La scena è quella delle giornate in cui un territorio decide di cambiare assetto: una sala istituzionale, i sindaci – o i delegati – uno accanto all’altro, e due firme che fanno da spartiacque. A Palazzo Guarienti, a Valeggio sul Mincio, è stata sottoscritta la nascita di ASPECO – Azienda Speciale Consortile Ovest Veronese, il nuovo soggetto chiamato a gestire in forma associata servizi sociali, educativi e socio-sanitari per l’area del Distretto 4 Ovest.
La data è quella del 18 maggio e sul tavolo, davanti al notaio Elia Zocca, sono finiti l’atto costitutivo e la convenzione programmatica, firmati alla presenza dei 37 sindaci del comprensorio.
ASPECO nasce dentro la cornice dell’Ambito Territoriale Sociale VEN_22, previsto dalla Legge Regionale 9/2024, e mette insieme i Comuni già parte dell’ATS e del Distretto socio-sanitario 4 dell’Ulss 9 Scaligera. I numeri raccontano la dimensione: un bacino di circa 300 mila abitanti. Non è un dettaglio da comunicato, è la scala su cui dovranno reggere organizzazione, personale, procedure, e soprattutto risposte concrete ai bisogni quotidiani.
Lo statuto definisce ASPECO come ente pubblico non economico, dotato di personalità giuridica e autonomia gestionale. Significa che la gestione non resterà spezzettata Comune per Comune, ma avrà una struttura propria. Anche il personale è incardinato con una scelta netta: i dipendenti avranno lo status di dipendenti pubblici con contratto degli enti locali. La sede legale è stata individuata nel Comune di Sona, almeno per la fase iniziale, “in attesa di trovare una nuova sede definitiva con spazi adeguati”, come indicato negli atti.
Il percorso che porta a questa firma non nasce in poche settimane. È descritto come un lavoro costruito nel corso del 2025 e dei primi mesi del 2026, fatto di incontri tematici e momenti di confronto anche con esperienze già consolidate fuori provincia, con dentro amministratori, tecnici comunali, referenti dell’Ulss, rappresentanze sindacali e professionisti dei servizi. L’obiettivo dichiarato è mettere ordine e continuità a un sistema che da queste parti, storicamente, ha già praticato la gestione associata, ma ora è chiamato a farlo con un contenitore giuridico nuovo.
Nello statuto, tra le finalità, compaiono parole che hanno un peso preciso: promuovere un “sistema integrato” degli interventi sociali, sostenere la collaborazione con Terzo Settore e associazionismo, gestire gli interventi previsti dai LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali), coordinare servizi educativi e sociali, spingere sull’integrazione socio-sanitaria, portare avanti progettualità territoriali e ottimizzare risorse. Per tradurla in termini pratici: si punta a una regia unica che eviti doppioni, disomogeneità e rincorse tra enti.
La mappa organizzativa, per non perdere capillarità, divide l’Ambito in cinque aree omogenee: Lago, Caprinese-Valdadige, Valpolicella, Morenica e Pianura. È il tentativo di tenere insieme due spinte opposte: centralizzare la gestione e, nello stesso tempo, restare vicini ai luoghi in cui i servizi si consumano davvero – uffici sociali, scuole, progetti educativi, interventi domiciliari.
Gli organi della nuova azienda erano già stati eletti nella seduta del 21 aprile del Comitato dei Sindaci. La presidenza è stata affidata a Nicola Terilli (anche consigliere a Villafranca di Verona), con Erica Vianini, vicesindaca di Caprino Veronese, indicata come vicepresidente. La direzione provvisoria è stata assegnata a Massimo Giacomini, figura già centrale nei servizi sociali, scolastici ed educativi del Comune di Sona e responsabile dell’Ufficio di Ambito di Sona-capofila dal 2020. Come revisore contabile unico è stato nominato Maurizio Pellizzer.

