Verona canta alpino: due chiese, otto cori e una serata che fa comunità

C’è un modo antico e semplice per riconoscersi: mettersi in cerchio, respirare insieme e lasciare che una voce accenda l’altra. Verona, sabato 11 aprile, prova a farlo su scala grande, con un appuntamento che nasce dal lavoro paziente di chi tiene viva una tradizione senza trasformarla in una reliquia. È il “Primo Raduno Cori Sezionali A.N.A. Verona”, una serata costruita dalla Commissione Cori – i rappresentanti degli otto cori sezionali – e sentita come un segno di identità, prima ancora che come un concerto.

La Sezione Alpini di Verona ha un patrimonio corale raro, quasi una mappa emotiva disegnata tra Lessinia, pianura e Valpolicella. Sul palco, anzi su due palchi, arrivano gli otto cori sezionali: Coro A.N.A. La Preara di Caprino Veronese, Coro A.N.A. Valli Grandi di Legnago, Coro A.N.A. Coste Bianche di Negrar di Valpolicella, Coro A.N.A. San Maurizio di Vigasio, Coro A.N.A. El Biron di San Giovanni Ilarione, Coro A.N.A. Tre Monti di Montecchia di Crosara, Coro A.N.A. Amici della Baita di Lugagnano e Coro A.N.A. La Parete di Santa Lucia Extra. Nomi che raccontano territorio e appartenenza, e che per una sera si ritrovano sotto lo stesso cappello: quello della Sezione veronese.

L’idea del raduno affonda in un percorso condiviso degli ultimi tre anni, che ha portato alla nascita del Coro A.N.A. Verona, l’ensemble “di Sezione” formato da coristi provenienti dai diversi gruppi locali. Un progetto nato da dialogo e tenacia, tra Presidenza Sezionale e Commissione Cori, fino a diventare una realtà concreta. E questo primo raduno è, in fondo, la fotografia più nitida di quel cammino: non un’operazione di vetrina, ma la prova che la tradizione, quando è vissuta, sa evolvere.

La serata si svolge in contemporanea in due sedi, con inizio alle ore 20.30. A Caprino Veronese, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, si esibiscono La Preara, Coste Bianche, Tre Monti e La Parete, con una presenza che dà subito il senso del “passaggio di testimone”: partecipano anche i ragazzi delle classi terze, quarte e quinte della Scuola Primaria di Pesina. Voci giovani dentro un rito collettivo, come a dire che questi canti non sono solo memoria, ma anche futuro che si allena.

A Vigasio, nella Chiesa Parrocchiale di San Zeno Vescovo, il coro A.N.A. San Maurizio fa gli onori di casa insieme a Amici della Baita, Valli Grandi ed El Biron. Ed è qui che spicca una presenza che merita un riflettore acceso: il Coro A.N.A. Amici della Baita di Lugagnano. Non una comparsa, ma uno dei tasselli centrali della serata vigasiana, dentro un quartetto di cori che intreccia pianura e colline, paesi diversi e lo stesso modo di stare insieme. Il loro arrivo a Vigasio non è solo un “invito ricambiato”: è il segno concreto di una rete che funziona, di gruppi che non cantano ciascuno per sé ma scelgono, quando conta, di cantare uno accanto all’altro.

A guidare la serata di Vigasio c’è la giornalista Ilaria Caiazzo, affiancata da alcuni giovani che hanno partecipato ai Campi Scuola A.N.A.: saranno loro a introdurre brevemente i canti in programma. Anche questa è un’immagine potente: ragazzi che prendono il microfono non per fare spettacolo, ma per fare ponte. I Campi Scuola, del resto, sono un laboratorio di valori praticati: rispetto, solidarietà, senso civico, attenzione alla montagna e alla protezione civile, vita di gruppo, esercitazioni e attività che insegnano a contare sugli altri e a farsi trovare pronti.

Il cuore dell’iniziativa sta tutto qui: tramandare i canti alpini e popolari come si tramandano le storie che ci tengono insieme. Non per nostalgia, ma per non perdere un vocabolario umano fatto di coraggio, fatica condivisa, amicizia, memoria. Nella logica alpina il canto non è ornamento: è custodia. È un modo per dire “ci siamo”, anche quando il tempo cambia.

Sabato 11 aprile, tra le navate di Caprino e di Vigasio, Verona si prepara a una serata che promette emozioni senza bisogno di effetti speciali. Basteranno le voci, il legno delle panche, l’aria ferma delle chiese e quel momento in cui un accordo si apre e diventa qualcosa di più grande della somma dei singoli. E tra quelle voci, a Vigasio, ci saranno anche gli Amici della Baita di Lugagnano: presenza da segnare, perché la comunità si vede proprio così, quando si muove e si ritrova.

Non perderti questa rubrica del Baco
L’arrivo della TAV

© 2026 Riproduzione riservata

IL BACO OGNI GIORNO

Segui il Baco

Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.

Giorgia Adami
Nata a Bussolengo il 4 aprile 1994, risiede a Lugagnano. Infermiera di Pronto Soccorso alla Clinica Pederzoli di Peschiera del Garda, collabora con Il Baco da Seta dalla primavera del 2013.