Nel punto in cui un tempo dominavano recinzioni, divieti e silenzi militari, oggi il bosco si è ripreso spazio e voce. Al Monte Mamaor di Valeggio sul Mincio, tra ombra, sentieri e natura tornata protagonista, l’Associazione Il Cerchio di Kos prepara una nuova giornata di incontro: domenica 21 giugno, dalle ore 9 alle 20, torna “Respira Vita al Mamaor”, questa volta con un appuntamento pensato soprattutto per le famiglie, i bambini e chi guarda all’educazione non come a una formula chiusa, ma come a un cammino vivo.
L’ingresso sarà libero e gratuito. Il luogo è il Monte Mamaor, con accesso da via del Forte, in provincia di Verona. Il cuore della giornata sarà una festa dell’educazione, della natura e della comunità: non un semplice calendario di attività, ma una proposta che mette insieme gioco, ascolto, movimento, confronto e tempo condiviso. In altre parole, un modo concreto per portare bambini e adulti fuori dai ritmi stretti della quotidianità, dentro uno spazio dove l’esperienza passa dal corpo, dal respiro, dalle mani e dallo stare insieme.
Il progetto “Respira Vita al Mamaor” nasce dall’idea dell’Associazione Il Cerchio di Kos di restituire vita e senso all’ex area militare, immaginandola come spazio di accoglienza, appartenenza e relazione. Il filo conduttore è chiaro: considerare l’essere umano nella sua interezza, fisica, emotiva, relazionale e spirituale, e costruire attorno a questa visione un luogo capace di tenere insieme cura delle persone, coesione sociale, attenzione al territorio e sostenibilità.
A raccontare il senso profondo dell’appuntamento è Carlo Nerozzi, presidente de Il Cerchio di Kos, che invita le famiglie a portare i bambini sul Monte Mamaor proprio nel giorno più luminoso dell’anno. “Nel giorno più lungo dell’anno, portate i vostri bambini a Monte Mamaor”, afferma. Poi descrive l’ex area militare come un luogo che la natura ha trasformato in “un bosco rigoglioso e selvatico, fresco e ombreggiato, dove fauna e flora hanno ripreso vita spontaneamente”. Non è solo una cornice verde: è il simbolo di una trasformazione possibile. “Il Monte Mamaor è un luogo che è già un messaggio: era uno spazio militare, fatto di confini, recinzioni e divieti. Oggi è un ecosistema florido e spontaneo, dove fauna e flora selvatiche si sono reinsediate senza chiedere permesso. Un luogo che parla da solo: la vita, quando lasciata libera, trova sempre la sua strada”.
È dentro questa immagine, forte e concreta, che si inserisce la giornata del 21 giugno. Il tema dell’educazione viene affrontato senza ridurlo a una sola scuola di pensiero. Montessori, Steiner, educazione all’aperto, pedagogia della lumaca, scuola pubblica: approcci diversi, sensibilità diverse, ma un terreno comune da cercare.
Per Nerozzi, il punto è proprio questo: “Come associazione crediamo che ogni grande tradizione pedagogica porti in sé una visione autentica dell’essere umano. Montessori, Steiner, l’educazione outdoor ciascuna ha qualcosa di prezioso e necessario. Ma è nel dialogo tra queste visioni che si può intravedere qualcosa di più grande. L’evento del 21 giugno nasce dalla convinzione che sia tempo di unire. Che la formazione di un uomo nuovo, capace di stare nel mondo con consapevolezza, cura e armonia, debba essere opera di un’intelligenza collettiva che sa fare cerchio”.
La giornata prenderà avvio alle ore 9 con yoga e campane tibetane. A guidare la pratica sarà Federico Signorelli, accompagnato dalle campane tibetane di Giancarlo e Luciana. Sarà il primo passo di un programma che punta a rallentare il passo, abbassare il rumore, entrare nel luogo con un altro ritmo.
