Vero: rapporto sul disastro delle scuole italiane. E c’è anche Lugagnano

Sul numero della rivista “Vero” in edicola in questi giorni appare un ampio servizio sulla situazione disastrosa degli edifici scolastici italiani.

 

L’inchiesta prende il via dal dodicesimo “Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola” presentato la scorsa settimana da Cittadinanzattiva. Un rapporto che mette letteralmente i brividi.

Per farla breve, e per citare solo qualche (triste) numero a salto, in Italia quattro edifici scolastici su dieci hanno una manutenzione carente, più del 70 per cento presente lesioni strutturali e una scuola su quattro sorge in un territorio a rischio idrogeologico. Ma non solo: nel 40% degli istituti manca la carta igenica, nel 44% il sapone e – addirittura – nel 46% mancano gli scopini per il water.

 

Quasi tre istituti su quattro poi presentano lesioni strutturali, nel 25% dei casi sono rilevabili segni di fatiscenza nei corridoi, nelle mense e nei bagni. E un’aula su due presenta distacchi di intonaco.

 

E qui arriva la particolarità di cui sicuramente non possiamo sentirci orgogliosi. Per illustrare infatti queste statistiche la rivista “Vero” utilizza un’immagine purtroppo a noi ben nota: quella del crollo dell’intonaco dalla materna comunale della scuola Pellico di Lugagnano dello scorso febbraio, come si può vedere evidenziata da un tondo rosso nell’immagine sopra. Una foto scattata qualche attimo dopo quella pubblicata da noi (VEDI QUI).

 

Tutti ricorderanno quel distacco, che causò purtroppo il ferimento di due bambine (con conseguenti strascichi giudiziari) e che portò alla chiusura temporanea della scuola e spostamento di tutti i bambini presso la materna parrocchiale.

 

I numeri, che sopra forniamo in maniera molto sintetica e parziale, inducono una grande amarezza, ed esserne parte con le nostre scuole non ci solleva nemmeno se ci rifacciamo al proverbiale “mal comune mezzo gaudio”. Qui di gaudio c’è n’è veramente poco, ed è abbondantemente tempo che tutti gli enti che hanno competenza sulla scuola, dal Governo nazionale in giù, inizio seriamente a prendersi le proprie responsabilità.