Vandalismi e adolescenti. L’Assessore Bianco: “Creeremo un Osservatorio per monitorare questi fenomeni”

Negli scorsi giorni la comunità di Lugagnano è stata fortemente scossa da un atto vandalico compiuto da alcuni adolescenti nel parchetto Dalla Chiesa.

Su questo fatto si è innestato forte dibattito in tutto il Comune, che ha coinvolto moltissime persone – spesso con troppi eccessi – e sul quale anche noi abbiamo pubblicato in un pezzo di commento, proprio sull’onda del dibattito dilagato soprattutto sui social (LEGGILO QUI).

Su questo tema, estremamente delicato ed estremamente importante, è arrivata una lettera dell’Assessore alla Cultura del Comune di Sona Gianmichele Bianco, che sul proprio blog aveva commentato il fatto con accenti anche forti, contribuendo alla discussione in corso e ricevendo anche qualche critica. L’Assessore nella lettera parla della posizione tenuta su quanto accaduto, annunciando anche un’iniziativa forte del Comune.

Spett.le Redazione,

sull’argomento dei vandalismi a Lugagnano si è scritto e commentato molto e, come Istituzione, fin dall’inizio abbiamo prestato un’attenzione molto profonda. Lo stesso Sindaco si è mosso interessando i Carabinieri, cercando con loro una strada alternativa alla denuncia, incontrando una famiglia coinvolta.

Cosa stava accadendo e perché non sono emerse azioni e pratiche condivise da mettere in atto come Istituzioni e come Comunità? Serve delineare in modo rapido e netto quale sarà il nostro modo di agire in futuro, avendo ben chiaro che il coinvolgimento di minori e delle loro famiglie rappresenta un elemento di delicatezza da considerare al massimo livello, e su cui occorre prestare la massima attenzione.

Quelle “scosse” sociali che sono accadute a Lugagnano, ma che sono naturalmente presenti a diversi gradi in tutte le società, fanno emergere spontaneamente alcune domande: la nostra Comunità, con la “C” maiuscola, è in grado di reagire? E come?

L’Istituzione rappresentata dal Comune ha precisi doveri, ma sconta anche un lunghissimo periodo di silenzio ed impreparazione su questi argomenti. Se prendiamo in considerazione quelle “scosse”, a Sona non esiste alcun organismo che possa aiutare la Comunità a comprendere e reagire correttamente in modo coordinato.

Gianmichele Bianco (Foto Nicola Cobianchi)
L’Assessore alla cultura del Comune di Sona Gianmichele Bianco

Da tempo, come Amministrazione, ci stiamo interrogando a partire dal ri-costruire solide basi di collaborazione con gli attori culturali-sociali-educativi presenti nella società. Le istituzioni scolastiche, le parrocchie, le associazioni, i gruppi, i giovani, le famiglie, i mass-media. E’ un lavoro lungo che stiamo conducendo. Ma corriamo il rischio di non arrivare alla meta per tempo. Dobbiamo accelerare e capire quali sono subito i bisogni della società su fatti come questo. Non quelli filosofici o di principio, che tutti siamo capaci di raccontare e raccontarci, ma quelli reali, veri, dai quali far scaturire azioni immediatamente. Di tempo non ce n’è dopo tutti gli anni perduti.

Su quanto è accaduto a Lugagnano si deve, quindi, riflettere in fretta, prendendolo come esempio di partenza. Ma come fare per raccogliere elementi in modo rapido così da ipotizzare una strada sensata e realistica da percorrere?

Sulla vicenda, Internet si stava già scatenando e così, d’accordo con il Sindaco, anche noi abbiamo voluto far parte del dibattito, alzando i toni: lo abbiamo fatto appositamente per verificare le reazioni, scuotendo la Comunità per capire cosa ne nasceva e quali soluzioni si sarebbero ipotizzate.