Per il consiglio di amministrazione, la composizione segue le aree: Stefano Nicotra e Giuditta Tabarelli per il Lago; Erica Vianini e Marco Sega per il Caprinese-Valdadige; Erika Zorzi e Serena Momi per la Valpolicella; Alessandra Mazzi, Rita Bin e Michelangelo Arcuri per la Morenica; Nicola Terilli, Fabrizio Cestaro e Marco Battistoni per la Pianura. Nella foto sotto il titolo il nuovo CdA. Alla guida dell’Assemblea dei Sindaci sono stati confermati Gianfranco Dalla Valentina (Sona) e come vicepresidente Roberto Dall’Oca (Villafranca di Verona).
Sul piano istituzionale regionale, alla cerimonia è intervenuta in collegamento l’assessora regionale Paola Roma, che ha messo in fila il senso politico dell’operazione e il lavoro che l’ha preceduta: “La firma di costituzione dell’ATS_22 ovest veronese è, per questi 37 comuni e per la Regione Veneto, un momento storico”. E ancora: “Frutto di un importante lavoro di squadra, si ringraziano tutti gli amministratori, tecnici, assistenti sociali, amministrativi degli enti comunali, le Direzioni Regionali che hanno supportato questo evento anche in collaborazione con l’Azienda Sanitaria”. Nel suo intervento ha indicato una direzione: “Grazie per procedere assieme in questo grande lavoro mettendo sempre al centro le persone”.
L’EDITORIALE DEL BACOBrian May dice basta ai tour. Ma la magia dei Queen non va in pensioneA Palazzo Guarienti erano presenti anche la dirigente regionale Maria Carla Midena e la dirigente Elisa Casson, oltre a una rappresentanza della direzione dell’Ulss 9: il direttore socio-sanitario Felice Alfonso Nava, il direttore UOC Sociale Maurizio Facincani (che ha portato i saluti del direttore generale Pietro Girardi) e il coordinatore socio-sanitario per il Distretto Ovest Paolo Giavoni. Presenze che, in un passaggio come questo, segnalano la necessità di tenere legati i due piani: sociale e sanitario, Comuni e Azienda sanitaria.
Nel suo intervento, Nicola Terilli ha provato a fissare la bussola del nuovo ente, senza nascondere la portata del passaggio: “Con la firma di oggi prende ufficialmente forma un percorso costruito insieme dai Comuni dell’Ovest Veronese, nel segno della collaborazione istituzionale e della responsabilità verso le nostre comunità”. Poi il nodo più concreto: “L’obiettivo è rafforzare una tradizione di gestione associata che questo territorio porta avanti da anni, mantenendo centrale la prossimità ai cittadini e costruendo un welfare sempre più integrato, equo e capace di rispondere ai nuovi bisogni sociali”. La chiusura è una promessa che pesa perché andrà verificata sul campo: “ASPECO nasce per mettere al centro le persone, valorizzando il ruolo dei Comuni e la capacità delle istituzioni di lavorare insieme”.
C’è anche un elemento storico, richiamato nel racconto del percorso: l’area dell’ex Ulss 22 ha sperimentato fin dagli anni Ottanta e Novanta una delega consolidata dei servizi socio-educativi all’Ulss, con assistenti sociali ed educatori professionali diffusi nei Comuni, anche quelli più piccoli. Un modello che ha favorito integrazione e omogeneità. Oggi quella tradizione viene “messa a sistema” con un’azienda consortile: una forma che, sulla carta, dovrebbe rendere più lineari governance, risorse e standard.
Il capitolo che si apre adesso, però, è quello che non si firma in una mattina. Il cronoprogramma citato prevede avvio operativo, consolidamento della struttura, trasferimento progressivo e coordinamento dei servizi delegati, e la definizione degli strumenti gestionali e amministrativi necessari alla piena operatività nei prossimi anni.
La firma a Valeggio è la partenza ufficiale. Il banco di prova sarà la capacità di far funzionare una macchina nuova senza perdere il contatto con i bisogni quotidiani e con le differenze tra territori: dalle frazioni più piccole ai centri più grandi della pianura, dal lago alle valli.
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