattolica.

Il confronto entrerà poi nel merito sanitario, agricolo e sociale del progetto. Interverranno Amedeo Bezzetto, psicologo e psicoterapeuta responsabile dell’Area Riabilitativa Adolescenti e CAF del Santa Giuliana; Jacopo Testoni, della Direzione Diversificazione delle Imprese Agricole della Regione Veneto; Riccardo Fargione, capo Area Salute, Alimentazione e Stili di Vita della Confederazione nazionale Coldiretti; Sara Ferrari, dirigente medico SIAN dell’Ulss 9, e Giacomo Sacchetto, chef esperto di cucina e benessere.

Accanto agli interventi degli specialisti ci sarà spazio anche per chi il progetto lo ha seguito direttamente sul campo. Porteranno la propria testimonianza i referenti Michele Marconi e Franca Perlato, insieme ai cuochi contadini di Coldiretti che hanno accompagnato i ragazzi nelle attività. Le conclusioni saranno affidate ad Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona (nella foto).

Il convegno vuole quindi raccontare non soltanto un’esperienza già avviata, ma un modo diverso di costruire percorsi di riabilitazione, mettendo in relazione struttura sanitaria, mondo agricolo, professionisti e territorio. L’agricoltura, in questo progetto, non resta sullo sfondo: diventa un luogo nel quale sperimentare responsabilità, manualità, relazioni e un rapporto più diretto con ciò che si mangia e con il modo in cui il cibo viene prodotto.

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La partecipazione all’incontro è gratuita, con prenotazione obbligatoria, fino alla disponibilità dei 100 posti della sala. Le iscrizioni possono essere effettuate scrivendo a verona@coldiretti.it. Al termine della mattinata è previsto anche un buffet per i partecipanti.

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