Vent’anni di servizio per il Centro Diurno Minori di Sona, dedicato ad Aldrighetti

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Giovedì 15 novembre scorso si è tenuta a Sona la festa per i vent’anni del Centro Diurno Minori, che con l’occasione è stato dedicato all’ex Sindaco – recentemente scomparso – Michelangelo Aldrighetti.

Il Centro Diurno Minori è stato attivato dal Comune nel novembre del 1997 e ha sempre avuto la funzione di accogliere bambini e ragazzi che stanno vivendo problematiche familiari, relazionali ed educative, offrendo un servizio a quei bambini che maggiormente trovano difficoltà ad integrarsi e a socializzare con i coetanei.

In occasione del ventennale il Centro è stato dedicato a Michelangelo Aldrighetti, che fortemente volle la nascita di questo servizio per i bambini del Comune di Sona.

Michelangelo Aldrighetti era giunto a Sona nel 1966 seguendo il padre Giovanni che era stato nominato Segretario Comunale del nostro Comune. Molti fratelli, il padre morì prematuramente due anni dopo e la famiglia decise di rimanere a Sona. Essendo persona molto schiva e riservata per molti anni lavorò nel volontariato parrocchiale e civico declinando però, con molto garbo, ogni invito ad assumere cariche pubbliche. Finalmente accettò nel 1985 di entrare in lista per le elezioni dell’Amministrazione comunale per conto della D.C.

Fu eletto Consigliere comunale e nominato Assessore allo Sport ed ai Servizi sociali, settori che sentiva a lui molto vicini. Fu nuovamente eletto nel 1990 e nominato Vice-Sindaco fino all’agosto del 1992, quindi fu eletto Sindaco dal settembre 1992 fino al termine del mandato. Anche in questi nuovi incarichi continuò a riservare un’attenzione particolare ai temi sociali. Michelangelo Aldrighetti può essere ritenuto a buon diritto “il padre” dei Servizi sociali a Sona in un periodo in cui le ASL, da poco costituite, stavano acquisendo le competenze sanitarie dei Comuni ed erano in grado di fornire sul territorio solamente servizi essenziali.

Non volle però procedere per tentativi e scelte casuali: chiese ed ottenne, in piena collaborazione con i colleghi di Giunta, di avviare due indagini sul territorio assumendo dei giovani che passarono casa per casa per raccogliere informazioni sulla condizione dei giovani e degli anziani nel nostro Comune. Questa iniziativa, mai più ripetuta negli anni seguenti, consentì al Comune di stampare due pubblicazione nel 1986 e nel 1989 sui “pianeti” giovani ed anziani, all’epoca il 35% della popolazione, ed ottenne anche il risultato di “scoprire” alcuni casi di persone indigenti o gravemente handicappate, ma evidentemente molto riservate, che nulla avevano mai chiesto all’Ente pubblico, pur versando in condizioni assai precarie.

Fu molto lieto ed “orgoglioso” di questo risultato che gli consentì di verificare, come lui talvolta ci ricordava, che a partire da quegli anni iniziò ad essere “il disagio il maggior problema delle famiglie sul nostro territorio” e  soprattutto di far partire alcune iniziativa concrete con molti dati a disposizione. Citiamo alcune di queste iniziative: Assistenza domiciliare per anziani e minori, Centro diurno per anziani, Centro di aggregazione per minori, Telesoccorso, Agenzia per i giovani e – appunto – il Centro Diurno Minori.

Durante il mandato di Sindaco un attentato dinamitardo durante la notte frantumò la porta di ingresso della sua abitazione privata. La vicenda lo scosse molto, ma non volle ingigantirla anche se non fu cosa di poco conto, ma continuò ad amministrare il Comune senza modificare il suo modo di operare.

Il suo metodo di lavoro quale Amministratore era molto lineare e, crediamo, capito con facilità dai cittadini: molto attento nell’ascolto dei colleghi Assessori e consiglieri e dei singoli cittadini, era sempre molto deciso nel scegliere e perseguire con passione e “testardaggine” obiettivi di alto valore per la “sua” Comunità. In occasione delle ultime elezioni amministrative, scrisse sul Baco: “auguro agli Amministratori che saranno eletti di pensare non solo alle cose piccole ma anche alle grandi cose perché puntando in alto si può godere di quell’ampia e utile prospettiva che fa crescere una Comunità”.

Sono parole che possono far capire, anche a chi lo conosceva poco, come intendeva il ruolo dell’Amministratore e come lo aveva vissuto.