Verona, al Lazzaretto suona la memoria con la banda di Sona e i cori del Comune

Circular ruined neoclassical rotunda with white columns and a tiled roof, set in a grassy park.

C’è un momento in cui una città smette di parlare “di storia” e ricomincia a sentirla addosso. Succede quando la memoria non resta chiusa nelle ricorrenze, ma prende fiato in un luogo vero e torna a farsi suono. Al Lazzaretto di Verona, domenica 17 maggio, la giornata dedicata al ricordo dello scoppio del 20 maggio ha un cuore musicale preciso: il concerto del Corpo Bandistico di Sona, chiamato a trasformare un pomeriggio di testimonianze in un gesto collettivo, concreto, condiviso.

Il Lazzaretto non è un palco qualsiasi. È un cerchio di pietra che trattiene e amplifica: le parole rimbalzano, i passi si sentono, la musica si appoggia alle arcate e sembra restare sospesa più a lungo. Qui la memoria non ha bisogno di effetti speciali, perché è già scritta nell’aria e nel silenzio che, a tratti, diventa più pesante di qualsiasi discorso.

Il programma comincia alle ore 16 con il ritrovo. Alle ore 16.30 arrivano i racconti e le testimonianze legati allo scoppio del 20 maggio: voci che ricuciono dettagli, riportano in primo piano una data che per Verona non è un capitolo astratto, ma un punto fermo della sua storia civile. Poi, alle ore 17.30, cambia la temperatura del pomeriggio: entra la musica, e con lei un modo diverso di ricordare, meno narrato e più fisico, come un respiro che passa da una persona all’altra.

Il Corpo Bandistico di Sona non suona “a contorno”. È il momento in cui la comunità si riconosce, stringe i ranghi, dà forma al ricordo senza bisogno di retorica. Accanto alla banda ci sono i cori Il mio paese di Sona, Parrocchiale di Palazzolo e Sant’Anna, con il Coro ANA Amici della Baita di Lugagnano. La voce solista è di Andrea Favaro. Insieme, banda e cori costruiscono un impasto sonoro che porta il passato nel presente senza imbalsamarlo: non una commemorazione fredda, ma un pomeriggio che cammina, che risuona, che resta. L’ingresso è libero.

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