Veneto rosa nell’immigrazione

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Il Veneto è diventato uno dei poli di maggior attrazione per l’immigrazione: secondo le stime dell’ultimo anno l’11,7% degli immigrati in Italia ha scelto questa regione per stabilire la propria dimora. Si stima – come riporta veronacomunica.it – che a fine 2008 gli stranieri presenti in Veneto fossero circa 457 mila pari al 9,3% della popolazione complessiva, percentuale sensibilmente più alta rispetto alla media nazionale (6,5%). Da rilevare che la componente femminile è ormai quasi la metà (circa il 48%) della presenza straniera.

 

Questi ad altri dati sono contenuti nel numero di marzo di “Statistiche Flash”, la pubblicazione periodica del Sistema Statistico della Regione del Veneto, dedicato all’immigrazione in rosa. Attraverso grafici commentati viene rappresentata questa realtà che vede la prevalenza in termini numerici di donne rumene (19,9), seguite da quelle provenienti da Marocco (10,5%), Albania (8,8%), Moldavia (6,5%), Serbia e Montenegro (5,4%), Cina (5,2%). L’analisi prende in esame i tempi e i motivi della presenza femminile, l’inserimento lavorativo comprese le attività di lavoro autonomo e gli aspetti collegati alla famiglia e ai figli, con dati riferiti anche ai matrimoni misti che nel 2006 sono stati 3790, il 20,2% del totale dei matrimoni in Veneto, quota in crescita e superiore al valore medio nazionale (14%).

 

Le donne straniere hanno inoltre una propensione di fecondità che è quasi doppia rispetto alle donne venete attestate su una media di 1,3 figli. Il Veneto, con la Lombardia, è la prima regione italiana per presenza di minori stranieri che sono quasi un quarto (circa il 24%) della popolazione immigrata. L’assessore ai flussi migratori Oscar De Bona in più occasioni ha sottolineato che nell’ambito della programmazione della Regione in materia di immigrazione l’integrazione sociale e scolastica rappresenta una delle aree prioritarie di intervento.

 

I minori e le donne immigrate sono stati individuati come le componenti della popolazione immigrata stabilizzata da privilegiare e sostenere per migliorare i livelli generali di integrazione, sviluppando progettualità territorialmente condivise in concorso con le istituzioni scolastiche, il mondo associativo, le rappresentanze degli immigrati e gli altri enti e organismi pubblici e privati.