Vedutismo su francobollo: 300 anni di Bellotto, tra Venezia e Verona

Il Tributo

La filatelia torna a celebrare Venezia. Il 7 settembre, Il Ministero dello Sviluppo Economico insieme a Poste Italiane ha emesso un francobollo appartenente alla serie “Il patrimonio artistico e culturale italiano” dedicato al pittore Bernardo Bellotto, nel terzo centenario della nascita.

Dal design essenziale, a cura dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, la vignetta riproduce il quadro “Il Rio dei Mendicanti e la Scuola Grande di San Marco”, realizzato intorno al 1740 e custodito nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Già nel 1968 e nel 2015 comparvero su dentello alcuni dipinti vedutisti, altri panorami mozzafiato della città a opera di Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto, zio di Bellotto.

Il Vedutismo

Il bollettino, a cura dell’architetto Franco Posocco, Guardian Grando Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco di Venezia, racconta la straordinaria carriera dell’artista, vissuto in un periodo storico ricco di tumulti e cambiamenti.

A Venezia Bellotto impara i fondamentali della tecnica pittorica ideata dal suo parente e maestro, fino a superarlo. Il Vedutismo è “la diversa maniera di rappresentare la realtà secondo i canoni laici dell’Illuminismo: si basa sull’utilizzo della camera oscura, una scatola ottica antesignana della macchina fotografica, che consente di registrare sulla parete opposta a quella recante il foro d’ingresso della luce, una immagine reale, geometrica dell’ambiente antistante”.

È una vera rivoluzione: si osserva lo spazio circostante che esiste, non secondo l’immaginazione fantastica. Il risultato è una veduta – appunto – come documento istantaneo del vero. Bellotto si fa conoscere e apprezzare come una vera star del mercato artistico europeo; famose sono le sue raffigurazioni di importanti città italiane ed estere, su tele amplissime.

Un successo che va oltre ogni confine: la precisa rappresentazione pittorica ha permesso di restituire, almeno in parte, ad alcune di esse l’originale aspetto dopo i devastanti bombardamenti nel secondo conflitto mondiale.

Bellotto a Verona

Sono ben sette i panorami nostrani su cui si è posato lo sguardo dell’artista. Alcuni sono stati dipinti da un Bellotto appena venticinquenne e sono considerati tra i capolavori supremi degli inizi della sua carriera, addirittura battuti all’asta per cifre vertiginose.

Gli occhi possono spaziare increduli su una miriade di precisissimi dettagli di scorci a noi ben noti: Ponte Nuovo, Castel San Pietro, Castelvecchio, le anse dell’Adige… Appaiono anche in alcuni cataloghi realizzati a seguito di riuscitissime mostre tenutesi anni fa. Sulla carta o dal vivo, un livello di precisione che lascia ogni volta stupiti, se si pensa che è stata raggiunta con pennelli e colori.

La passione e l’inventiva fanno di Bellotto un artista fuori dall’ordinario e degnissimo del tributo filatelico che gli è stato dedicato: un orgoglio italiano che torna a farsi conoscere e apprezzare ovunque, stavolta con la sua arte “in bella mostra” su lettere e cartoline.

La Scheda

Acquistabili sul sito www.libraccio.it, alcuni dei cataloghi delle succitate mostre sono:

  • AAVV, “Bernardo Bellotto. Verona e le città europee”, Mondadori Electa, 1990.
  • AAVV, “Bernardo Bellotto un ritorno a Verona. L’immagine della città nel Settecento”, Marsilio, 2003.

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Laureanda in Giurisprudenza all'Università di Verona, vive a Bussolengo con la famiglia. Dal 2021 è socio scrittore USFI Unione Stampa Filatelica Italiana. Da sempre si interessa di fotografia, filatelia, viaggi e arte.