C’è una vita che non fa rumore, non si vede passando per strada e non entra quasi mai nelle conversazioni quotidiane. Eppure è ovunque: nell’acqua, nel suolo, negli alimenti, nelle bevande, sulla pelle e dentro il corpo umano. Una vita minuscola, potente, spesso guardata con sospetto solo perché associata a malattie e paure. Da oggi, 9 luglio, al Museo di Storia Naturale di Verona, quella vita invisibile prende forma, colore e profondità nella mostra fotografica “Microrganismi straordinari”, visitabile a Palazzo Pompei fino al primo novembre.
L’inaugurazione è prevista questa sera alle ore 17. Non si tratta soltanto di una rassegna di immagini scientifiche, ma di un invito a cambiare sguardo. Perché virus, batteri, archea, microalghe, lieviti, funghi filamentosi e simbiosi non sono soltanto parole da laboratorio o da manuale universitario. Sono presenze decisive nei grandi equilibri della vita e oggi entrano con forza dentro questioni che riguardano tutti: bioeconomia circolare, sostenibilità, cambiamento climatico, futuro delle risorse e capacità dell’uomo di comprendere davvero l’ambiente che abita.
La mostra è un’esposizione fotografica itinerante ideata dall’Università di Torino in collaborazione con la European Culture Collections’ Organization. A Verona arriva grazie al lavoro congiunto dei Musei Civici di Verona, del Museo di Storia Naturale e del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. Il risultato è un percorso che porta il visitatore dentro un universo normalmente sottratto agli occhi, reso visibile attraverso sofisticate tecniche di microscopia e attraverso immagini provenienti da centri di ricerca di tutta Europa.
Sono 44 fotografie, realizzate presso 27 centri di ricerca europei, a costruire questo viaggio. Immagini che non mostrano semplicemente organismi piccolissimi, ma restituiscono forme, strutture, trame e colori di un mondo che la maggior parte delle persone non ha mai potuto osservare direttamente. È proprio qui che la mostra trova il suo punto più interessante: non si limita a spiegare, ma prova a rovesciare una percezione. I microrganismi non sono soltanto una minaccia. Sono anche relazione, equilibrio, trasformazione, possibilità.
Lo chiarisce l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, che sottolinea come la mostra offra “un’occasione unica per conoscere da vicino la straordinaria biodiversità, la bellezza e le peculiarità di virus, batteri e archea, microalghe, lieviti, funghi filamentosi e simbiosi. Un’esperienza visiva sorprendente per osservare ciò che normalmente sfugge al nostro sguardo e scoprire quanto il mondo microscopico sia fondamentale per la vita sul nostro pianeta”.
Il percorso espositivo è diviso in sei sezioni: Virus, Batteri e archea, Microalghe, Lieviti, Funghi filamentosi e Simbiosi. Una scansione che aiuta a entrare gradualmente in una biodiversità sterminata, dove ciò che appare minuscolo ha in realtà un peso enorme. La forza della mostra sta anche in questo: prendere un tema complesso, spesso chiuso dentro la lingua tecnica della ricerca, e trasformarlo in una narrazione accessibile, visiva, quasi tattile. Si guarda una fotografia e si intuisce che dietro quella forma invisibile c’è una funzione, un ruolo, un legame con la vita quotidiana.
Tra i protagonisti del progetto ci sono il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e la Mycotheca Universitatis Taurinensis dell’Università di Torino, una delle più importanti banche di biodiversità fungina in Europa. Un dettaglio che dice molto del valore scientifico dell’iniziativa: dietro la bellezza delle immagini non c’è un semplice effetto estetico, ma una lunga storia di studio, conservazione, catalogazione e ricerca.
Per Verona, l’arrivo di “Microrganismi straordinari” è anche un modo per rafforzare il ruolo del Museo di Storia Naturale come luogo vivo, capace di parlare al presente e non solo di custodire il passato. Dentro Palazzo Pompei, il visitatore non incontra soltanto teche, reperti e memoria scientifica. Incontra una domanda molto attuale: quanto conosciamo davvero di ciò che rende possibile la vita?
Durante il periodo di apertura sono previste visite guidate su prenotazione, comprese nel biglietto d’ingresso al museo. La mostra è aperta dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.30. Chiusura il lunedì.
In un tempo in cui la parola “microbo” viene spesso pronunciata con diffidenza, questa esposizione sceglie una strada diversa. Non cancella la complessità, non semplifica ciò che è scientificamente delicato, ma invita a guardare meglio. E guardare meglio, qualche volta, è già un modo per capire di più il mondo.
IL PUNTO DEL DIRETTOREPalazzolo e quelle radici che possono ancora tenerci insieme© 2026 Riproduzione riservata
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