Tutto questo a costo di essere fraintesi. Anche questo è in parte avvenuto, ma faceva parte del rischio. Non potevamo, però, svelare subito le nostre intenzioni: non avremmo capito la reale reazione della Comunità e avremmo perso ancora tempo. Nel mentre, come anticipato, il Sindaco si è mosso interessando i Carabinieri, cercando con loro una strada alternativa alla denuncia, incontrando una famiglia coinvolta.

Cosa ne è uscito dalle analisi dei comportamenti della Comunità? Il punto di riferimento sono stati i cosiddetti social media, Facebook in particolare, oltre ai giornali e blog locali. Ormai questa è la vera e propria “piazza” e rappresenta un momento essenziale di confronto. Sono centinaia i commenti, a più riprese, nei diversi gruppi Facebook e la quasi totalità dei quali è per punizioni esemplari, con non rari esempi di estremismi indicibili.

Un argomento, quello degli estremismi, che è stato ripreso anche dai media locali, come Il Baco da Seta, che hanno delineato una via educativa di equilibrio, criticando le esasperazioni.

Oltre ai contenuti, abbiamo misurato altre due caratteristiche: i silenzi e la velocità di diffusione dei post.

Già, il silenzio: talvolta è in grado di fornire molte indicazioni. Perché alcune Istituzioni non hanno in apparenza reagito? Gestiscono il fenomeno in modo diverso, più sottotraccia, al di fuori delle reazioni talvolta schizofreniche di Internet? Infine, la rapidità della diffusione delle notizie e dei commenti su Facebook è stata impressionante: in poche ore più di cinquemila persone hanno partecipato alla lettura del fatto. Poco meno di un terzo dei cittadini del nostro Comune.

Le reazioni così estreme, i silenzi, l’ampiezza e la rapidità ci hanno in parte sorpresi. Ci ha molto colpito anche l’incredibile severità dei ragazzi la cui richiesta di punizioni esemplari, e talvolta pesanti, per i loro coetanei è stata molto più forte di quella manifestata da altre fasce d’età. Ma più di tutto ci ha colpito l’impreparazione di fronte al fenomeno. Ecco il punto fondamentale da cui partire per trovare una soluzione.

E’ tempo quindi di agire in modo pratico per fornire strumenti culturali, sociali ed educativi a tutti noi, poiché lasciare che prendano il sopravvento soluzioni estreme, o semplicemente non si ricerchino modi per gestire il fenomeno, non è ammissibile, soprattutto se si parla di minori. E quando si parla di minori si parla delle famiglie dove vivono e crescono. Serve il massimo rispetto per ogni situazione prima di arrivare a conclusioni. Purtroppo, però, la fretta è il male di Internet e quindi del nostro tempo.

Possibile che non esista una terza via praticabile tra condanna e lasciar perdere? Certo che esiste, e gli esempi non mancano. Per la nostra Comunità di Sona, però, dobbiamo delinearla assieme.

Nelle prossime settimane istituiremo un organismo speciale: l’Osservatorio Culturale, Sociale ed Educativo (OCSE), ai quali saranno invitati a partecipare rappresentanti dei primari attori culturali, sociali ed educativi della Comunità come le scuole, le istituzioni e i soggetti con ruolo educativo, le parrocchie, le associazioni, i gruppi (come gli scout), gli assistenti sociali, i media locali, le famiglie, i giovani.

Come Istituzione, assieme agli altri Assessori che seguono materie cardine quali le politiche giovanili, il sociale, la famiglia, lo sport, il lavoro e la scuola, coordineremo il processo di analisi e di comprensione del fenomeno all’interno dell’OCSE per preparare la nostra Comunità, proponendo percorsi di approfondimento coordinato sulle diverse tematiche che emergeranno. Tutti assieme.

E’ infatti tempo di agire e lavorare assieme. Nessuno di noi da solo ha la soluzione, ma assieme possiamo trovarla.

Gianmichele Bianco

Assessore alla Cultura del Comune di Sona

.

La Redazione
Il Baco da Seta nasce nel 2000. Nel 2007 sbarca on line con il sito allnews