Dalle 10 alle 12.30 e poi dalle 14 alle 18.30, i bambini diventeranno i veri protagonisti. Sono previste passeggiate consapevoli, giocoleria, giochi d’acqua, scacchi e giochi di logica con l’Associazione Torre & Cavallo, letture di albi illustrati con la bibliotecaria Alice della Biblioteca di Valeggio, un laboratorio di pittura vivente con il maestro Riccardo, il laboratorio di croci andine “IntrecciAMO fili” con BoscoinArte e anche un angolo morbido dedicato ai bambini da 0 a 2 anni. Una trama di esperienze diverse, pensata per accogliere età, tempi e curiosità differenti, senza mettere i più piccoli nella posizione di spettatori passivi.
Alle 10.30 è in programma il talk “Come nell’utero, così nel mondo: educazione prima della nascita”, con Mario Zanoletti, infermiere, naturopata e insegnante. Il tema guarda alla fase prenatale come primo terreno dell’esperienza umana. L’incontro si rivolge in particolare alle famiglie in attesa e porta al centro una domanda delicata: quando comincia davvero l’educazione? Non solo quando un bambino entra in classe, non soltanto quando nasce, ma già nella relazione, nell’ambiente, nelle esperienze che precedono l’arrivo al mondo.
Nel pomeriggio, alle 17.30, il confronto si allargherà con il talk “Educazione. Diversi approcci a confronto”, moderato da Maurizia Pambianco. Interverranno Annalisa Schirato, insegnante e formatrice dell’Opera Nazionale Montessori e co-fondatrice di Kos Vita al Centro; Milena Ester Biondani, operatrice della nascita, educatrice e formatrice, co-fondatrice del progetto di scuola parentale Semi di Luce; Sara Valbusa, psicoterapeuta, educatrice, insegnante e co-fondatrice di BoscoinArte; Riccardo Mastini, docente di discipline artistiche e arti applicate con formazione steineriana e insegnante di BoscoinArte; Serena Olivieri, formatrice, co-fondatrice e insegnante di Creativity Garden a Riva del Garda; Andrea Magnolini, formatore e storico collaboratore di Gianfranco Zavalloni; e Luisa Fazzini, docente e formatrice specializzata nell’insegnamento della geografia, oltre che collaboratrice del Baco.
L’EDITORIALE DEL BACOTutti abbiamo bisogno di una tazzaLa forza dell’appuntamento sta anche nella rete che lo sostiene. Accanto al Cerchio di Kos ci saranno la Biblioteca di Valeggio sul Mincio, la Coop Tangram di Valeggio, BoscoinArte di Monzambano, Semi di Luce di Mezzane di Sotto, il Creativity Garden di Riva del Garda e l’ASD Torre & Cavallo di Brescia. Realtà diverse, provenienze diverse, un tratto comune: l’idea che educare significhi costruire ambienti, relazioni, fiducia e possibilità.
Per tutta la giornata, dalle 10 alle 20, sarà presente anche un food truck con cucina e pizza artigianale. Non un dettaglio secondario, perché in un appuntamento che parla di comunità anche il mangiare insieme diventa parte del racconto: una pausa sotto gli alberi, una famiglia che si ferma, una conversazione che continua fuori dai talk, un bambino che torna a giocare dopo pranzo.
Il Monte Mamaor, in questa prospettiva, non è soltanto il luogo che ospita l’evento. È il protagonista silenzioso della giornata. Un’ex area militare che oggi viene proposta come spazio vivo, attraversabile, capace di accogliere domande molto attuali: come crescono i bambini? Di quali luoghi hanno bisogno le famiglie? Quanto conta il contatto con la natura in un tempo segnato da velocità, schermi e frammentazione? E quale idea di comunità può nascere quando scuole di pensiero diverse accettano di parlarsi senza irrigidirsi?
Il 21 giugno, al Monte Mamaor, queste domande non resteranno chiuse in una sala. Passeranno tra i sentieri, nei laboratori, nelle mani sporche di colore, nelle letture ad alta voce, nelle partite a scacchi, nei giochi d’acqua, nei passi lenti dentro il bosco. È lì che l’educazione smette di essere una parola astratta e torna a essere ciò che dovrebbe essere sempre: una pratica quotidiana di cura, libertà e relazione.
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