Vandalismi nei parchi a Lugagnano: ricordiamoci che parliamo di adolescenti

Atti di vandalismo nei parchetti di Lugagnano, commessi da adolescenti. Di nuovo, ne abbiamo parlato giovedì su questo sito. E di nuovo la comunità, i social, la nostra redazione sono stati sommersi da commenti inflessibili, tra il vendicativo feroce e il sarcastico.

Ma forse ci siamo dimenticati che stiamo parlando di adolescenti. Bambini cresciuti ma ancora lontani dalla patente e dal voto. Sia subito chiaro che non li giustifico. Tutt’altro. Penso che vadano fermamente richiamati e puniti, che vadano messi assolutamente di fronte alla gravità e alla inaccettabilità di quanto compiuto, ma non con il sarcasmo o le ingiurie o peggio ancora con punizioni corporali incivili e illegali.

Il sarcasmo è un’arma tagliente se rivolto a un adulto. Gli adolescenti però, soprattutto questi che sono veramente piccoli (di età ed evidentemente anche di formazione personale) il sarcasmo non lo capiscono. Non possono digerirlo perché non hanno ancora sviluppato l’enzima che permette loro di metabolizzarlo, esattamente come per l’alcool.

Quindi alla fine quel tipo di monito neppure arriva. Anzi probabilmente otterrà l’effetto contrario. Vedranno quelle persone e i loro argomenti come qualcos’altro da deridere, insultare, rompere.

Lo stesso vale per chi, esagerando come sempre purtroppo si esagera sui social, li desidera in miniera ai lavori forzati, privati della libertà in galera, menomati degli arti, bastonati sulla schiena. Siamo sicuri che servirebbe? A me sembra un atteggiamento speculare al loro: Violento e irragionevole.

A loro servono messaggi brevi e diretti. Vanno impartite regole con verbi imperativi ma accompagnate da spiegazioni alla loro portata, semplici (non semplici come “perché lo dico io”  o “perché  altrimenti ti suono come un tamburo”).

Altra cosa fondamentale è redarguire i genitori, sia quelli assenti che quelli presenti. E’ evidente che non vogliono ammettere con se stessi di sapere o che fingono con gli altri di non sapere perché i genitori sanno sempre, magari non tutto, ma sanno. E’ sufficiente sapere che frequenta qualcuno di cui si sono sentite cose spiacevoli. Indago e sorveglio. Si ha il dubbio che fumi o beva alcolici. Indago e sorveglio. Lo si vede strano, taciturno, scorbutico. Indago e sorveglio.

Ma anche i professori, i catechisti, gli amici, i fratelli maggiori, gli animatori e tutti quelli che fanno parte della loro vita non sono del tutto innocenti. L’individuo in ogni istante della sua vita è la proiezione della relazione con chi o cosa lo circonda. L’imprinting dei genitori è alla base ma subito dopo viene l’influenza di chi incide nella crescita di un individuo.

Con loro, gli adulti, si può usare l’ironia e, anche se non condivido, la cattiveria ma comunque non con tutti. Con alcuni purtroppo bisogna parlare come agli adolescenti “piccoli” di cui sopra. Ma se chi parla, giudica e consiglia è un adulto con la A maiuscola è capace di capire quale metodo di dialogo/confronto deve usare. Mediare è una capacità da adulti, sbagliare è da tutti ma gli errori si possono e si devono sempre correggere.

Chiudo il mio personalissimo pensiero con un invito a questi adolescenti a riflettere sempre sulle conseguenze delle loro azioni, prima e dopo averle commesse, e ad assumersi le proprie responsabilità. Aggiungo consigliando ai genitori di mantenere sempre attivo il loro ruolo. Mai abbassare la guardia. Se il mio piccolo figlio sta fuori dopo mezzanotte non è detto che stia facendo qualcosa di male ma di sicuro non è al parco giochi che legge i Promessi Sposi. Quest’ultima frase è sarcastica.

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